Maternità: buoni voucher

In via sperimentale, per gli anni 2014-2015 è prevista la corresponsione dei “buoni” (voucher) di 600 euro al mese alla madre lavoratrice; il voucher è alternativo alla fruizione del congedo parentale.

Il contributo può essere richiesto anche in parte, anche se la lavoratrice ha già usufruito in parte del congedo parentale.

Possono ottenere il voucher elusivamente le lavoratrici pubbliche e private, anche adottive o affidatarie, comprese le iscritte alla gestione separata dell’INPS (collaboratrici coordinate e continuative), per i bambini già nati (o entrati in famiglia o in Italia) o quelli la cui data presunta del parto è fissata entro i 4 mesi successivi alla scadenza del bando di presentazione della domanda.

Non sono ammesse al beneficio:

  • le lavoratrici autonome iscritte ad altra gestione (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali di cui alle leggi 26 ottobre 1957, n. 1047, 4 luglio 1959, n. 463, e 22 luglio 1966, n. 613, imprenditrici agricole a titolo principale, pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne, disciplinate dalla legge 13 marzo 1958, n. 250);
  • le lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;
  • le lavoratrici che usufruiscono dei benefici di cui al Fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità istituito con l’art.19, comma 3, del decreto legge 4 giugno 2006, n.223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n.248.

 Durata. Il contributo è erogato per un periodo massimo di 6 mesi, divisibile per frazioni di mese intere, dove per frazione mensile si deve intendere un mese continuativo di congedo che potrà essere collocato a piacere, singolarmente o in successione, purché nell’ambito degli 11 mesi successivi al termine del congedo di maternità.

Ne consegue  che se la lavoratrice, a titolo esemplificativo, ha usufruito di 4 mesi e un giorno di congedo parentale, potrà accedere al beneficio per un solo mese, restituendole 29 giorni da utilizzare come congedo parentale.

Allo stesso modo, una volta richiesto, potrà essere interrotto solo al compimento di una frazione mensile cosi come sopra definita.

Le lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’INPS (collaboratrici coordinate e continuative), possono usufruire del contributo per un periodo massimo di tre mesi.

La domanda. La domanda deve essere presentata all’INPS in modo esclusivo attraverso il sito WEB istituzionale, accedendo direttamente tramite PIN  ovvero tramite patronato INCA della CGIL

In sede di domanda la lavoratrice richiedente deve:

  • indicare a quale dei due benefici intende accedere, ed in caso di scelta del contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, indicare la struttura per l’infanzia (pubblica o privata accreditata) nella quale la lavoratrice stessa ha effettuato l’iscrizione del minore;
  • indicare il periodo di fruizione del beneficio, specificando il numero di mesi;
  • dichiarare la rinuncia alla fruizione del corrispondente numero di mesi di congedo parentale;
  • dichiarare di aver presentato dichiarazione ISEE valida. A tal fine si ricorda che per le domande presentate nell’anno 2015 la dichiarazione ISEE dovrà essere conforme alla vigente normativa, prevista dal DPCM 5 dicembre 2013 n. 159, le cui istruzioni operative sono rinvenibili nella circolare INPS n. 171 del 18 dicembre 2014.

ATTENZIONE: dal momento di presentazione della domanda e fino all’accoglimento della stessa, per la madre lavoratrice è sospesa la possibilità di fruire del periodo di congedo parentale cui si rinuncia nella domanda di beneficio, detta fruizione sarà nuovamente consentita solo nel caso di reiezione della domanda, ovvero in caso di rinuncia al beneficio.

Vedi la guida completa alla maternità e paternità

Baby Sitting:voucher per servizi

A chi spetta. In via sperimentale, fino a tutto il 2016, è concesso un voucher alla madre lavoratrice per l’acquisto di servizi di baby sitting ovvero per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, di cui usufruire al termine del periodo di congedo di maternità e per gli 11 mesi successivi.

Attenzione. Il voucher è in alternativa al congedo parentale.

Quindi, se la lavoratrice madre opta per l’erogazione del bonus, non può richiedere il congedo.

Fatto salvo che può essere richiesto se lavoratrice ha già usufruito in parte del congedo parentale.

Al beneficio possono accedere esclusivamente la madri, anche adottive e affidatarie, sia le lavoratrici dipendenti, pubbliche e private, sia iscritte alla gestione separata (collaboratrici coordinate e continuative che non risultano iscritte ad latra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate) per i bambini già nati (o entrati in famiglia) o quelli la cui data presunta del parto è fissato entro i 4 mesi successivi alla scadenza del bando per la presentazione della domanda.

Più figli. La lavoratrice può ottenere il voucher, sia come genitore anche per più figli (in tal caso deve presentare una domanda per ogni figlio), che come gestante (in caso di gravidanza gemellare potrà presentare la domanda per ogni nascituro), purchè ricorrano per ciascun figlio i requisiti sopra richiamati.

Esclusioni. Sono escluse dal beneficio:

  • le lavoratrici esentante totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi convenzionati
  • le lavoratrici che usufruiscono del beneficio di cui al fondo per le politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità

La durata. Il voucher viene erogato per un  periodo massimo di 6 mesi. Per Frazione mensile si intende un mese continuativo di congedo che potrà essere collocato a piacere, singolarmente o in successione, purchè nell’ambito degli 11 mesi successivi al termine del periodo di congedo per maternità.

Ne consegue, ad esempio, che se lavoratrice ha usufruito di 4 mesi di congedo parentale, potrà accedere al beneficio per un solo mese, restituendole 29 giorni da utilizzare come congedo parentale.

Allo stesso modo, una volta richiesto, potrà essere interrotto solo al compimento di una frazione mensile così come sopra definita.

Lavoratrici parasubordinate. Le lavoratrici parasubordinate (collaboratrici coordinate e continuative) iscritte alla gestione separata possono usufruire del contributo per un periodo massimo di 3 mesi.

Part-time. Le lavoratrici a  part-time potranno fruire del voucher in misura riproporzionata in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa.

Modalità di erogazione. Il contributo per la fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, verrà erogato attraverso il pagamento diretto alla struttura scolastica prescelta.

Diversamente il contributo concesso per il pagamento dei servizi di baby sitting viene erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro, per ogni mese di congedo parentale cui la madre rinuncia.

L’importo del voucher. L’importo del contributo asilo nido e voucher baby sittig è di 600,00 euro al mese 300 euro per le lavoratrici autonome non subordinate.

La domanda. Entro il 31 dicembre le lavoratrici devono presentare la domanda telematica all’INPS che provvederà a redigere la graduatoria tenendo conto dell’ISEE.

In caso di accoglimento della domanda, la lavoratrice deve recarsi presso le sedi INPS per ricevere i voucher richiesti entro i successivi 120 giorni.

Il superamento del termine si intende come rinuncia al beneficio.

Voucher socio-sanitario

Provvidenza economica, utilizzata in alcune Regioni,  prioritariamente rivolta ai soggetti fragili (es . anziani non autosufficienti affetti da patologie cronico-degenerative, disabili) utilizzabile per l’acquisto di prestazioni di assistenza domiciliare sociosanitaria integrata da soggetti pubblici e privati, profit e no profit. 

Voucher per i servizi di baby sitting

In via sperimentale fino al 2015 alla madre lavoratrice sono concessi 300 euro mensili per utilizzare un servizio di baby-sitting, in alternativa al congedo parentale. Il contributo può essere richiesto anche se la lavoratrice ha già usufruito in parte del congedo parentale.
Al beneficio possono acceder anche le madri adottive o affidatarie nonché le lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’INPS.
Più figli. Nel caso di più figli la lavoratrice può accedere la beneficio, sia come genitore di più figli, che come gestante (in caso di gravidanza gemellare potrà presentare la domanda per ogni nascituro).
Durata. Il contributo viene erogato per un massimo di 6 mesi, divisibile per frazioni mensili intere. Per frazione mensile deve intendersi un mese continuativo di congedo che potrà essere collocato a piacere, singolarmente o successivamente, purchè nell’ambito degli 11 mesi successivi al termine del congedo di maternità.
Ne consegue che se la lavoratrice, ad esempio, ha usufruito di quattro mesi di congedo parentale, potrà accedere al benefico per un solo mese, restituendole 29 giorni da utilizzare  come congdo parentale.
Part-time. Le lavoratrici a part-time potranno fruire del contributo in misura proporzionale in ragione dell’attività ridotta.
Co.co.co. e Co.co.pro Le lavoratrici possono usufruire del beneficio per un periodo massimo di 3 mesi.

VOUCHER

 

Prestazioni occasionali e libretto di famiglia

L’abrogazione delle norme in materia di lavoro accessorio,  sono state, di fatto, reintrodotte dal D.L. 24.4.2017, n. 50 (legge 21.6.2017, n. 96, S.O. n. 31 alla G.U. 23.6.2017, n. 144), inserendo l’art. 54-bis, che contiene la disciplina delle prestazioni occasionali, rispettivamente articolate nel “Libretto Famiglia” e nel “Contratto di prestazione occasionale”.

Le nuove norme sono entrate in vigore il 24.6.2017, vediamo nel merito cosa prevedono.

Limiti di reddito. Entro i limiti, e con le modalità di cui si dirà di seguito, è ammessa la possibilità di acquisire “prestazioni di lavoro occasionali”, intendendosi per tali le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile (ossia dal 1° gennaio al 31 dicembre):

  1. a) per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;
  2. b) per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;
  3. c) per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro

 

 I LIMITI DI REDDITO NELL’ANNO CIVILE
In capo a ogni prestatore Massimo 5.000 euro, con riferimento a tutti gli utilizzatori
In capo all’utilizzatore Non più di 5.000 euro, con riferimento a tutti i prestatori
Tra i medesimi utilizzatore e prestatore Non più di 2.500 euro (ne deriva che, se viene utilizzato l’intero importo ammesso, non è possibile occupare più di 2 prestatori)

 

Diritti. Il prestatore ha diritto a quanto elencato di seguito:

  1. a) assicurazione contro l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, con iscrizione alla gestione separata
  2. b) assicurazione contro infortuni sul lavoro e malattie professionali
  3. c) riposo giornaliero, pause e riposi settimanali

Regime dei compensi.  I compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale, non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili per la determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Divieti. Non possono essere acquisite prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso – o abbia cessato da meno di 6 mesi – un rapporto di:

  1. a) lavoro subordinato; o anche di
  2. b) collaborazione coordinata e continuativa

 

APPORTI IN CORSO O CESSATI: QUESTI I DIVIETI
Tipo
di rapporto
Situazione Conseguenze
Lavoro subordinato In corso di svolgimento Divieto di prestazioni occasionali
Cessato da meno di 6 mesi
Cessato da 6 mesi o più Le prestazioni occasionali sono possibili
Collaborazione coordinata e continuativa In corso di svolgimento Divieto di prestazioni occasionali
Cessato da meno di 6 mesi
Cessato da 6 mesi o più Le prestazioni occasionali sono possibili

 

Soggetti che possono utilizzare prestazioni occasionali. Alle prestazioni di lavoro occasionale possono fare ricorso:

  1. a) le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, per il ricorso a prestazioni occasionali mediante il Libretto Famiglia
  2. b) gli altri utilizzatori, per l’acquisizione di prestazioni di lavoro mediante il contratto di prestazione occasionale
  3. c) le amministrazioni pubbliche, senza che si applichi il limite del numero di dipendenti, nel rispetto dei vincoli previsti dalla disciplina in materia di contenimento delle spese di personale, e fermo il limite di durata di 280 ore nell’anno civile, esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali:
  4. a) nell’ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, disabilità, detenzione, tossicodipendenza o fruizione di ammortizzatori sociali;
  5. b) per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;
  6. c) per attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;
  7. d) per l’organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli

Computo dei compensi. Sono computati in misura pari al 75% del loro importo, ossia con riguardo alla possibilità, per ogni utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, di ricevere compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro, i compensi per prestazioni di lavoro occasionali rese dai seguenti soggetti:

  1. a) titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
  2. b) giovani con meno di 25 anni di età (quindi fino a 24 anni e 364 giorni), se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di ogni ordine e grado o l’università;
  3. c) persone disoccupate, ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs. 14.9.2015, n. 150: il co. 1 di tale disposizione prevede che sono considerati disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e a partecipare alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il CPI;
  4. d) percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) o di altre prestazioni di sostegno del reddito. In tal caso l’Inps provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni occasionali in oggetto.

Registrazione e adempimenti. Per l’accesso alle prestazioni occasionali, gli utilizzatori e i prestatori devono registrarsi e svolgere i relativi adempimenti, anche tramite un intermediario di cui alla legge 11.1.1979, n. 12, all’interno di un’apposita “piattaforma informatica Inps”, gestita dall’Istituto, che supporta le operazioni di erogazione e accreditamento dei compensi e di valorizzazione della posizione contributiva dei prestatori attraverso un sistema di pagamenti elettronico.

Esclusivamente ai fini dell’accesso al Libretto Famiglia (utilizzatori che siano persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa), la registrazione e i relativi adempimenti possono essere svolti tramite un ente di patronato INCA CGIL.

CHI PUÒ EFFETTUARE GLI ADEMPIMENTI PRESSO L’INPS
Contratto di prestazione occasionale L’utilizzatore, direttamente
o tramite un intermediario abilitato
Libretto Famiglia L’utilizzatore, direttamente oppure tramite
un intermediario abilitato o un Patronato

 

Libretto famiglia. L’utilizzatore che sia una persona fisica, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, può acquistare – tramite la piattaforma informatica Inps o presso gli uffici postali – un libretto nominativo prefinanziato, denominato “Libretto Famiglia”, per il pagamento delle prestazioni occasionali rese a suo favore da 1 o più prestatori nell’ambito di:

  1. a) piccoli lavori domestici, inclusi lavori di giardinaggio, pulizia o manutenzione;
  2. b) assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  3. c) insegnamento privato supplementare (si tratta delle cd. ripetizioni).

Con il Libretto Famiglia, è erogato anche il contributo, per l’acquisto di servizi di baby-sitting, o per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati

Ogni Libretto Famiglia contiene titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore a 1 ora.

Per ogni titolo di pagamento erogato sono interamente a carico dell’utilizzatore la contribuzione alla gestione separata, stabilita nella misura di 1,65 euro, e il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, stabilito nella misura di 0,25 euro; l’importo di 0,10 euro è destinato al finanziamento degli oneri gestionali.

Ne deriva che il valore netto del titolo di pagamento è pari a 8 euro l’ora, come illustrato nella tabella che segue.

LIBRETTO FAMIGLIA: QUESTI GLI IMPORTI
Valore nominale del titolo
(costo totale per l’utilizzatore)
10,00 euro per 1 ora di lavoro
Contributo a Gestione Separata 1,65 euro per 1 ora di lavoro
Premio Inail 0,25 euro per 1 ora di lavoro
Spese gestione 0,10 euro per 1 ora di lavoro
Compenso netto al lavoratore 8,00 euro per 1 ora di lavoro

 

Tramite la piattaforma informatica o i servizi di contact center messi a disposizione dall’Inps, l’utilizzatore persona fisica (non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa), entro il giorno 3 del mese successivo allo svolgimento della prestazione, comunica:

  1. a) i dati identificativi del prestatore,

 

  1. b) il compenso pattuito, il luogo di svolgimento e la durata della prestazione;
  2. c) ogni altra informazione necessaria ai fini della gestione del rapporto.

Il prestatore riceve contestuale notifica attraverso sms o posta elettronica

Contratto di prestazione occasionale. Nozione: il contratto di prestazione occasionale è il contratto mediante il quale un utilizzatore acquisisce, con modalità semplificate, “prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità”, nei limiti di importo complessivo di 5.000 euro per ciascun utilizzatore, con un massimo di 2.500 euro per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore a favore del medesimo utilizzatore.

Contratto di prestazione occasionale. divieti: è vietato il ricorso al contratto di prestazione occasionale:

  1. a) da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
  2. b) da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività rese dai soggetti di cui al co. 8 (pensionati di vecchiaia o invalidità; giovani con meno di 25 anni, se iscritti a un istituto scolastico o università; disoccupati; percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione o di altre prestazioni di sostegno al reddito), purché non iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
  3. c) da parte delle imprese: dell’edilizia e settori affini; esercenti l’attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo; del settore miniere, cave e torbiere;
  4. d) nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi

Contratto di prestazione occasionale. Importi: per l’attivazione del contratto di prestazione occasionale, ciascun utilizzatore, e quindi nell’esercizio di attività professionale o d’impresa, versa, attraverso la piattaforma informatica Inps o con modello F24, le somme utilizzabili per compensare le prestazioni.

L’1% degli importi è destinato al finanziamento degli oneri gestionali.

Sono interamente a carico dell’utilizzatore la contribuzione alla gestione separata nella misura del 33% del compenso, e il premio dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali nella misura del 3,5% del compenso.

 

CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE: QUESTI GLI IMPORTI
Compenso netto al lavoratore 9,00 euro per 1 ora di lavoro
Contributo a Gestione Separata 33% di 9 euro, ossia 2,97 euro
Premio Inail 3,5% di 9 euro, ossia 0,31 euro
Spese gestione 1% di 9 euro, ossia 0,09 euro
Costo totale per l’utilizzatore 12,37 euro per 1 ora di lavoro

 

Contratto di prestazione occasionale. Comunicazione anticipata: almeno 1 ora prima dell’inizio della prestazione, l’utilizzatore che eserciti un’attività professionale o di impresa deve trasmettere, con la piattaforma informatica o i servizi di contact center messi a disposizione dall’Inps, una dichiarazione contenente, fra l’altro, le seguenti informazioni:

  1. a) i dati anagrafici e identificativi del prestatore;
  2. b) il luogo di svolgimento della prestazione;
  3. c) l’oggetto della prestazione;
  4. d) la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione ovvero, se imprenditore agricolo, la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni;

 

  1. e) il compenso pattuito per la prestazione, in misura non inferiore a 36 euro, per prestazioni di durata non superiore a 4 ore continuative nell’arco della giornata

Il prestatore riceve contestuale notifica della dichiarazione attraverso sms o posta elettronica.

Nel caso in cui la prestazione non abbia luogo, l’utilizzatore che eserciti un’attività professionale o d’impresa deve comunicare, tramite la piattaforma informatica o i servizi di contact center Inps, la revoca della dichiarazione trasmessa all’Inps entro i 3 giorni successivi al giorno programmato di svolgimento della prestazione: in assenza di revoca, l’Inps provvede al pagamento delle prestazioni e all’accredito dei contributi e premi entro il 15 del mese successivo

Pagamento del compenso. Con riferimento a tutte le prestazioni rese nell’ambito del Libretto Famiglia e del contratto di prestazione occasionale nel corso del mese, l’Inps provvede, nel limite delle somme previamente acquisite a tale scopo dagli utilizzatori rispettivamente di cui:

a)per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

b)per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

al pagamento del compenso al prestatore il giorno 15 del mese successivo, con accredito delle spettanze su conto corrente bancario risultante sull’anagrafica del prestatore o, in mancanza della registrazione del contro corrente bancario, con bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli uffici di Poste Italiane (gli oneri di pagamento del bonifico bancario domiciliato sono a carico del prestatore).

Mediante la piattaforma informatica, l’Inps accredita i contributi previdenziali sulla posizione contributiva del prestatore e trasferisce all’Inail, al 30 giugno e al 31 dicembre di ogni anno, i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nonché i dati relativi alle prestazioni di lavoro occasionale del periodo.

Sanzioni. In caso di superamento, da parte di un utilizzatore diverso dalla PA:

  1. a) del limite di importo non superiore a 2.500 euro per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore); o comunque
  2. b) del limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile;

il relativo rapporto si trasforma in un rapporto a tempo pieno e indeterminato.

Invece, in caso di violazione di una delle seguenti disposizioni:

  1. a) obbligo di comunicazione, da parte degli uilizzatori che esercitano un’attività professionale o d’impresa, almeno 1 ora prima;
  2. b) violazione dei divieti nei seguenti casi:

– utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;

– imprese dell’edilizia e dei settori affini; imprese esercenti l’attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo; imprese del settore miniere, cave e torbiere;

– nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi;

si applica la sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro, per ogni prestazione lavorativa giornaliera in cui risulta accertata la violazione, e non si applica la procedura di diffida