Reddito di inclusione

REDDITO DI INCLUSIONE

abstract Dal 1° gennaio 2018 sarà in funzione il Reddito di inclusione (ReI), una misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale condizionata alla valutazione della situazione economica e all’adesione a un progetto personalizzato di inclusione sociale lavorativa.

In attuazione della legge delega n. 33/2017 , il D.Lgs. n. 147/2017 ha instituito, dal 1° gennaio 2018, il Reddito di inclusione (ReI) che sostituisce il sostegno all’inclusione attiva (Sia) e l’assegno sociale di disoccupazione (ASdI). Si tratta di una misura finalizzata al sostegno delle famiglie povere attraverso l’erogazione sia di un beneficio economico, sia di una serie di servizi alla persona consistenti in un progetto personalizzato ovvero di un patto di servizio. I requisiti necessari per accedere al ReI sono di tre tipologie:

a) Requisiti di residenza e di soggiorno. Colui che richiede il ReI deve essere cittadino dell’Unione europea o familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria). Inoltre, deve risiedere in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda. Si ricorda che si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo sia pari o inferiore a euro 8.000 (lavoro dipendente) o euro 4.800 (lavoro autonomo). Lo svolgimento della prestazione di lavoro occasionale ex D.L. n. 50/2017 , non incide sullo stato di disoccupazione.

b) Requisiti familiari. Nel nucleo familiare deve essere almeno presente, sempre al momento della proposizione della domanda: un componente di età minore di anni 18, una persona con disabilità e almeno un suo genitore/tutore, una donna in stato di gravidanza accertata ovvero un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni, che si trovi in stato di disoccupazione involontaria da almeno tre mesi o abbia cessato, da almeno tre mesi, di beneficiare dell’intera prestazione per la disoccupazione.

c) Requisiti economici. Ai fini della verifica vale l’attestazione Isee in corso di validità (alla scadenza deve essere rinnovata pena la perdita del beneficio): se nel nucleo è presente un componente di età inferiore ad anni 18, si considera l’Isee minorenni. Per poter accedere al ReI il nucleo familiare del richiedente deve essere, per l’intera durata del beneficio, in possesso congiuntamente di:

un valore dell’Isee non superiore a euro 6.000;

un valore dell’Isre (ossia l’indicatore della situazione reddituale Isr dell’Isee diviso la scala di equivalenza corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare, al netto delle maggiorazioni) non superiore a euro 3.000;

un patrimonio immobiliare, esclusa la casa di abitazione, non superiore a euro 20.000;

un patrimonio mobiliare non superiore a euro 6.000, importo maggiorato di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di euro 10.000.

L’Isee è fondato su una nozione di reddito disponibile per cui la sua componente reddituale (Isr) può essere pari a zero anche in presenza di un certo ammontare dei redditi. Per le famiglie che vivono in affitto, per esempio, si può detrarre il canone di locazione fino a euro 7.000, più euro 500 per ogni figlio successivo al secondo.

A titolo di esempio un nucleo di 4 componenti in affitto con canone di euro 500 mensili e un componente occupato con un reddito di euro 7.500 annui (il reddito da lavoro dipendente è considerato all’80%, con un abbattimento massimo di euro 3.000) avrebbe un Isr pari a zero.

Per accedere alla misura si richiede, infine, che nessun componente del nucleo familiare sia intestatario o abbia la piena disponibilità di autoveicoli/motoveicoli immatricolati la prima volta nei ventiquattro mesi antecedenti la richiesta (ad eccezione dei veicoli per i quali è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità), ovvero sia intestatario o abbia disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto.

Novità della legge di bilancio per il 2018

La legge di bilancio per il 2018, al momento all’esame delle aule parlamentari, prevede delle modifiche al ReI che ne amplieranno il campo di applicazione:

dal 1° luglio 2018 verranno meno tutti i requisiti familiari e, pertanto, la misura diventerà a tutti gli effetti universale;

dal 1° gennaio 2018 verranno meno gli specifici requisiti di disoccupazione richiesti ai soggetti disoccupati con età superiore ai 55 anni;

il tetto massimo del beneficio salirà del 10% a circa 534 euro al mese, ovvero circa 6.400 euro su base annua.

Durata e misura del beneficio

L’importo del ReI viene stabilito sulla base del “reddito disponibile”, comprensivo delle risorse a disposizione del nucleo familiare per soddisfare i bisogni di base e acquistare beni e servizi primari, come determinato sulla base dell’indicatore della situazione reddituale dell’Isee. Al reddito familiare si sottraggono le spese per l’affitto (fino a un massimo di 7 mila euro, incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo, come avviene per l’Isee) e il 20% del reddito da lavoro dipendente (fino ad un massimo di 3 mila euro, come avviene per l’Isee). Il ReI sarà, quindi, proporzionale alla differenza tra il reddito familiare e una soglia (soglia reddituale d’accesso), pari per un singolo a 3 mila euro e riparametrata sulla base della numerosità familiare per mezzo della scala di equivalenza dell’Isee. In sede di prima applicazione, la soglia è considerata al 75%. Si veda la Tabella nell’apposita sezione di seguito.

Progetto personalizzato

Ai servizi sociali dei Comuni è demandato il compito di avviare progetti personalizzati di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, sulla base di una valutazione multidimensionale finalizzata a identificarne i bisogni, tenuto conto delle risorse e dei fattori di vulnerabilità, nonché dell’eventuale presenza di fattori ambientali e di sostegno. In particolare la valutazione concerne:

a) le condizioni personali e sociali;

b) la situazione economica;

c) la situazione lavorativa ed il profilo di occupabilità;

d) l’educazione, l’istruzione e la formazione;

e) la condizione abitativa;

f) le reti familiari, di prossimità e sociali.

Completata la valutazione multidimensionale del bisogno, entro 20 giorni viene definito un progetto personalizzato, che deve essere sottoscritto dai componenti il nucleo familiare. In mancanza di sottoscrizione del progetto, il ReI non può essere erogato (soltanto per il 2018, il beneficio economico verrà concesso per un periodo massimo di 6 mesi, anche in assenza della sottoscrizione del progetto). Se durante la fase di analisi preliminare emerge che la situazione di povertà è prioritariamente connessa alla mancanza di lavoro, il progetto personalizzato viene sostituito dal patto di servizio o dal programma di ricerca intensiva di occupazione. Il progetto, concernente l’intero nucleo familiare, prevede specifici impegni individuati dagli operatori sociali.

Nelle ipotesi di mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni ovvero agli appuntamenti previsti nel progetto, da parte anche di un solo componente del nucleo familiare beneficiario, si applica:

la decurtazione di un quarto di una mensilità del beneficio economico, in caso di prima mancata presentazione;

la decurtazione di una mensilità del beneficio economico, in caso di seconda mancata presentazione;

la decadenza dalla prestazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

In caso di mancata partecipazione, senza un giustificato motivo, alle iniziative di orientamento previste dal patto di servizio, da parte anche di un solo componente del nucleo familiare beneficiario, si applica:

la decurtazione di una mensilità del beneficio economico, in caso di prima mancata presentazione;

la decadenza dalla prestazione, nonché la decadenza dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

Si verifica infine la decadenza dal beneficio e dallo stato di disoccupazione per gli interessati nelle ipotesi in cui, da parte anche di un solo componente il nucleo familiare, in assenza di giustificato motivo, si verifichi una mancata partecipazione alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad ogni altra iniziativa di politica attiva, ovvero la mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua. Per le ipotesi di decadenza dal beneficio sopra riportate, il ReI può essere richiesto solo decorsi 6 mesi dalla data del provvedimento di decadenza.

Come ottenere il beneficio ed eventuali incompatibilità

Il modulo di domanda ReI è reperibile in rete presso i siti dell’Inps e del Ministero del lavoro (il fac-simile era allegato alla circolare Inps n. 172/2017 ) . In attesa dell’individuazione dei punti di accesso individuati dai Comuni, l’istanza – che vale come autocertificazione – si presenta al Comune, singolo o associato in ambito territoriale. La verifica dei requisiti si effettua in due fasi successive:

1) il Comune, entro 15 giorni lavorativi dalla presentazione, verifica preliminarmente i requisiti di residenza, soggiorno nonché, in caso di presenza nel nucleo di donna in stato di gravidanza accertata, che la domanda sia stata presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto;

2) successivamente l’Inps, nei 5 giorni lavorativi seguenti alla trasmissione della domanda da parte del Comune, verifica i requisiti familiari ed economici.

La carta ReI viene emessa da Poste Italiane S.p.a. – Servizio Banco Posta al termine della verifica positiva dei requisiti da parte dell’Inps. Sarà il concessionario a inviare al beneficiario apposita comunicazione, tramite lettera, di avvenuta emissione della Carta ReI. L’interessato dovrà in seguito recarsi presso uno degli Uffici Postali abilitati a rilasciare la Carta ReI, presentando il proprio documento di identità. Prima di poter utilizzare la Carta ReI il titolare dovrà attendere la ricezione del PIN che verrà inviato in busta chiusa, presso l’indirizzo di domicilio indicato in domanda.

Precisazione importante riguarda il possesso di eventuali trattamenti di sostegno per l’inclusione attiva (Sia), assegno di disoccupazione (ASdI) o carta acquisti: i relativi importi percepiti nell’anno di riferimento della dichiarazione sostitutiva unica Dsu (2015 se la domanda viene presentata entro il corrente mese di dicembre) verranno sottratti ai fini della verifica del requisito.

Incompatibilità

Il ReI è incompatibile con la fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo, di qualsiasi indennità per disoccupazione involontaria. Eventuali trattamenti assistenziali già fruiti da componenti del nucleo familiare e non sottoposti alla prova dei mezzi sono sottratti. Il periodo massimo di erogazione è di 18 mesi. È, invece, compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, nel rispetto dei parametri relativi alla condizione del nucleo familiare del richiedente la prestazione. In caso di variazione della situazione lavorativa, i componenti il nucleo sono tenuti, a pena di decadenza dal beneficio, a comunicare all’Inps il reddito annuo previsto derivante da tale attività entro 30 giorni dall’inizio utilizzando il modello ReI-Com (allegato alla circolare Inps n. 172/2017 ).

Nel caso in cui vi siano dei beneficiari del sostegno di inclusione attiva (Sia) che presentino la domanda di ReI, possono verificarsi le seguenti situazioni:

a) domanda di ReI presentata dal 1° al 5° bimestre di percezione della Sia: in questo caso la Sia si trasforma in ReI, ai 18 mesi di ReI vanno sottratti i mesi di Sia già goduti e l’importo riconosciuto è quello del beneficio maggiore tra Sia e ReI fino al raggiungimento della durata di 12 mesi; dal 13esimo mese in poi si corrisponde l’importo del ReI;

b) domanda di ReI presentata nel 6° bimestre SIA: in tal caso vi è continuità tra SIA e ReI, ai 18 mesi di ReI vanno sottratti i 12 percepiti a titolo di SIA e l’importo corrisposto è quello del ReI;

c) domanda presentata dopo il 6° bimestre o comunque dopo il termine del SIA per decadenza: ai 18 mesi di ReI vanno sottratti i mesi percepiti a titolo di Sia e l’importo erogato è quello del ReI.

Infortunio sul lavoro: fasce orarie di reperibilità lavoratori pubblici

L’art. 2, del DM  18 dicembre 2009 n. 206, escludeva esplicitamente dall’obbligo di rispettare le fasce orarie per quanti fossero in infortunio, riconosciuto dall’INAIL. Tale DM è stato abrogato dall’ art. 10, comma 1, D.M. 17. ottobre 2017, n. 206.

Ne consegue che a partire dal 17 gennaio 2018, sussiste l’obbligo di essere reperibili al proprio domicilio anche in caso di assenza per infortunio sul lavoro o di malattia professionale, tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18.

 

Richiesta al termine del periodo di «naspi»

Domanda

Richiesta al termine del periodo di «naspi»

Compirò 65 anni a fine dicembre 2017 e sono stato licenziato, per soppressione del posto di lavoro, a dicembre del 2015.

Attualmente godo della Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego), che è partita l’8 gennaio 2016 e quindi dovrebbe terminare a dicembre 2017.

Ho tutti i requisiti per l’accesso all’Ape sociale, avendo 38 anni di contribuzione ed essendo disoccupato e iscritto al centro di lavoro di appartenenza (sempre dall’8 gennaio 2016).

Dati i problemi di certificazione degli accessi, con i relativi rifiuti da parte dell’Inps, onde evitare una bocciatura e la conseguente perdita di tempo, da quale giorno o mese potrò fare la domanda?

Al sindacato mi hanno detto che potrò inviare la domanda a partire dall’8 gennaio 2018. È plausibile?

Oppure dovrò attendere il termine dei tre mesi senza sussidio?

Risposta

Sulla base dei dati forniti, la Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego) dovrebbe terminare nei primi giorni del mese di gennaio 2018, atteso che il periodo indennizzabile è pari alla metà del periodo lavorativo degli ultimi quattro anni (e quindi, il periodo di Naspi dovrebbe essere pari a due anni decorrenti dall’8 gennaio 2016).

La domanda potrà essere presentata dopo che il lavoratore avrà ultimato il godimento della disoccupazione (prima sarebbe rigettata per mancanza dei requisiti).

Per presentare l’istanza, non è richiesto anche il trimestre di inoccupazione successivo alla conclusione del periodo di percezione della prestazione di disoccupazione, considerato che questo potrà essere valutato in via prospettica rispetto alla data di invio.

Fine congedo biennali e autorizzazione

Domanda

Fine congedo biennali e autorizzazione

Infermiera professionale in una struttura sanitaria privata, sono stata autorizzata fino a dicembre 2017 al congedo per due anni per assistere il coniuge (Dlgs 151/2000).

In precedenza ho ricevuto due permessi per la concessione di tre giorni di “104/92”, per mio suocero, con relative autorizzazioni Inps del 28 dicembre 2016 (sospesi per fruire la rimanenza del congedo straordinario dei due anni), con decorrenza dal 1° dicembre 2016 e senza limiti di validità temporali.

Per mio marito, l’autorizzazione Inps è del 21 novembre 2016, con decorrenza dal 22 novembre 2016, fino alla concessione dell’iter sanitario della prevista revisione (febbraio 2018).

Chiedo se, alla conclusione del beneficio del congedo straordinario di due anni (e precisamente il 28 dicembre 2017), devo inoltrare nuovamente la pratica per fruire dei tre giorni di “104/92” per assistere mio suocero e mio marito (entrambi con autorizzazioni Inps concesse in precedenza). L’azienda chiede nuove autorizzazioni.

Risposta

Si ritiene che, al termine del congedo di due anni per assistenza del proprio coniuge, la lettrice dovrebbe chiedere nuovamente all’Inps l’autorizzazione per fruire dei tre giorni previsti dalla legge 104/92 per il suocero e per il marito, anche se le relative autorizzazioni erano state rilasciate prima della concessione del congedo biennale.

La fruizione del congedo biennale comporta infatti la sospensione del rapporto di lavoro, per cui, con il rientro in servizio, l’autorizzazione a fruire dei tre giorni di permesso dovrebbe essere subordinata alla presentazione di una nuova domanda.

Vista la specificità della problematica, ulteriori informazioni potranno essere fornite recandosi al Patronato INCA della CGIL.

Lavoro occasione e vecchia disciplina

Domanda

Lavoro occasione e vecchia disciplina

In seguito all’introduzione dei nuovi contratti di prestazione occasionale (al posto dei “vecchi” voucher), è ancora possibile adottare la diversa tipologia precedentemente in essere, per le attività di lavoro autonomo occasionali, svolte in assenza di subordinazione?

Per esempio, nel caso di un ingegnere, senza partita Iva, che collabora occasionalmente con uno studio tecnico?

In caso di risposta affermativa, si chiede se vi siano limiti di compenso (fermo restando che per la parte che eccede i 5mila euro devono essere versati i contributi alla gestione separata) e di durata. Al riguardo, ricordo che in passato si diceva di poter ritenere occasionale un’attività svolta per non più di 30 giorni e con un compenso non superiore a 5mila euro.

Risposta

La soluzione prospettata dal lettore è ancora possibile, anche se certamente più rischiosa rispetto all’utilizzo del nuovo contratto di prestazione occasionale, che è codificato ed espressamente regolamentato in dettaglio (il riferimento ai 5mila euro e ai 30 giorni era contenuto nell’articolo 61 del Dlgs 276/2003, ormai abrogato).

Nel caso dell’ingegnere, come riportato, l’articolo 2 del Dlgs 81/2015 consente, peraltro, le collaborazioni coordinate e continuative prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali.

Istanza per ape social entro il 31 marzo 2018

Domanda

Istanza per ape social entro il 31 marzo 2018

Vorrei dei chiarimenti sull’Ape social. Compio 63 anni il 2 agosto 2018, ho oltre 41 anni di contributi, il 17 dicembre 2017 finisco la mobilità, e ho l’oppurtunità di fare domanda per altri cinque mesi di mobilità in deroga, che finirebbe circa a metà maggio 2018.

La richiesta di Ape social devo farla entro il 31 marzo 2018? Oppure, alla scadenza della mobilità in deroga (metà maggio 2018), dovrei far passare i tre mesi senza reddito, per poi fare richiesta al patronato?

Oppure, ancora, non dovrei fare richiesta dei cinque mesi di proroga, in modo che a metà marzo 2018 finisca i tre mesi senza reddito (maturo però i 63 anni il 2 agosto 2018)?

Ho letto sui social che tutti e tre i requisiti menzionati (età, contributi e tre mesi senza reddito) vanno maturati nel corso del 2018.

Risposta

La domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio per il 2018 dev’essere presentata entro il 31 marzo 2018.

A tale data (cioè al momento di presentazione della domanda di riconoscimento) il lavoratore deve avere lo stato di disoccupato e deve aver finito di fruire integralmente della prestazione di disoccupazione spettante.

In via prospettica, come precisato dall’Inps con la circolare 100/2017, possono essere valutati: il requisito anagrafico dei 63 anni; l’anzianità contributiva di 30 anni; il trimestre di inoccupazione successivo alla conclusione del periodo di percezione della prestazione di disoccupazione.

In assenza di specifiche indicazioni sull’argomento, si ritiene che l’eventuale richiesta di ulteriori cinque mesi pregiudichi la possibilità di presentare la domanda entro il 31 marzo 2018 per difetto dei requisiti sopra citati.

L’eventuale proroga della mobilità comporterebbe la presentazione dell’istanza entro il 30 novembre 2018.

 

Retribuzione: convenzione internazionale. 1951

La Conferenza generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, Convocata a Ginevra dal Consiglio di amministrazione dell’Ufficio Internazionale del Lavoro ed ivi riunitasi il 6 giugno 1951 per la sua trentaquattresima sessione,
Avendo deciso di adottare diverse proposte relative al principio di uguaglianza di retribuzione fra mano d’opera maschile e mano d’opera femminile per un lavoro di valore uguale, questione che costituisce il settimo punto all’ordine del giorno della sessione,
Avendo deciso che queste proposte assumano la forma di una convenzione internazionale, adotta, oggi ventinove giugno millenovecentocinquantuno, la seguente convenzione che sarà denominata Convenzione sull’uguaglianza di retribuzione, 1951.

Articolo 1 Ai fini della presente convenzione :
a) il termine « retribuzione » comprende il salario o trattamento ordinario, di base o minimo, e tutti gli altri emolumenti, pagati direttamente o indirettamente, in moneta o in natura, dal datore di lavoro al lavoratore in ragione dell’impiego di quest’ultimo ;
b) l’espressione « uguaglianza di retribuzione fra mano d’opera maschile e mano d’opera femminile per un lavoro di valore uguale » si riferisce ai tassi di retribuzione fissati senza discriminazione fondata sul sesso.

Articolo 2 1. Ogni Stato membro dovrà, con mezzi conformi ai metodi in vigore per la fissazione dei tassi di retribuzione, incoraggiare e, nella misura in cui ciò sia compatibile con detti metodi, assicurare la applicazione a tutti i lavoratori del principio dell’uguaglianza di retribuzione fra mano d’opera maschile e mano d’opera femminile per un lavoro di valore uguale.

2. Questo principio potrà essere applicato mediante :
a) la legislazione nazionale ;
b) qualsiasi sistema di fissazione della retribuzione stabilito o riconosciuto dalla legislazione ;
c) contratti collettivi stipulati fra datori di lavoro e lavoratori ; d) una combinazione di questi diversi mezzi.

Articolo 3 1. Quando tali misure saranno di natura tale da facilitare l’applicazione della presente convenzione, saranno prese misure per incoraggiare la valutazione obiettiva degli impieghi sulla base delle attività che comportano.
2. I metodi da seguire per questa valutazione potranno costituire l’oggetto di decisioni, adottate sia dalle autorità competenti per quanto riguarda la fissazione dei tassi di retribuzione sia, qualora i tassi di retribuzione siano fissati mediante convenzioni collettive, dalle parti stipulanti queste convenzioni.

3. Le differenze fra i tassi di retribuzione che corrispondono, senza considerazione di sesso, a differenze risultanti da una tale valutazione obiettiva nei lavori da effettuare, non dovranno essere considerate come contrarie al principio di uguaglianza di retribuzione fra mano d’opera maschile e mano d’opera femminile per un lavoro di valore uguale.

Articolo 4 Ogni Stato membro collaborerà nel modo più conveniente con le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori interessate, allo scopo di dare effetto alle disposizioni della presente convenzione.

Articolo 5 Le ratifiche formali della presente convenzione saranno comunicate al Direttore generale dell’Ufficio Internazionale del Lavoro e da lui registrate.

Articolo 6 1. La presente convenzione sarà vincolante solo per gli Stati membri dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro la cui ratifica sia stata registrata dal Direttore generale.
2. Essa entrerà in vigore dodici mesi dopo che le ratifiche di due Stati membri saranno state registrate dal Direttore generale.
3. Successivamente, la convenzione entrerà in vigore per ogni Stato membro dodici mesi dopo la data in cui la sua ratifica sarà stata registrata.

Articolo 7 1. Le dichiarazioni che saranno comunicate al Direttore generale dell’Ufficio Internazionale del Lavoro, in conformità al paragrafo 2 dell’articolo 35 dello Statuto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, dovranno far conoscere :
a) i territori per i quali esso si impegna a far sì che le disposizioni della convenzione siano applicate senza modifiche ;
b) i territori per i quali esso si impegna a far sì che le disposizioni della convenzione siano applicate con modifiche, e la natura di dette modifiche ;
c) i territori ai quali la convenzione non è applicabile e, in questi casi, i motivi per cui è inapplicabile ;
d) i territori per i quali esso si riserva una decisione in attesa di un esame più approfondito della situazione nei confronti di detti territori.
2. Gli impegni menzionati ai capoversi a. e b. del primo paragrafo del presente articolo saranno considerati parte integrante della ratifica e produrranno identici effetti.
3. Ogni Stato membro potrà rinunciare, mediante una nuova dichiarazione, totalmente o parzialmente alle riserve contenute nella sua precedente dichiarazione in virtù dei capoversi b., c. e d. del paragrafo 1 del presente articolo.
4. Ogni Stato membro potrà, durante i periodi nel corso dei quali la presente convenzione può essere denunciata in conformità alle disposizioni dell’articolo 9, comunicare al Direttore generale una nuova dichiarazione che modifichi ad ogni altro riguardo i termini di ogni precedente dichiarazione e che faccia conoscere la situazione in determinati territori.

Articolo 8 1. Le dichiarazioni comunicate al Direttore generale dell’Ufficio Internazionale del Lavoro in conformità ai paragrafi 4 e 5 dell’articolo 35 dello Statuto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro devono indicare se le disposizioni della convenzione saranno applicate nel territorio con o senza modifiche quando la dichiarazione indichi che le disposizioni della convenzione si applicano con riserva di modifiche, essa deve specificare la natura di dette modifiche.
2. Lo Stato membro, gli Stati membri o l’autorità internazionale interessati potranno rinunciare totalmente o parzialmente, mediante un’ulteriore dichiarazione, al diritto di invocare una modifica indicata in una dichiarazione precedente.
3. Lo Stato membro, gli Stati membri o l’autorità internazionale interessati potranno, durante i periodi nel corso dei quali la convenzione può essere denunciata in conformità alle disposizioni dell’articolo 9, comunicare al Direttore generale dell’Ufficio Internazionale del Lavoro una nuova dichiarazione che modifichi ad ogni altro riguardo i termini di ogni precedente dichiarazione e che faccia conoscere la situazione per quanto riguarda l’applicazione della presente convenzione.

Articolo 9 1. Ogni Stato membro che abbia ratificato la presente convenzione può denunciarla al termine di un periodo di dieci anni dalla data iniziale di entrata in vigore della convenzione, mediante comunicazione al Direttore generale dell’Ufficio Internazionale del Lavoro da lui registrata. La denuncia non avrà effetto che un anno dopo essere stata registrata.
2. Ogni Stato membro che abbia ratificato la presente convenzione, e che, entro un anno dal termine del periodo di dieci anni menzionato al paragrafo precedente, non faccia uso della facoltà di denuncia prevista dal presente articolo, sarà vincolata per un nuovo periodo di dieci anni e, in seguito, potrà denunciare la presente convenzione al termine di ogni periodo di dieci anni alle condizioni previste al presente articolo.

Articolo 10 1. Il Direttore generale dell’Ufficio Internazionale del Lavoro notificherà a tutti gli Stati membri dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro la registrazione di tutte le ratifiche, dichiarazioni e denunce che gli saranno comunicate dagli Stati membri dell’Organizzazione.
2. Notificando agli Stati membri dell’Organizzazione la registrazione della seconda ratifica che gli sarà stata comunicata, il Direttore generale richiamerà l’attenzione degli Stati membri dell’Organizzazione sulla data alla quale la presente convenzione entrerà in vigore.

Articolo 11 Il Direttore generale dell’Ufficio Internazionale del Lavoro comunicherà al Segretario generale delle Nazioni Unite ai fini della registrazione, in conformità all’articolo 102 dello Statuto delle Nazioni Unite, informazioni complete su tutte le ratifiche, tutte le dichiarazioni e tutti gli atti di denuncia che egli avrà registrati in conformità agli articoli precedenti.

Articolo 12 Ogni qual volta lo riterrà necessario il Consiglio di amministrazione dell’Ufficio Internazionale del Lavoro presenterà alla Conferenza generale un rapporto sulla applicazione della presente convenzione ed esaminerà l’opportunità di iscrivere all’ordine del giorno della Conferenza la questione di una sua revisione totale o parziale.

Articolo 13 1. Nel caso in cui la Conferenza adottasse una nuova convenzione a revisione totale o parziale della presente convenzione, e a meno che la nuova convenzione non disponga altrimenti : a) la ratifica da parte di uno Stato membro della nuova convenzione di revisione comporterebbe di pieno diritto, nonostante l’articolo 11 di cui sopra, denuncia immediata della presente convenzione, a condizione che la nuova convenzione di revisione sia entrata in vigore ;
b) a partire dalla data dell’entrata in vigore della nuova convenzione di revisione, la presente convenzione cesserebbe di essere aperta alla ratifica degli Stati membri.
2. La presente convenzione rimarrebbe in ogni caso in vigore nella sua forma e nel suo contenuto per gli Stati membri che l’avessero ratificata e che non ratificassero la convenzione di revisione.

Articolo 14 Il testo francese e il testo inglese della presente convenzione faranno ugualmente fede.

Infermieri: convezione internazionale impiego e condizioni di lavoro. 1977

La Conferenza generale dell’Organizzazione internazionale del Lavoro, Convocata a Ginevra dal Consiglio d’amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro ed ivi riunitasi il 10 giugno 1977 nella sua sessantatreesima sessione ; Riconosciuto il ruolo essenziale che svolge il personale infermieristico, in collaborazione con gli altri lavoratori nel settore della sanità, per la protezione ed il miglioramento della salute e del benessere della popolazione ;

Riconosciuto che il pubblico settore, in quanto datore di lavoro del personale infermieristico dovrebbe svolgere un ruolo attivo nel miglioramento delle condizioni d’impiego di lavoro del personale infermieristico ;

Constatato che l’attuale situazione del personale infermieristico in vari paesi, caratterizzata da penuria di personale qualificato e talvolta da inadeguata utilizzazione del personale esistente, costituisce un ostacolo allo sviluppo di efficaci servizi sanitari ;

Ricordato che il personale infermieristico è tutelato da varie convenzioni e raccomandazioni internazionali di lavoro che fissano norme di portata generale in materia d’impiego e condizioni di lavoro, quali gli strumenti sulla discriminazione, sulla libertà sindacale ed il diritto a negoziati collettivi, sulla conciliazione e l’arbitrato volontari, sulla durata del lavoro, i congedi annuali ed il congedo-studio pagato, la sicurezza sociale ed i servizi sociali, la protezione della maternità e della salute ;

Considerato che in relazione alle particolari condizioni nelle quali si svolge la professione d’infermiere, conviene completare dette norme generali con norme particolari applicabili al personale infermieristico e destinate ad assicurargli una condizione che corrisponda al suo ruolo nel settore della sanità e che sia per lui stesso accettabile ; Rilevato che le norme qui di seguito indicate sono state elaborate in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della Sanità e che questa collaborazione continuerà per promuovere ed incoraggiarne l’applicazione;

Dopo aver deciso di adottare varie proposte relative all’impiego ed alle condizioni di lavoro e di vita del personale infermieristico, questione che costituisce il sesto punto all’ordine del giorno della sessione ;

Dopo aver deciso che queste proposte prenderebbero la forma di una convenzione internazionale, adotta, oggi ventuno giugno millenovecentosettantasette, la convenzione seguente che sarà denominata Convenzione sul personale infermieristico, 1977.

Articolo 1 1. Ai fini della presente convenzione, l’espressione « personale infermieristico » indica tutte le categorie di personale che forniscono cure e servizi infermieristici.

2. La presente convenzione si applica a tutto il personale infermieristico ovunque svolga le sue funzioni.

3. L’autorità competente può, dopo aver consultato le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati, se esistono, adottare disposizioni speciali per il personale infermieristico che fornisce a titolo benevolo cure e servizi infermieristici ; queste disposizioni non dovranno derogare all’articolo 2, paragrafo 2-a) e agli articoli 3, 4 e 7 della presente convenzione.

Articolo 2 1. Ogni Membro che abbia ratificato la presente convenzione dovrà, secondo metodi adatti alle condizioni nazionali, elaborare e mettere in atto una politica di servizi e del personale infermieristico che, nel quadro di una programmazione generale della sanità, se esiste, tenda a garantire quantitativamente e qualitativamente le cure paramediche necessarie a portare la popolazione al più alto livello possibile di salute, tenuto conto nel loro insieme delle risorse disponibili per la salute.

2. In particolare, egli prenderà le misure necessarie per assicurare al personale infermieristico :

a) educazione e formazione adatte all’esercizio delle sue funzioni ;

b) condizioni d’impiego e di lavoro, incluse prospettive di carriera e remunerazione, che possano attirare e trattenere il personale nella professione.

3. La politica considerata al paragrafo 1 suindicato sarà elaborata d’intesa con le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati, là ove tali organizzazioni esistono.

4. Detta politica sarà coordinata con le politiche concernenti gli altri aspetti della sanità e gli altri lavoratori nel settore della sanità, d’intesa con le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati.

Articolo 3 1. Le esigenze di base in materia d’insegnamento e formazione del personale infermieristico ed il controllo di questo insegnamento e di questa formazione saranno previsti dalla legislazione nazionale o dall’autorità o dagli organismi professionali competenti a tale scopo abilitati dalla legislazione nazionale.

2. L’insegnamento e la formazione del personale infermieristico saranno coordinati con l’insegnamento e la formazione dati agli altri lavoratori nel settore della sanità.

Articolo 4 La legislazione nazionale preciserà le condizioni alle quali sarà subordinato il diritto d’esercizio in materia di cure e servizi infermieristici e riserverà questo diritto alle persone che soddisfaranno a tali condizioni.

Articolo 5 1. Saranno presi dei provvedimenti per incoraggiare la partecipazione del personale infermieristico alla pianificazione dei servizi paramedici e la consultazione di questo personale sulle decisioni che lo concernono, secondo metodi appropriati alle condizioni nazionali.

2. La determinazione delle condizioni d’impiego e lavoro si farà di preferenza tramite negoziato tra le organizzazioni di datori di lavoro e dei lavoratori interessati.

3. La soluzione dei conflitti che sorgeranno a proposito della determinazione delle condizioni d’impiego sarà ricercata tra le parti per le vie negoziali o in maniera tale da avere la fiducia delle parti interessate, con una procedura che dia garanzie d’indipendenza e imparzialità come mediazione, conciliazione o arbitrato volontario.

Articolo 6 Il personale infermieristico godrà di condizioni almeno equivalenti a quelle di altri lavoratori del paese interessato, nei seguenti settori :

a) durata del lavoro, inclusi la regolamentazione ed il compenso per le ore straordinarie, le ore scomode o disagiate e per il lavoro a turni ;

b) riposo settimanale ;

c) congedo annuo pagato ;

d) congedo per studio ;

e) congedo per maternità ;

f) congedo per malattia ;

g) sicurezza sociale.

Articolo 7 Ogni Membro si sforzerà, se necessario, di migliorare le disposizioni legislative esistenti in materia d’igiene e sicurezza del lavoro, adattandole alle caratteristiche particolari del lavoro del personale infermieristico dell’ambiente ove si svolge.

Articolo 8 Le disposizioni della presente convenzione dovranno essere applicate tramite la legislazione nazionale, a meno che non siano applicate con convenzioni collettive, regolamento d’impresa, sentenza arbitrale o delibera giudiziaria o con qualsiasi altra maniera conforme alla prassi nazionale e che sia appropriata, tenuto conto delle condizioni proprie di ciascun paese.

Articolo 9 Le ratifiche formali della presente convenzione saranno comunicate al Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro che procederà alla loro registrazione.

Articolo 10 1. La presente convenzione vincolerà soltanto i membri dell’Organizzazione internazionale del Lavoro la cui ratifica sia stata registrata dal Direttore generale.

2. Essa entrerà in vigore dodici mesi dopo che le ratifiche di due membri saranno state registrate dal Direttore generale.

3. In seguito, questa convenzione entrerà in vigore per ciascun Membro dodici mesi dopo la data in cui sarà stata registrata la ratifica.

Articolo 11 1. Ogni Membro che abbia ratificato la presente convenzione può denunciarla allo scadere di un periodo di dieci anni, dopo la data dell’iniziale entrata in vigore della convenzione, mediante atto trasmesso al Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro e che egli registrerà. La denuncia avrà effetto solo dopo un anno dalla sua registrazione.

2. Ogni Membro che abbia ratificato la presente convenzione e che, passato un anno dopo lo scadere del periodo di dieci anni indicato al paragrafo precedente, non farà uso della facoltà di denuncia prevista dal presente articolo, sarà vincolato per un nuovo periodo di dieci anni e, in seguito potrà denunciare la presente convenzione allo scadere di ogni periodo di dieci anni alle condizioni previste dal presente articolo.

Articolo 12 1. Il Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro notificherà a tutti i membri dell’Organizzazione internazionale del Lavoro la registrazione di tutte le ratifiche e di tutte le denunce che gli saranno comunicate dai membri dell’Organizzazione.

2. Nel notificare ai membri dell’Organizzazione la registrazione della seconda ratifica che gli sarà stata comunicata, il Direttore generale attirerà l’attenzione dei membri dell’Organizzazione sulla data alla quale la presente convenzione entrerà in vigore.

Articolo 13 Il Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro comunicherà al Segretario generale delle Nazioni Unite, ai fini della registrazione, conformemente all’articolo 102 dello Statuto delle Nazioni Unite, informazioni complete su tutte le ratifiche e atti di denuncia che egli avrà registrati in base agli articoli precedenti.

Articolo 14 Ogni volta che lo riterrà necessario, il Consiglio d’amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro presenterà alla Conferenza generale un rapporto sull’applicazione della presente Convenzione e esaminerà l’opportunità di inserire all’ordine del giorno della Conferenza la questione della sua revisione totale o parziale.

Articolo 15 1. Nel caso in cui la Conferenza adottasse una nuova convenzione che, in parte o in tutto, modificasse la presente convenzione e a meno che la nuova convenzione non disponga altrimenti :

a) la ratifica da parte di un Membro della nuova convenzione di modifica, comporterebbe di pieno diritto, malgrado l’articolo 11, la denunzia immediata della presente convenzione con riserva che la nuova convenzione modificata sia entrata in vigore ;

b) a decorrere dalla data di entrata in vigore della nuova convenzione modificata, la presente convenzione cesserebbe di essere aperta alla ratifica dei Membri.

2. La presente convenzione rimarrà in tutti i casi in vigore nella sua forma e nel suo tenore per i Membri che l’abbiano ratificata e che non abbiano ratificato la convenzione modificata.

Articolo 16 Il testo francese e il testo inglese della presente convenzione faranno ugualmente fede.

Convenzione internazionale impiego e condizioni di lavoro del personale infermieristico. 1977

La Conferenza generale dell’Organizzazione internazionale del Lavoro, Convocata a Ginevra dal Consiglio d’amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro ed ivi riunitasi il 10 giugno 1977 nella sua sessantatreesima sessione ; Riconosciuto il ruolo essenziale che svolge il personale infermieristico, in collaborazione con gli altri lavoratori nel settore della sanità, per la protezione ed il miglioramento della salute e del benessere della popolazione ;

Riconosciuto che il pubblico settore, in quanto datore di lavoro del personale infermieristico dovrebbe svolgere un ruolo attivo nel miglioramento delle condizioni d’impiego di lavoro del personale infermieristico ;

Constatato che l’attuale situazione del personale infermieristico in vari paesi, caratterizzata da penuria di personale qualificato e talvolta da inadeguata utilizzazione del personale esistente, costituisce un ostacolo allo sviluppo di efficaci servizi sanitari ;

Ricordato che il personale infermieristico è tutelato da varie convenzioni e raccomandazioni internazionali di lavoro che fissano norme di portata generale in materia d’impiego e condizioni di lavoro, quali gli strumenti sulla discriminazione, sulla libertà sindacale ed il diritto a negoziati collettivi, sulla conciliazione e l’arbitrato volontari, sulla durata del lavoro, i congedi annuali ed il congedo-studio pagato, la sicurezza sociale ed i servizi sociali, la protezione della maternità e della salute ;

Considerato che in relazione alle particolari condizioni nelle quali si svolge la professione d’infermiere, conviene completare dette norme generali con norme particolari applicabili al personale infermieristico e destinate ad assicurargli una condizione che corrisponda al suo ruolo nel settore della sanità e che sia per lui stesso accettabile ; Rilevato che le norme qui di seguito indicate sono state elaborate in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della Sanità e che questa collaborazione continuerà per promuovere ed incoraggiarne l’applicazione;

Dopo aver deciso di adottare varie proposte relative all’impiego ed alle condizioni di lavoro e di vita del personale infermieristico, questione che costituisce il sesto punto all’ordine del giorno della sessione ;

Dopo aver deciso che queste proposte prenderebbero la forma di una convenzione internazionale, adotta, oggi ventuno giugno millenovecentosettantasette, la convenzione seguente che sarà denominata Convenzione sul personale infermieristico, 1977.

Articolo 1 1. Ai fini della presente convenzione, l’espressione « personale infermieristico » indica tutte le categorie di personale che forniscono cure e servizi infermieristici.

2. La presente convenzione si applica a tutto il personale infermieristico ovunque svolga le sue funzioni.

3. L’autorità competente può, dopo aver consultato le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati, se esistono, adottare disposizioni speciali per il personale infermieristico che fornisce a titolo benevolo cure e servizi infermieristici ; queste disposizioni non dovranno derogare all’articolo 2, paragrafo 2-a) e agli articoli 3, 4 e 7 della presente convenzione.

Articolo 2 1. Ogni Membro che abbia ratificato la presente convenzione dovrà, secondo metodi adatti alle condizioni nazionali, elaborare e mettere in atto una politica di servizi e del personale infermieristico che, nel quadro di una programmazione generale della sanità, se esiste, tenda a garantire quantitativamente e qualitativamente le cure paramediche necessarie a portare la popolazione al più alto livello possibile di salute, tenuto conto nel loro insieme delle risorse disponibili per la salute.

2. In particolare, egli prenderà le misure necessarie per assicurare al personale infermieristico :

a) educazione e formazione adatte all’esercizio delle sue funzioni ;

b) condizioni d’impiego e di lavoro, incluse prospettive di carriera e remunerazione, che possano attirare e trattenere il personale nella professione.

3. La politica considerata al paragrafo 1 suindicato sarà elaborata d’intesa con le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati, là ove tali organizzazioni esistono.

4. Detta politica sarà coordinata con le politiche concernenti gli altri aspetti della sanità e gli altri lavoratori nel settore della sanità, d’intesa con le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati.

Articolo 3 1. Le esigenze di base in materia d’insegnamento e formazione del personale infermieristico ed il controllo di questo insegnamento e di questa formazione saranno previsti dalla legislazione nazionale o dall’autorità o dagli organismi professionali competenti a tale scopo abilitati dalla legislazione nazionale.

2. L’insegnamento e la formazione del personale infermieristico saranno coordinati con l’insegnamento e la formazione dati agli altri lavoratori nel settore della sanità.

Articolo 4 La legislazione nazionale preciserà le condizioni alle quali sarà subordinato il diritto d’esercizio in materia di cure e servizi infermieristici e riserverà questo diritto alle persone che soddisfaranno a tali condizioni.

Articolo 5 1. Saranno presi dei provvedimenti per incoraggiare la partecipazione del personale infermieristico alla pianificazione dei servizi paramedici e la consultazione di questo personale sulle decisioni che lo concernono, secondo metodi appropriati alle condizioni nazionali.

2. La determinazione delle condizioni d’impiego e lavoro si farà di preferenza tramite negoziato tra le organizzazioni di datori di lavoro e dei lavoratori interessati.

3. La soluzione dei conflitti che sorgeranno a proposito della determinazione delle condizioni d’impiego sarà ricercata tra le parti per le vie negoziali o in maniera tale da avere la fiducia delle parti interessate, con una procedura che dia garanzie d’indipendenza e imparzialità come mediazione, conciliazione o arbitrato volontario.

Articolo 6 Il personale infermieristico godrà di condizioni almeno equivalenti a quelle di altri lavoratori del paese interessato, nei seguenti settori :

a) durata del lavoro, inclusi la regolamentazione ed il compenso per le ore straordinarie, le ore scomode o disagiate e per il lavoro a turni ;

b) riposo settimanale ;

c) congedo annuo pagato ;

d) congedo per studio ;

e) congedo per maternità ;

f) congedo per malattia ;

g) sicurezza sociale.

Articolo 7 Ogni Membro si sforzerà, se necessario, di migliorare le disposizioni legislative esistenti in materia d’igiene e sicurezza del lavoro, adattandole alle caratteristiche particolari del lavoro del personale infermieristico dell’ambiente ove si svolge.

Articolo 8 Le disposizioni della presente convenzione dovranno essere applicate tramite la legislazione nazionale, a meno che non siano applicate con convenzioni collettive, regolamento d’impresa, sentenza arbitrale o delibera giudiziaria o con qualsiasi altra maniera conforme alla prassi nazionale e che sia appropriata, tenuto conto delle condizioni proprie di ciascun paese.

Articolo 9 Le ratifiche formali della presente convenzione saranno comunicate al Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro che procederà alla loro registrazione.

Articolo 10 1. La presente convenzione vincolerà soltanto i membri dell’Organizzazione internazionale del Lavoro la cui ratifica sia stata registrata dal Direttore generale.

2. Essa entrerà in vigore dodici mesi dopo che le ratifiche di due membri saranno state registrate dal Direttore generale.

3. In seguito, questa convenzione entrerà in vigore per ciascun Membro dodici mesi dopo la data in cui sarà stata registrata la ratifica.

Articolo 11 1. Ogni Membro che abbia ratificato la presente convenzione può denunciarla allo scadere di un periodo di dieci anni, dopo la data dell’iniziale entrata in vigore della convenzione, mediante atto trasmesso al Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro e che egli registrerà. La denuncia avrà effetto solo dopo un anno dalla sua registrazione.

2. Ogni Membro che abbia ratificato la presente convenzione e che, passato un anno dopo lo scadere del periodo di dieci anni indicato al paragrafo precedente, non farà uso della facoltà di denuncia prevista dal presente articolo, sarà vincolato per un nuovo periodo di dieci anni e, in seguito potrà denunciare la presente convenzione allo scadere di ogni periodo di dieci anni alle condizioni previste dal presente articolo.

Articolo 12 1. Il Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro notificherà a tutti i membri dell’Organizzazione internazionale del Lavoro la registrazione di tutte le ratifiche e di tutte le denunce che gli saranno comunicate dai membri dell’Organizzazione.

2. Nel notificare ai membri dell’Organizzazione la registrazione della seconda ratifica che gli sarà stata comunicata, il Direttore generale attirerà l’attenzione dei membri dell’Organizzazione sulla data alla quale la presente convenzione entrerà in vigore.

Articolo 13 Il Direttore generale dell’Ufficio internazionale del Lavoro comunicherà al Segretario generale delle Nazioni Unite, ai fini della registrazione, conformemente all’articolo 102 dello Statuto delle Nazioni Unite, informazioni complete su tutte le ratifiche e atti di denuncia che egli avrà registrati in base agli articoli precedenti.

Articolo 14 Ogni volta che lo riterrà necessario, il Consiglio d’amministrazione dell’Ufficio internazionale del Lavoro presenterà alla Conferenza generale un rapporto sull’applicazione della presente Convenzione e esaminerà l’opportunità di inserire all’ordine del giorno della Conferenza la questione della sua revisione totale o parziale.

Articolo 15 1. Nel caso in cui la Conferenza adottasse una nuova convenzione che, in parte o in tutto, modificasse la presente convenzione e a meno che la nuova convenzione non disponga altrimenti :

a) la ratifica da parte di un Membro della nuova convenzione di modifica, comporterebbe di pieno diritto, malgrado l’articolo 11, la denunzia immediata della presente convenzione con riserva che la nuova convenzione modificata sia entrata in vigore ;

b) a decorrere dalla data di entrata in vigore della nuova convenzione modificata, la presente convenzione cesserebbe di essere aperta alla ratifica dei Membri.

2. La presente convenzione rimarrà in tutti i casi in vigore nella sua forma e nel suo tenore per i Membri che l’abbiano ratificata e che non abbiano ratificato la convenzione modificata.

Articolo 16 Il testo francese e il testo inglese della presente convenzione faranno ugualmente fede.