Accertamento sanitario ed idoneità fisica

E’ l’art. 5 dello Statuto dei Lavoratori a disciplinare l’utilizzo di appositi accertamenti sanitari all’interno del rapporto di lavoro datore/dipendente.

La norma ha posto il divieto riguardante la possibilità da parte del datore di lavoro di far controllare un dipendente da un suo medico di fiducia per verificare lo stato di malattia che giustifica – o meno – l’assenza dal lavoro.

Questo tipo di accertamento sanitario è vietato sia nei casi riguardanti l’infermità per malattia o infortunio del dipendente, sia in tutte le altre ipotesi in cui il datore di lavoro intenda verificare l’idoneità del dipendente.

La legge ha disposto che la verifica dell’idoneità fisica dei lavoratori possa essere effettuata unicamente da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico, cui il datore di lavoro ha facoltà di rivolgersi.

Il controllo delle assenze per infermità può essere effettuato, invece, soltanto attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, i quali sono tenuti a compierlo quando il datore di lavoro lo richieda.
Da sottolineare, comunque, che nel caso di assenza del dipendente la richiesta di visita di controllo può essere formulata sin dal primo giorno dell’assenza stessa.

Andando nel dettaglio delle modalità di accertamento sanitario, l’orario di reperibilità del lavoratore entro il quale deve essere effettuata la verifica è espressamente previsto dalla legge e va dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 per i dipendenti pubblici) di tutti i giorni, compresi i domenicali o i festivi.

Tali fasce orarie, in quanto determinate dalla legge, non possono essere modificate. Il lavoratore può rifiutare, senza conseguenze, l’ingresso ai medici al di fuori dell’orario di reperibilità.

Qualora il lavoratore risulti assente alla visita medica di controllo senza giustificato motivo, decade dal diritto a qualsiasi trattamento economico per l’intero periodo sino a dieci giorni.

Se l’assenza ingiustificata si potrae anche in sede di seconda verifica medica, l’INPS sospende la metà del trattamento fino al termine della malattia.

Se il lavoratore è assente anche alla terza visita fiscale l’INPS sospende qualsiasi erogazione