Agevolazioni assunzioni lavoratori in CIGS

Hanno diritto ad uno sgravio contributivo tutti i datori di lavoro – indipendentemente dal fatto che abbiano la natura di imprenditore – che assumono a tempo indeterminato o a termine il lavoratore in CIGS che ha chiesto l’anticipazione dell’assegno di ricollocazione.

(Vedi https://www.abcdeidiritti.it/website/2020/04/13/assegno-di-ricollocazione/)

Il beneficio consiste nell’esonero dal versamento del 50% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche e con esclusione dei premi e contributi INAIL e nel limite massimo di importo pari a € 4.030 su base annua (annualmente rivalutato).

L’esonero è riconosciuto per una durata fino a:

  • 18 mesi, se l’assunzione è a tempo indeterminato;
  • 12 mesi, in caso di assunzione con contratto a termine. Se, nel corso del suo svolgimento, il contratto è trasformato in contratto a tempo indeterminato, il beneficio contributivo spetta per ulteriori 6 mesi.

Sono ammesse all’incentivo le seguenti tipologie contrattuali:

  • part time (la misura della soglia massima di esonero va ridotta sulla base della durata dello specifico orario di lavoro);
  • apprendistato;
  • somministrazione.

Rientra nel campo di applicazione dell’incentivo anche il rapporto instaurato in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro.

Sono invece esclusi dall’agevolazione i contratti di lavoro domestico, intermittente o per prestazioni di lavoro occasionale.

 

CIGS da almeno 3 mesi

I datori di lavoro che assumono a tempo pieno e indeterminato lavoratori che abbiano fruito del trattamento CIGS per almeno 3 mesi (anche non continuativi) e che ne usufruiscano al momento dell’assunzione, dipendenti da imprese beneficiarie dell’intervento da almeno 6 mesi continuativi, hanno diritto ad agevolazioni contributive ed economiche.

Il datore di lavoro che procede all’assunzione ha diritto:

– per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore, ad un contributo mensile pari al 50% dell’indennità di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore. Tale contributo spetta per un periodo di 9 mesi (21 se il lavoratore ha più di 50 anni; 33 se il lavoratore è ultracinquantenne e residente nel Mezzogiorno oppure in circoscrizioni territoriali con un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale e l’azienda opera nei suddetti territori);

– alla riduzione per i 12 mesi successivi all’assunzione del lavoratore della contribuzione nella misura prevista per gli apprendisti dipendenti da aziende con più di 9 dipendenti ferma restando la contribuzione in misura normale a carico del lavoratore. La riduzione non si applica ai premi INAIL.