Assenze dal lavoro e pensione

I periodi di assenza dal lavoro per aspettative, permessi e congedi senza percepire nessuna retribuzione, non concorrono alla maturazione de requisito contributivo per la pensione e per il suo ammontare.

Tuttavia, alcune assenze sono coperte da contribuzione figurativa oppure mediate l’utilizzo dell’istituto del riscatto contributivo.

In comune queste due facoltà hanno che è il soggetto interessato/a che deve presentare la domanda, mentre la copertura assicurativa dei periodi di assenza dal lavoro riscattabili, comporta un onere economico da parte di chi presentala domanda.

I contributi figurativi sono accreditati, a domanda dell’interessato/a, nei periodi di astensione dal lavoro per i seguenti motivi:

  • assenza dal lavoro per donazione sangue;
  • assenze dal lavoro per malattia del bambino;
  • congedo parentale durante il rapporto di lavoro  (ex assenza facoltativa post partum);
  • congedo per gravi motivi familiari;
  • congedo per maternità durante il rapporto di lavoro (ex astensione obbligatoria per gravidanza e puerperio);
  • congedo straordinario ai sensi della Legge 388/2000 (handicap grave);
  • malattia e infortunio;
  • periodi di aspettativa per lo svolgimento di funzioni pubbliche elettive o per l’assunzione di cariche sindacali
  • permesso retribuito ai sensi della Legge 104/92 (handicap grave);
  • riposi giornalieri (ex per messi per allattamento);
  • servizio civile

I periodi di assenza dal lavoro senza retribuzione e riscattabili sono:

  • Aspettativa non retribuita, nel limite massimo di 3 anni (è precluso se i periodi sono stati già coperti da contribuzione volontaria).
  • I periodi di astensione facoltativa per maternità (congedo parentale) al di fuori del rapporto di lavoro, se non sono già coperti da un’altra forma di assicurazione possono essere riscattati, per un massimo di 6 mesi per ciascuna maternità, sino ad un limite di 5 anni nell’arco della vita lavorativa. Perché il riscatto sia possibile, l’interessata deve far valere, all’atto della domanda, almeno 5 anni di contribuzione nella gestione di appartenenza.
  • Il periodo di servizio civile volontario.
  • Periodi di aspettativa concessa per seguire il coniuge che presta servizio all’estero.
  • Periodi di formazione professionale, studio e ricerca

(Si consiglia di rivolgersi al Patronato INCA CGIL).