Assenze dal lavoro a causa di patologie oncologiche, compresi i familiari

Il lavoratore o la lavoratrice affetto da patologia oncologica, ottenuto il riconoscimento dello “stato di handicap in situazione di gravità” può usufruire, a scelta, di un permesso retribuito di 2 ore giornaliere o di 3 giorni mensili.

A tal fine il lavoratore deve presentare apposita domanda all’INPS che ne rilascerà copia timbrata e firmata da consegnare al datore di lavoro.

Se viene riconosciuta al lavoratore ammalato di tumore un’invalidità civile superiore al 50%, questi ha diritto ad un periodo di congedo retribuito per cure mediche della durata massima di 30 giorni all’anno, da fruire anche in maniera frazionata.

I giorni di congedo retribuito per cure sono accordati dal datore di lavoro a seguito di apposita domanda, accompagnata dalla richiesta del medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale o appartenente ad una struttura sanitaria pubblica, dalla quale risulti la necessità della cura in relazione all’infermità invalidante riconosciuta.

Nel caso in cui le cure consistano in trattamenti continuativi, il lavoratore non sarà obbligato a produrre di volta in volta la giustificazione dell’assenza, ma produrre un’attestazione cumulativa.

I giorni di permesso per cure si aggiungono ai giorni di malattia previsti dal CCNL applicato alla propria categoria e pertanto non sono computati ai fini del periodo di comporto.

Diritti spettanti al lavoratore che assiste un familiare malato di tumore

La legge predispone inoltre delle tutele per i familiari che forniscano assistenza all’ammalato oncologico.

In particolare, il familiare caregiver ha diritto:

  1. ad un permesso retribuito di 3 giorni mensili a condizione che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno, salvo eccezioni
  2. ad un permesso retribuito di 3 giorni lavorativi all’anno (art 4 comma 1 L. 53/2000);
  3. alla priorità della trasformazione del contratto di lavoro a tempo pieno in part time in caso di patologie oncologiche riguardanti il coniuge, i figli o i genitori, nonché nel caso in cui la lavoratrice/ il lavoratore assista una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa che assuma connotazione di gravità. E’ inoltre previsto un che il lavoratore che abbia trasformato il rapporto di lavoro a tempo pieno in part-time abbia altresì una precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per lo svolgimento delle stesse mansioni o di quelle equivalenti a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale (art. 12-bis, comma 2 e art 12-ter Digs 61/2000);
  4. ad un periodo congedo straordinario retribuito, continuativo o frazionato, fino a un massimo di 2 anni, a condizione che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno salvo che in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza di colui che presta assistenza (art. 42 comma 5 DLgs. 51/2001).

Pensionamento anticipato. Per il calcolo degli anni di servizio ai fini pensionistici, i lavoratori cui sia stata riconosciuta un’invalidità civile superiore al 74% (esclusi i titolari di pensione o di assegno di invalidità) hanno diritto al beneficio di 2 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di servizio effettivamente prestato come invalido, fino a un massimo di 5 anni complessivi.