Aspettativa per cooperazione internazionale o attività umanitaria

Soggetti della cooperazione:
a) ONG specializzate nella cooperazione allo sviluppo e nell’aiuto umanitario;
b) enti del Terzo settore non commerciali statutariamente finalizzate alla cooperazione allo sviluppo e alla solidarietà internazionale;
c) organizzazioni di commercio equo e solidale, della finanza etica e del microcredito che nel proprio statuto prevedano come finalità prioritaria la cooperazione internazionale allo sviluppo;
d) organizzazioni e le associazioni delle comunità di immigrati che mantengano con le comunità dei Paesi di origine rapporti di cooperazione e sostegno allo sviluppo o che collaborino con soggetti provvisti dei requisiti di cui al presente articolo e attivi nei Paesi coinvolti;
e) le imprese cooperative e sociali, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e degli imprenditori, le fondazioni, le organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e le associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, qualora i loro statuti prevedano la cooperazione allo sviluppo tra i fini istituzionali;
f) le organizzazioni con sede legale in Italia che godono da almeno quattro anni dello status consultivo presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC).
Nell’ambito delle attività di cooperazione allo sviluppo, i soggetti sopra indicati possono impiegare all’estero personale volontario maggiorenne, il cui rapporto non è assimilabile ad alcuna forma di rapporto di lavoro di natura subordinata o parasubordinata e non comporta la sospensione e la cancellazione dalle liste di collocamento o dalle liste di mobilità.
Trattamento economico. Ai volontari è corrisposto un assegno mensile per il servizio effettuato, incrementato da eventuali indennità in caso di servizio civile all’estero, nella misura prevista dal Documento di programmazione finanziaria di ogni anno, con un incremento con cadenza biennale.
Dipendenti pubblici. I dipendenti pubblici hanno diritto ad essere collocati in aspettativa senza assegni per un periodo massimo di quattro anni, eventualmente rinnovabili, e comunque non inferiore alla durata del contratto. Il periodo di aspettativa comporta il mantenimento della qualifica posseduta.
Il servizio di volontariato, costituisce titolo preferenziale di valutazione nella formazione delle graduatorie dei pubblici concorsi per l’ammissione alle carriere dello Stato o degli enti pubblici.
Tale periodo, inoltre, è computato per l’elevazione del limite massimo di età per la partecipazione ai pubblici concorsi. Restano ferme le disposizioni più favorevoli disposizioni di legge, riconosciute ad ogni effetto giuridico equivalenti per intero ad analoghe attività professionali di ruolo prestate nell’ambito nazionale, in particolare per l’anzianità di servizio, per la progressione della carriera e per il trattamento di quiescenza e previdenza in rapporto alle contribuzioni versate.
Dipendenti privati. Fermo restando eventuali disposizioni regolamentari previste dai CCNL, i datori di lavoro privati che concedono il collocamento in aspettativa senza assegni al personale di cui al comma 1 ovvero al coniuge che lo segue in loco, da essi dipendenti, è data la possibilità di assumere personale sostitutivo con contratto di lavoro a tempo determinato, oltre gli eventuali contingenti e limiti temporali in vigore.
(Riferimenti Legislativi Art. 28 Legge 125/2014)

Art 28 legge 125_2014