AIDS/HIV

L’essere affetti da HIV/AIDS è una condizione per la quale, come per le altre patologie invalidanti, si ha diritto a prestazioni economiche a seguito del riconoscimento della ridotta o nulla capacità lavorativa.

L’effettuazione del test HIV. La richiesta del datore di lavoro affinché il lavoratore si sottoponga alla effettuazione del test per la ricerca degli anticorpi anti HIV è possibile solo dietro il suo consenso.
Al principio della volontarietà del test è ammessa  un’eccezione; il test HIV può essere effettuato qualora ricorrano due circostanze precise, consistenti nel motivo di necessità clinica e nell’interesse del paziente. L’accertamento della necessità clinica e l’interesse del soggetto sono, e possono essere certificati, soltanto da un medico che emette un giudizio tecnico.
La legge impone, inoltre, al datore di lavoro il divieto di svolgere indagini per l’accertamento dello stato di sieropositività nei confronti della persona, sia nel caso in cui risulti un dipendente sia nel caso in cui sia solo candidato all’assunzione.

La Corte Costituzionale (sentenza 2 giugno 1994, n. 218), ha dichiarato illegittime l’articolo 5 della legge 135/1990, nella parte in cui non prevede accertamenti sanitari relativamente all’assenza di sieropositività HIV come condizione per l’espletamento di attività che comportino rischi per la salute dei terzi.
Con la medesima sentenza, tuttavia, la Corte Costituzionale ha fatto esplicito rinvio al legislatore affinché questi individuasse in modo chiaro le attività ed i servizi considerabili “a rischio” se praticati da persona sieropositiva, in quanto comportanti pericolo per la salute dei terzi.
Ciò nonostante non è disponibile ancora un “mansionario” che definisca le attività ed i servizi rispetto a cui il test HIV possa essere richiesto dal datore di lavoro.

Questo significa che compete all’autorità giudiziaria decidere di volta in volta se l’attività da te svolta pone oggettivamente a rischio la salute di altre persone -colleghi o clienti che esse siano-, e quindi dichiarare legittima o illegittima la condotta del datore di lavoro.
Agevolazioni e diritti.I lavoratori in trattamento riabilitativo possono fruire di un’articolazione dell’orario di lavoro che consenta l’effettuazione delle terapie e delle visite specialistiche.

Le assenze a tale titolo, compresi i giorni di ricovero ospedaliero o in day hospital, non sono considerati ai fini del computo delle assenze per malattia e sono retribuiti per intero.
Queste misure sono presenti in tutti i CCNL del Pubblico Impiego e, con qualche differenza, in quello della Sanità privata e degli Enti Pubblici non Economici.
I contratti di lavoro dei comparti privati della FP CGIL non prevedono norme specifiche, fatto salvo quello della sanità privata che prevede la stessa  norma di cui sopra, e per il contratto dei Dipendenti Federambiente, il quale, in sintesi prevede: ai lavoratori assunti a tempo indeterminato che abbiano l’urgenza di assistere il coniuge o un parente entro il 2° grado affetto da AIDS, che necessiti di apposite terapie domiciliari o presso strutture sanitarie pubbliche, l’azienda, compatibilmente con le esigenze tecnico- organizzative, concederà:

  • aspettativa non retribuita per la durata della terapia e comunque per un periodo non superiore a 3 anni
  • permessi non retribuiti per brevi periodi fino ad un massimo di 8 mesi.

Gli affetti da HIV/AIDS hanno diritto al riconoscimento dell’invalidità civile, all’indennità di accompagnamento, ad esenzioni dei tikets sanitari.
Per i soggetti affetti da HIV, e per i genitori o familiari conviventi che assistano una persona in AIDS conclamata in situazione di gravità, valgono i benefici previsti dalla legge 104/92 art. 33
Diritti

  • Diritto ad usufruire di un permesso giornaliero di due ore, oppure di un permesso mensile di tre giorni, retribuito;
  • Diritto ad usufruire di tre giorni di permesso mensile retribuito (per i familiari);
  • Diritto di scegliere, ove sia possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e a non essere trasferiti senza il proprio consenso (per gli affetti da HIV e per i familiari).