Richiamo alle armi

I lavoratori dipendenti possono essere richiamati al servizio militare per qualunque esigenza delle Forze armate (ad esempio per corsi di addestramento e di aggiornamento), mantenendo il diritto alla conservazione del posto di lavoro e percependo un’indennità economica.

La disciplina del richiamo alle armi si applica anche ai lavoratori:

  • in prova; il periodo di prova viene sospeso e riprende dopo il congedo
  • in preavviso di licenziamento; deve essere conservato il posto di lavoro e corrisposto il trattamento fino alla fine del richiamo alle armi;
  • a termine; la decorrenza del termine viene sospesa e il lavoratore conserva il posto di lavoro per un periodo pari a quello prestato sotto le armi;
  • sospesi dal lavoro, che percepiscono le integrazioni salariali;
  • stagionali; l’indennità è corrisposta fino alla scadenza del contratto;
  • a domicilio;
  • apprendisti, limitatamente alla conservazione del posto di lavoro.

Il periodo del richiamo deve essere computato agli effetti dell’anzianità di servizio e ai fini del calcolo del TFR.

Conservazione del posto di lavoro.

I lavoratori conservano il posto di lavoro per tutto il periodo del richiamo. Al termine del periodo il lavoratore deve mettersi a disposizione del datore di lavoro per riprendere la sua occupazione entro i termini indicati in tabella:

Durata del richiamo Termini per la ripresa del lavoro
Non superiore a 1 mese 5 giorni
Da 1 a 6 mesi 8 giorni
Superiore a 6 mesi 15 giorni

Il lavoratore che non si mette a disposizione del datore di lavoro entro i termini indicati è considerato dimissionario, a meno che non provi un giustificato impedimento.

Ai dipendenti del settore privato continua ad applicarsi la disciplina (L. 653/40), che prevede termini più lunghi per la ripresa del servizio:

– 10 giorni, se il richiamo ha avuto una durata non superiore a 1 mese;

– 15 giorni, se il richiamo ha avuto una durata superiore ad 1 mese ma non a 6 mesi;

– 20 giorni, se il richiamo ha avuto una durata superiore a 6 mesi ma non ad 1 anno;

– 30 giorni, se il richiamo ha avuto una durata superiore ad 1 anno.

Indennità

Per tutto il periodo del richiamo alle armi al lavoratore viene corrisposta un’indennità, a carico dell’INPS, pari alla sua ordinaria retribuzione.

Il trattamento:

– è sospeso durante le licenze militari straordinarie illimitate o di durata superiore ai 30 giorni e durante le licenze di convalescenza, dopo il primo mese;

– cessa di essere corrisposto al momento del congedo o in caso di cessazione completa dell’attività dell’azienda.
Il diritto all’indennità si prescrive nel termine di 2 anni dalla fine del richiamo (art. 7 L. 653/40).
Per quanto riguarda il pagamento dell’ANF si rinvia al n. 3155.

La retribuzione è ugualmente dovuta non solo nel periodo di richiamo, ma anche per i giorni delle visite mediche dirette ad accertare l’idoneità del prestatore di lavoro richiamato alle armi all’adempimento del servizio militare.

L’indennità è pari:

  • per i primi 2 mesi all’intera retribuzione civile (da cui vanno esclusi i compensi non continuativi, mentre eventuali provvigioni, premi di produzione, partecipazione agli utili, devono essere computati secondo il valore medio dell’ultimo triennio o del minor periodo di servizio prestato);
  • per il periodo successivo e sino al termine del richiamo, se il trattamento economico militare è inferiore alla retribuzione civile, alla differenza tra i due trattamenti.

L’indennità pari alla retribuzione civile può essere concessa, nel periodo di un anno, soltanto per 2 mensilità, anche se nel periodo stesso il lavoratore è assoggettato a più richiami eccedenti i 2 mesi.
Nel calcolo dell’indennità si deve tenere conto di tutti gli aumenti che si sarebbero verificati nella retribuzione civile dell’interessato, per effetto sia di disposizioni di legge che contrattuali, se lo stesso non fosse stato richiamato.

Adempimenti a carico del lavoratore

Per ottenere l’indennità i lavoratori interessati devono trasmettere al soggetto che materialmente eroga la prestazione economica il documento dell’autorità militare (da rinnovarsi ogni 3 mesi) dal quale risulti la decorrenza del richiamo e il grado rivestito.

In caso di corresponsione diretta da parte dell’INPS il lavoratore, oltre al documento dell’autorità militare, deve inviare all’ente il modulo di domanda esclusivamente in modalità telematica.