Assicurazione contro gli infortuni: Azione di surroga e regresso

L’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali stipulata a favore dei lavoratori soggetti a rischio esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile per gli infortuni sul lavoro; la responsabilità civile a carico del datore di lavoro permane però qualora lo stesso abbia riportato condanna penale legata alla fattispecie che ha generato l’infortunio.

Indipendentemente dalla responsabilità di terzi accertate, l’INAIL è tenuto a pagare le indennità per inabilità temporanea e per inabilità permanente al soggetto infortunato.

Nel caso in cui siano rilevate responsabilità civili in capo a soggetti terzi estranei al rapporto di lavoro (es. infortunio da circolazione stradale, trasporto di persone, ecc), l’Istituto esercita la c.d. azione di surroga; nel caso in cui invece le responsabilità siano direttamente imputabili al datore di lavoro – purché il fatto che ha generato l’infortunio costituisca reato perseguibile d’ufficio – esercita l’azione di regresso , per le somme pagate e per le spese accessorie, nei confronti delle persone civilmente responsabili dell’evento occorso al soggetto assicurato.

L’azione di regresso può essere esercitata anche contro il soggetto infortunato, se sia stato ravvisato che l’evento è occorso per dolo accertato in seguito a sentenza penale.

Azione di regresso

L’azione di regresso consente all’INAIL di ricevere dal datore di lavoro che è stato ritenuto penalmente responsabile dell’evento il rimborso delle prestazioni che sono state erogate al soggetto infortunato. Condizione essenziale è l’esistenza di una responsabilità penale in capo al datore di lavoro ovvero in capo ad un altro soggetto da lui delegato ed il fatto deve costituire reato perseguibile d’ufficio.

Diversamente dall’azione di surroga, in cui l’INAIL si sostituisce all’infortunato nell’azione che esercita verso i terzi responsabili dell’accaduto, con l’azione di regresso l’Istituto esercita un’ azione diretta ed autonoma facendo valere un suo diritto espressamente previsti dalla norma.

Quando l’INAIL esercita l’azione di regresso, agisce per l’intero ammontare delle prestazioni erogate a vario titolo, compreso il valore capitale della rendita in aggiunta ai ratei già versati. Il soggetto civilmente responsabile deve, pertanto, versare all’Istituto assicuratore anche una somma corrispondente al valore capitale dell’ulteriore rendita dovuta, calcolato in base alle tabelle di cui all’art. 39 del D.P.R. 1124/1965. La sentenza che accerta la responsabilità penale del datore di lavoro o di un suo preposto costituisce titolo idoneo per fondare il diritto di credito dell’Istituto assicuratore verso la persona civilmente responsabile.