Arbitrato previsto dai CCNL

I contratti o accordi collettivi di lavoro sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative possono prevedere la facoltà delle parti di deferire ad arbitri la risoluzione della controversia, così come è previsto dall’art. 31, commi 10 e 11, della legge 4 novembre 2010, n. 183.

La norma riconduce le controversie individuali di lavoro nell’alveo della generale arbitrabilità delle liti.

È però richiesta quale condizione necessaria per la deferibilità della controversia di lavoro ad arbitrato rituale la previsione di una clausola compromissoria nei contratti o negli accordi collettivi di lavoro (requisito valido per le convezioni di arbitrato stipulate successivamente al 2 marzo 2006, D.lgs. 40/2006).

La clausola compromissoria, a pena di nullità, deve essere certificata dalle Commissioni di certificazione, le quali accertano, all’atto della sottoscrizione della clausola compromissoria, l’effettiva volontà delle parti di devolvere ad arbitri le eventuali controversie nascenti dal rapporto di lavoro.

La clausola non può essere pattuita e sottoscritta prima della conclusione del periodo di prova, ove previsto, ovvero se non siano trascorsi almeno trenta giorni dalla data di stipulazione del contratto di lavoro, in tutti gli altri casi; ciò è stabilito nel trasparente intento di rendere il lavoratore non condizionato nella scelta dal timore della perdita del posto di lavoro.

La clausola compromissoria, peraltro, non può riguardare controversie relative alla risoluzione del contratto di lavoro.

Davanti alle Commissioni di certificazione le parti possono farsi assistere da un legale di loro fiducia o da un rappresentante dell’organizzazione sindacale o professionale a cui abbiano conferito mandato