Arbitrato in sede amministrativa

L’art. 442 del codice procedura civile prevede che in qualunque fase del tentativo di conciliazione presso la Direzione territoriale del lavoro, o al suo termine in caso di mancata riuscita, le parti possono indicare la soluzione, anche parziale, sulla quale concordano, riconoscendo, quando è possibile, il credito che spetta al lavoratore.

Ma possono accordarsi per la risoluzione della lite, affidando alla Commissione di conciliazione il mandato a risolvere in via arbitrale la controversia.

Nel conferire il mandato per la risoluzione arbitrale della controversia, le parti devono indicare:

1) il termine per l’emanazione del lodo, che non può comunque superare i sessanta giorni dal conferimento del mandato, spirato il quale l’incarico deve intendersi revocato;

2) le norme invocate dalle parti a sostegno delle loro pretese;

3) l’eventuale richiesta di decidere secondo equità, nel rispetto dei princìpi generali dell’ordinamento e dei princìpi regolatori della materia, anche derivanti da obblighi comunitari.

Il lodo emanato a conclusione dell’arbitrato, sottoscritto dagli arbitri e autenticato, produce tra le parti gli effetti tipici del contratto e rende inoppugnabile il contenuto dispositivo dei diritti individuali al pari della conciliazione.

Il lodo ha efficacia di titolo esecutivo a seguito del provvedimento del giudice su istanza della parte interessata.

Il lodo sottoscritto dagli arbitri e autenticato ha forza di legge tra le parti e le rinunce e transazioni in esso contenute non sono impugnabili.

Il lodo ex articolo 808-ter c.p.c. è impugnabile solo se:

  1. a) la convenzione di arbitrato è invalida;
  2. b) gli arbitri hanno pronunciato su conclusioni che esorbitano dai limiti contenuti nell’oggetto della controversia, quale individuato negli scritti delle parti, e la relativa eccezione è stata sollevata nel procedimento arbitrale;
  3. c) gli arbitri non sono stati nominati con le modalità stabilite dalle convenzioni di arbitrato;
  4. d) è stato pronunciato da chi non poteva essere nominato arbitro
  5. e) gli arbitri non si sono attenuti alle regole eventualmente imposte dalle parti come condizione di validità del lodo;
  6. f) non è stato osservato nel procedimento arbitrale il principio del contraddittorio

Sulle controversie aventi ad oggetto la validità del lodo arbitrale irrituale decide in unico grado il tribunale, in funzione di giudice del lavoro, nella cui circoscrizione è la sede dell’arbitrato. Il ricorso deve essere depositato entro il termine di 30 giorni dalla notificazione del lodo. Decorso tale termine, o se le parti hanno comunque dichiarato per iscritto di accettare la decisione arbitrale, ovvero se il ricorso è stato respinto dal tribunale, il lodo è depositato nella cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione è la sede dell’arbitrato. Il giudice, su istanza della parte interessata, accertata la regolarità formale del lodo, lo dichiara esecutivo con decreto.