Accertamenti Sanitari sui lavoratori

Divieto di controllo diretto per il datore di lavoro.  Ai sensi dell’art. 5 della Legge n. 300/70, il datore di lavoro non può effettuare controlli diretti sulla idoneità ed infermità per malattia ed infortunio dei proprio dipendenti ma:

  • per il controllo delle assenze per infermità deve servirsi dei servizi ispettivi degli Istituti previdenziali competenti;
  • per controllare l’idoneità fisica del lavoratore deve servirsi degli enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico.

Controllo delle assenze per malattia. Il lavoratore è obbligato a comunicare al proprio datore di  lavoro tempestivamente  la propria assenza per malattia mentre spetta ai datori di lavoro prendere visione delle attestazioni di malattia dei propri dipendenti avvalendosi esclusivamente dei servizi telematici resi disponibili dall’INPS, fermo restando la possibilità di richiedere al lavoratore il numero di protocollo identificativo del certificato inviato per via telematica dal medico. (Vedi Malattia)

Controllo dell’infortunio sul lavoro e della malattia professionale.  Si applica l’articolo 5 secondo comma della Legge 300/70. (Vedi Infortuni)

Controllo sull’idoneità fisica. Ai sensi del comma 3, art. 5, Legge n. 300/70, il datore di lavoro ha facoltà di far controllare l’idoneità fisica   del  lavoratore  da  parte  di  enti  pubblici  ed  istituti specializzati di diritto pubblico.

Tale norma, per giurisprudenza trova applicazione sia nella fase preassuntiva che nel corso del rapporto di lavoro. Tuttavia il controllo dell’attività fisica del lavoratore, ex art. 5, Legge n. 300/70, è solo una mera facoltà per il datore di lavoro, il quale, in luogo del controllo stragiudiziale, può far valere in sede giudiziale l’inidoneità fisica del lavoratore come causa di risoluzione del rapporto di lavoro e chiederne l’accertamento attraverso gli opportuni mezzi istruttori che non sono meno garantistici del controllo stragiudiziale di cui all’art. 5 dello Statuto dei lavoratori.

Visite preassuntive. La facoltà di effettuare la visita medica in fase preassuntiva, dovrebbe rientrare nella legittimità in quanto la visita deve essere diretta a verificare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui i lavoratori sono destinati, ai fini della loro idoneità alla mansione specifica.

Le visite mediche preventive possono essere svolte in fase preassuntiva, su scel-ta del datore di lavoro, dal medico competente o dai dipartimenti di preven-zione delle ASL.

L’accertamento preassuntivo, per quanto ammesso e in grado, se determina un esito negativo, di impedire l’assunzione, non deve però giungere a precludere l’assunzione per ragioni diverse dalla incapacità specifica, come ad es. a causa della titolarità dei benefici di cui alla legge 104/1992, oppure per la previsione di una maggiore attitudine ad ammalarsi che però non interferisce con il lavoro specifico.

Inoltre tale facoltà riguarda solo i lavoratori subordinati e non altri rapporti non subordinati oppure che comportano solo una relazione di utilizzazione e non una dipendenza in senso tecnico.

In caso di successiva riassunzione del lavoratore, già sottoposto a visita medica preventiva, non è necessario effettuare un’altra visita medica se le mansioni di assegnazione lo espongono agli stessi rischi della prima assunzione.

Sono fatte salve le disposizioni previste dai CCNL e in materia di sorveglianza sanitaria ai sensi del D.Lgs 81/2008.