Aggravamenti in caso di infortunio e malattia professionale (Inail)

In caso di aggravamento conseguente all’infortunio sul lavoro o alla malattia professionale, gli infortunati e i tecnopatici già indennizzati in capitale, entro 10 anni dalla data dell’infortunio o 15 dalla data di denuncia della malattia professionale, hanno diritto di chiedere:

  • l’adeguamento dell’indennizzo in capitale già concesso, se la menomazione si è aggravata ma non ha raggiunto un grado indennizzabile in rendita;
  • la costituzione della rendita, se la menomazione ha raggiunto un grado indennizzabile in rendita.

L’accertamento dell’aggravamento ai fini dell’adeguamento può essere richiesto solo dall’interessato: la data di riferimento per la revisione è quella dell’infortunio o della ricezione della denuncia (o del primo certificato medico) della malattia professionale.

Non sono considerate revisioni di indennizzo, in quanto si riferiscono sempre al provvedimento originario, le differenze di importo erogate per aumento del grado di menomazione a seguito di opposizione amministrativa, di sentenza, o di accertamento definitivo dei postumi allorché sia stata seguita la procedura di liquidazione provvisoria.

In caso di malattie neoplastiche, infettive e parassitarie, la domanda per aggravamento, esclusivamente ai fini della liquidazione della rendita (e, quindi, non ai fini dell’adeguamento dell’indennizzo in capitale), può essere presentata anche oltre i limiti temporali indicati, con scadenze quinquennali dalla precedente richiesta.

Postumi indennizzati in rendita

Gli infortunati o tecnopatici con postumi di grado pari o superiore al 16% hanno diritto all’indennizzo del danno biologico e ad un ulteriore indennizzo per le conseguenze patrimoniali della menomazione.

Entrambi gli indennizzi sono corrisposti in forma di rendita vitalizia composta di due quote così determinate:

  • per la parte relativa al danno biologico, secondo le modalità indicate nella “Tabella indennizzo danno biologico” riferita a gradi di menomazione pari o superiori al 16%;
  • per la parte relativa alle conseguenze patrimoniali della menomazione, prendendo a riferimento la retribuzione calcolata con le modalità prescritte dalla legge (artt. 116-120 DPR 1124/65), ridotta moltiplicandola per il coefficiente indicato nella “Tabella dei coefficienti” (v. n. 21036) e per il grado percentuale di menomazione.

Rivalutazione

Le due quote che costituiscono la rendita sono rivalutate con criteri diversi:

  • la quota che indennizza il danno biologico è collegata agli adeguamenti periodici della relativa tabella, effettuati con DM
  • la quota per indennizzo delle conseguenze patrimoniali della menomazione è agganciata alla dinamica retributiva e, pertanto, viene rivalutata con le stesse modalità e gli stessi tempi vigenti per la rivalutazione della rendita diretta

Con effetto dall’anno 2016 a decorrere dal 1º luglio di ciascun anno, gli importi degli indennizzi del danno biologico erogati dall’INAIL  sono rivalutati automaticamente, con DM, sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertata dall’ISTAT rispetto all’anno precedente. Tali incrementi annuali si aggiungono a quello complessivo del 16,25% attualmente previsto (8,68%: art.1, c. 23 e 24, L. 247/2007 e 7,57%: art. 1, c. 129, L. 147/2013).

Soppressione

La rendita è soppressa in caso di recupero dell’integrità psicofisica nei limiti del 16%. In tale ipotesi, se il grado di menomazione residuo è pari o superiore al 6%, all’assicurato viene liquidato l’indennizzo in capitale corrispondente utilizzando la “Tabella indennizzo danno biologico” vigente al momento della soppressione della rendita e facendo riferimento all’età dell’assicurato in quel momento.

La corresponsione dell’indennizzo in capitale non dà luogo al recupero dei ratei erogati prima della soppressione della rendita.

 

Tabelle (DM 12 luglio 2000) Le prestazioni per danno biologico sono calcolate sulla base di tre specifiche tabelle:

Tabella Caratteristiche
Menomazioni Contiene tutte le menomazioni derivanti da lesioni e/o da malattie, comprendendovi gli aspetti dinamico-relazionali (1). Il grado della menomazione accertato e valutato costituisce la base di calcolo sia per l’indennizzo del danno biologico (in capitale o in rendita) che per la determinazione dell’ulteriore quota di rendita per l’indennizzo delle conseguenze patrimoniali
Indennizzo Contiene le misure del risarcimento economico del danno biologico dal 6% al 100%.
L’indennizzo è:
– svincolato dal reddito (2)
– crescente con l’aumento della gravità della menomazione in misura più che proporzionale sia in termini assoluti che relativi (3)
– variabile in funzione dell’età (decresce con l’innalzamento dell’età)
Coefficienti Riporta i coefficienti con i quali si calcola la percentuale di retribuzione da considerare per il calcolo della quota di rendita che risarcisce le conseguenze patrimoniali derivanti, in via presuntiva, dalla menomazione a partire dal 16% (4)
(1) Sostituisce le previgenti tabelle dell’industria e dell’agricoltura (allegate al DPR 1124/65), che contemplavano solo menomazioni incidenti sull’attitudine lavorativa.
(2) Prescinde dalla retribuzione dell’assicurato: la menomazione in sé produce lo stesso pregiudizio alla persona per tutti gli esseri umani.
(3) Al crescere della percentuale di invalidità, aumenta il peso di ciascun punto percentuale aggiuntivo, in quanto va ad incidere su un quadro clinico maggiormente compromesso.
(4) È finalizzata a determinare l’incidenza della menomazione sulla capacità del lavoratore di svolgere la propria attività (o quella della categoria di appartenenza) e sulla sua ricollocabilità lavorativa (potenzialità lavorative del soggetto, tenendo conto anche dei risultati degli interventi riabilitativi effettuati e dei benefici che il soggetto può ricavare dagli interventi di supporto ambientali e dai servizi di sostegno effettivamente fruibili). I coefficienti sono predeterminati in relazione a fasce di gradi di menomazione, sulla base della presunzione che, con il crescere della gravità della menomazione, diminuisce la capacità dell’infortunato di produrre reddito. Tale presunzione può essere superata, al fine di personalizzare l’indennizzo, con adeguata motivazione medico-legale, mediante l’attribuzione, in particolari casi, di un coefficiente previsto per una fascia di grado superiore.