Agevolazione assunzione disoccupati

Le agevolazioni contributive per l’assunzione di disoccupati variano a seconda dell’età, del sesso, dell’area geografica di appartenenza e della durata dello stato di disoccupazione.

  1. Ultracinquantenni

È prevista un’agevolazione contributiva per le assunzioni a tempo indeterminato o a termine (anche part-time) di lavoratori o lavoratrici con almeno 50 anni di età, disoccupati da oltre 12 mesi.

L’agevolazione spetta anche all’agenzia di somministrazione per le assunzioni a tempo indeterminato, a termine, o in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine agevolato.
Sono, invece, esclusi i rapporti di lavoro domestico e intermittente.

Condizioni particolari Oltre al rispetto delle condizioni indicate al n. 4610, il datore di lavoro deve ottenere, con le assunzioni effettuate, un incremento netto del numero dei lavoratori dipendenti dell’impresa, rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.

L’agevolazione è inoltre subordinata all’osservanza delle condizioni generali di compatibilità con il mercato interno.

Per valutare l’incremento dell’occupazione è necessario considerare le varie tipologie di lavoratori a tempo determinato e indeterminato (salvo il lavoro accessorio); devono essere considerati anche i lavoratori che sono utilizzati mediante somministrazione nell’ambito di un rapporto di lavoro a tempo determinato intercorrente con l’agenzia. Il lavoratore assunto (o utilizzato mediante somministrazione) in sostituzione di un lavoratore assente non si computa, in quanto si computa il lavoratore sostituito.

Agevolazione 

  • Consiste nella riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro e dei premi assicurativi INAIL per:
    18 mesi dalla data di assunzione, in caso di contratto a tempo indeterminato;
  • 12 mesi, in caso di contratto a termine. In questa ipotesi la riduzione contributiva opera anche sul contributo addizionale

L’agevolazione spetta anche in caso di proroga del rapporto a termine fino al limite complessivo di 12 mesi.
Se il contratto a termine viene trasformato a tempo indeterminato, entro la scadenza del beneficio iniziale, la riduzione contributiva si prolunga fino al 18° mese dalla data dell’assunzione a termine.
Se, dopo un primo rapporto agevolato a termine, l’ex dipendente viene nuovamente assunto (a termine o indeterminato) con soluzione di continuità, l’incentivo è riconosciuto quando il lavoratore ha mantenuto un’anzianità di disoccupazione superiore a 12 mesi. In tali ipotesi l’incentivo spetta per la durata residua rispetto a quanto già goduto precedentemente.

Nella tabella seguente riportiamo alcuni esempi pratici di calcolo della durata dell’incentivo:

 Esempio  Primo contratto a termine Nuovo rapporto di lavoro Durata incentivo
1. 15 mesi A tempo indeterminato a seguito di trasformazione avvenuta al termine del primo contratto Solo per i primi 12 mesi del rapporto a termine
2. 15 mesi A tempo indeterminato a seguito di trasformazione avvenuta alla scadenza del 10° mese del primo contratto Per i primi 10 mesi del rapporto a termine, con prolungamento fino al 18° mese complessivo del rapporto
3. 3 mesi A termine di 11 mesi, dopo 2 mesi di disoccupazione Complessivi 12 mesi (3 mesi del primo rapporto e 9 mesi residui per il secondo rapporto), se al momento della seconda assunzione il lavoratore ha ancora l’anzianità di disoccupazione superiore a 12 mesi

 

  1. Donne

La medesima agevolazione prevista per i disoccupati con almeno 50 anni di età si applica in caso di assunzioni di donne di qualsiasi età, alternativamente:

  • prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi:
  • residenti in aree svantaggiate (regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’UE: DM 27 marzo 2008). Il beneficio continua ad essere applicabile nonostante la “Carta degli aiuti a finalità regionale” che individua le Regioni destinatarie dei finanziamenti, sia scaduta
    con una professione o di un settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere (aree caratterizzate da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna
  • prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti.

Sono prive di impiego regolarmente retribuito le donne che non hanno prestato (per il periodo indicato) attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato, indipendentemente dal reddito percepito, o attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata dalla quale sia derivato un reddito, per le collaborazioni coordinate e continuative, superiore a € 8.000, o, per le attività di lavoro autonomo, superiore a € 4.800.

L’essere prive di impiego regolarmente retribuito prescinde dallo stato di disoccupazione e pertanto non richiede la prova della registrazione presso il Centro per l’impiego.

I settori e le professioni con accentuata disparità occupazionale sono individuati annualmente con apposito decreto.
Per l’applicazione dell’agevolazione non è richiesta una durata minima del requisito della residenza, purché si tratti di residenza effettiva e non apparente; inoltre il rapporto di lavoro può svolgersi anche al di fuori delle aree indicate.