Accordo di integrazione e permesso di soggiorno

Nel caso in cui il lavoratore richieda il rilascio di un permesso di soggiorno di durata non inferiore a 1 anno, egli, contestualmente alla presentazione della richiesta, deve stipulare con lo Stato italiano (presso le Prefetture o le Questure) un accordo di integrazione con il quale s’impegna a conseguire specifici obiettivi di integrazione nel periodo di validità del permesso di soggiorno. In particolare l’extracomunitario si impegna:

  • ad acquisire un livello adeguato di conoscenza della lingua italiana parlata, una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione, dell’organizzazione e del funzionamento delle istituzioni pubbliche e della vita civile in Italia, con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro e degli obblighi fiscali;
  • a garantire l’adempimento dell’obbligo di istruzione nei confronti dei figli minori;
  • ad aderire e rispettare i principi della Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione

Mentre lo Stato si impegna a sostenere il processo di integrazione dell’extracomunitario, assicurando nell’immediato la sua partecipazione gratuita ad una sessione di formazione civica e di informazione sulla vita in Italia.

Al momento della sottoscrizione dell’accordo di integrazione, al lavoratore sono fornite le informazioni sui diritti che gli vengono riconosciuti con il permesso di soggiorno, in materia di sanità, servizi sociali, lavoro e salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La stipula dell’accordo non è necessaria in caso di extracomunitari:

affetti da patologie o da disabilità (attestate da idonea documentazione medica) tali da limitare gravemente l’autosufficienza o da determinare gravi difficoltà di apprendimento linguistico e culturale;

  • minori non accompagnati affidati o sottoposti a tutela, per i quali l’accordo è sostituito dal completamento del progetto di integrazione sociale e civile;
  • vittime della tratta di persone, di violenza o di grave sfruttamento, per le quali l’accordo è sostituito dal completamento del programma di assistenza ed integrazione sociale

L’accordo ha durata di 2 anni ed è prorogabile per un altro anno.

È articolato per crediti (che devono essere certificati) di ammontare proporzionale ai livelli di conoscenza della lingua italiana, della cultura civica e della vita civile in Italia.

Prima della sua scadenza (cioè prima dei 2 anni) lo sportello verifica il rispetto dell’accordo, conferma, assegna o decurta i crediti e attribuisce i crediti finali in base ai quali viene deciso se:

  • rilasciare l’attestato definitivo d’integrazione;
  • prorogare l’accordo per 1 anno alle medesime condizioni; oppure
  • risolvere l’accordo per inadempimento, se il numero dei crediti è pari o inferiore a zero.

La risoluzione dell’accordo per inadempimento del lavoratore determina la revoca del permesso di soggiorno o il rifiuto del suo rinnovo e l’espulsione dell’extracomunitario dal territorio nazionale, fatta eccezione per determinati casi tra i quali quello dell’extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo.

Lo sportello procede alla decurtazione di parte dei crediti conseguiti in caso di:

  • pronuncia di provvedimenti giudiziari penali di condanna anche non definitivi, compresi quelli adottati a seguito di applicazione della pena su richiesta
  • applicazione anche non definitiva di misure di sicurezza personali;
  • irrogazione definitiva di sanzioni pecuniarie di importo non inferiore a € 10.000, in relazione ad illeciti amministrativi e tributari.

L’accordo decade di diritto qualora sia disposto il rifiuto del rilascio, la revoca o il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno.