Agenzie per il lavoro e intermediari privati

Agenzie per il lavoro. Si tratta di soggetti e operatori privati che, al fine di esercitare le relative attività, devono iscriversi a un apposito albo istituito e gestito dall’ANPAL.

Le Agenzie che potranno iscriversi al predetto albo in specifiche sezioni a seconda del tipo di attività esercitata saranno le seguenti:

1) agenzie di somministrazione di lavoro di tipo generalista e cioè di fornitura di manodopera a termine;

2) agenzie di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro che hanno il compito di raccolta dei curriculum, di preselezione, di richiesta ai committenti, di espletamento delle comunicazioni successive alla assunzione, di erogazione di attività formative;

3) agenzie di ricerca e selezione del personale che, partendo da un’esigenza del committente, devono individuare una candidatura idonea;

4) agenzie di supporto alla ricollocazione professionale che hanno il compito di ricollocare persone espulse dal mercato del lavoro mediante strumenti formativi.

L’iscrizione nella sezione delle agenzie di somministrazione del primo tipo comporta la possibilità di esercitare tutte le altre attività, mentre in quella di intermediazione le imprese hanno la possibilità di svolgere le successive attività e così via.

Solo le agenzie di somministrazione a tempo indeterminato potranno svolgere esclusivamente tale attività. Le Agenzie che intendono svolgere le altre attività e che chiedono l’iscrizione all’albo devono essere in possesso di una serie di requisiti generali e in precisamente:

– essere costituite nella forma di società di capitali o cooperativa nell’ambito dello Stato o dell’Unione Europea, tranne che per le attività di selezione e supporto alla ricollocazione per le quali è sufficiente la forma della società di persone;

– avere la sede legale in Italia o in altro stato UE;

– avere uffici o locali idonei allo specifico uso e di adeguate competenze professionali, dimostrabili per titoli o per specifiche esperienze nel settore delle risorse umane o nelle relazioni industriali;

– indicare nello statuto l’attività di intermediazione come prevalente 1;

– fare sì che in capo agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti muniti di rappresentanza e ai soci accomandatari non vi siano condanne penali, anche non definitive, comprese le sanzioni amministrative per la realizzazione di una serie di delitti, in particolare contro il patrimonio, nonché per delitti e contravvenzioni previsti da norme antinfortunistiche e di sicurezza sociale;

– avere distinte divisioni operative nel caso di soggetti polifunzionali; – avere l’interconnessione con la borsa continua nazionale del lavoro;

– rispettare il diritto dei lavoratori alla tutela della propria privacy per diffusione dei relativi dati personali.

1 Prevalenza significa che l’attività autorizzata (somministrazione generalista e intermediazione) deve riguardare il 50,1% dell’attività dell’agenzia, nel suo insieme. Il requisito della prevalenza dovrà essere verificato ogni due anni a consuntivo e deve riguardare l’Agenzia nel suo complesso e non la singola filiale

I requisiti specifici rispetto al tipo di attività sono i seguenti:

1) le agenzie di intermediazione: avere un capitale versato non inferiore a euro 50.000,00, la dislocazione distribuita almeno su 4 regioni;

2) le agenzie di selezione e ricerca e ricollocazione: avere un capitale versato non inferiore a euro 25.000,00.

Le agenzie di somministrazione devono, inoltre, essere in possesso di requisiti professionali e logistici individuati dal D.M. 18.4.2018 sintetizzati nella Tabella che segue oltre.

Le procedure per l’iscrizione all’albo sono le seguenti:

1) l’Agenzia presenta la domanda a mezzo raccomandata su apposito formulario allegando CD contenente tutta la documentazione richiesta;

2) il Direttore generale per l’impiego e l’orientamento del Ministero del lavoro verifica la presenza dei requisiti;

3) viene rilasciata entro 60 giorni dalla richiesta e dopo la presentazione della domanda di iscrizione, l’autorizzazione provvisoria previa verifica del documento analitico dal quale si evinca che l’agenzia dispone di una organizzazione tecnico-professionale idonea allo svolgimento della specifica attività di cui si richiede l’autorizzazione, indicando le unità organizzative, dislocate territorialmente, nonché l’organico. Decorsi due anni dal’iscrizione provvisoria, le Agenzie hanno tempo 90 giorni per chiedere l’iscrizione definitiva

4) l’autorizzazione definitiva  a tempo indeterminato è rilasciata su richiesta dell’Agenzia subordinatamente alla verifica del corretto andamento delle attività svolta;

5) ogni due anni il Ministero effettuerà la verifica della prevalenza dell’oggetto sociale (l’attività autorizzata deve riguardare almeno il 50,1% dell’attività svolta nell’arco di 24 mesi).

Altri intermediari autorizzati. L’intermediazione può essere inoltre esercitata da una serie di soggetti specificatamente individuati che sono legittimati al solo esercizio dell’attività di intermediazione, purché vengano autorizzati dall’ANPAL che ha 60 giorni di tempo per farlo:

1) università pubbliche e private; le fondazioni universitarie: rispetto a tali soggetti sono richieste condizioni meno rigorose, purché attivino il sistema della Borsa continua del lavoro e rendano pubblici e gratuitamente accessibili sui relativi siti istituzionali i curricula dei propri studenti all’ultimo anno di corso e fino ad almeno dodici mesi successivi alla data del conseguimento del titolo di studio: in tal caso non occorre alcuna autorizzazione;

2) istituti di scuola secondaria di secondo grado, statali e paritari, a condizione che rendano pubblici e gratuitamente accessibili sui relativi siti istituzionali i curricula dei propri studenti all’ultimo anno di corso e fino ad almeno dodici mesi successivi alla data del conseguimento del titolo di studio;

3) Comuni, Camere di Commercio, le scuole secondarie di 2° grado pubbliche e private: non devono avere fini di lucro, devono possedere locali idonei e disporre di personale con adeguate competenze nel campo delle risorse umane, nonché avere l’interconnessione con la borsa del lavoro: l’autorizzazione ha natura individuale e non può essere ceduta o concessa ad altro soggetto, neppure nella forma del consorzio di comuni, camere di commercio o istituti di scuola secondaria di secondo grado. L’autorizzazione allo svolgimento, in ambito regionale, delle attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro si deve svolgere nel rispetto delle procedure stabilite da ciascuna regione nel rispetto dei limiti della legge;

4) associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative che possono svolgere le predette attività nei confronti dei propri associati, nonché le associazioni riconosciute a livello nazionale con oggetto sociale l’assistenza delle attività imprenditoriale e del lavoro, e gli enti bilaterali, purché abbiano idonei locali e uffici; non vi siano condanne in capo agli amministratori; abbiano l’interconnessione con la borsa del lavoro e rispettino la privacy dei propri assistiti. Tali soggetti sono ammessi a espletare tutti gli adempimenti spettanti ai competenti servizi per l’impiego (rilascio certificazioni e attestazioni di ricevuta comunicazione di assunzione), previa stipula di convenzione con il Servizio provinciale per l’impiego;

5) ordine nazionale dei consulenti del lavoro che può chiedere l’iscrizione all’albo di una fondazione o di un soggetto con personalità giuridica per lo svolgimento dell’attività di intermediazione a livello nazionale, purché siano rispettate le stesse condizioni indicate al punto precedente. È in ogni caso vietato ai consulenti del lavoro l’esercizio in forma individuale, o in forma diversa da quella indicata in precedenza, dell’attività di intermediazione a meno che siano delegati dalla Fondazione. Ogni studio professionale deve mettere a disposizione uno spazio dedicabile, anche in via non esclusiva, alle attività di intermediazione. Tale spazio dovrà garantire l’assoluta privacy dei contatti tra consulente e persone interessate, nonché l’accesso ai disabili;

6) Enti bilaterali

Autorizzazione regionale. Le Regioni possono rilasciare entro 60 giorni dalla richiesta l’autorizzazione a svolgere attività di intermediazione, ricerca/selezione e ricollocazione esclusivamente in ambito regionale. La Regione provvede contestualmente alla comunicazione al Ministero del lavoro, alla iscrizione delle agenzie in una apposita sezione regionale nell’albo,

Privacy.  Sono vietate comunicazioni, a mezzo stampa, internet, televisione o altri mezzi di informazione, in qualunque forma effettuate, relative ad attività di ricerca e selezione del personale, ricollocamento professionale, intermediazione o somministrazione effettuate in forma anonima e comunque da soggetti, pubblici o privati, non autorizzati o accreditati all’incontro tra domanda e offerta di lavoro eccezione fatta per quelle comunicazioni che facciano esplicito riferimento ai soggetti in questione, o entità a essi collegate perché facenti parte dello stesso gruppo di imprese o in quanto controllati o controllanti, in quanto potenziali datori di lavoro.

In tutte le comunicazioni effettuate le Agenzie del lavoro devono indicare gli estremi dell’autorizzazione ministeriale.

Se le comunicazioni predette sono effettuate mediante annunci pubblicati su quotidiani e periodici o mediante reti di comunicazione elettronica, e non recano un facsimile di domanda comprensivo dell’informativa è necessario indicare il sito della