Assegno per il nucleo familiare con tre figli minori

E’ un assegno, concesso dal Comune ma pagato dall’INPS, per le famiglie con almeno tre figli minori e che hanno patrimoni e redditi limitati.

A chi spetta.  Ai cittadini italiani o comunitari residenti in Italia.

E’ necessario che nel nucleo familiare ci sia almeno un genitore e tre figli minori di anni 18 (compresi i figli minori del coniuge e i minori ricevuti in affidamento preadottivo). Il genitore e i tre minori devono far parte della stessa famiglia anagrafica. I minori non devono essere in affidamento presso i terzi.

E’ necessario avere un valore ISE non superiore a quello richiesto dalla Legge per la concessione dell’assegno, che per l’anno 2009 è pari ad Euro 23.200,30 per nuclei familiari con 5 componenti.

La domanda. La domanda deve essere presentata al Comune di residenza del richiedente entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello per il quale è richiesto l’assegno (ad esempio l’assegno per il 2009 va richiesto entro il 31 gennaio 2010). La domanda deve essere accompagnata dalla Dichiarazione Sostitutiva Unica ( DSU) contenente la situazione reddituale e situazione patrimoniale del nucleo familiare per il calcolo dell’ ISE.

Da quando spetta. L’assegno spetta dal 1° gennaio dell’anno in cui si verificano i requisiti richiesti oppure dal 1° giorno del mese in cui si verifica il requisito della presenza dei tre figli minori.

Fino a quando spetta. Il diritto all’assegno cessa dal 1° gennaio dell’anno nel quale viene a mancare il requisito del valore dell’ ISE o dal primo giorno del mese successivo a quello in cui viene meno la presenza dei tre figli minori.

Quanto spetta.  La misura intera dell’assegno per l’anno 2009 è pari ad euro 128,89 mensili fino ad un massimo annuo di tredici mensilità. In rapporto al valore dell’ ISE l’assegno può essere corrisposto in misura ridotta.

L’importo ed i requisiti economici sono rivalutati annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Chi lo eroga. L’assegno è concesso dal Comune ed è pagato dall’INPS con due rate semestrali posticipate ciascuna con l’importo totale dovuto nel semestre precedente, sulla base dei dati trasmessi dal Comune.

L’assegno non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali e può essere cumulato con analoghe prestazioni erogate dagli Enti locali e dall’Inps.

Madre naturale o affidataria preadottiva. La madre naturale o affidataria preadottiva o adottante senza affidamento, e che sia cittadina italiana, comunitaria, o extracomunitaria in possesso dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria, della Carta di soggiorno, della Carta di soggiorno per i familiari del cittadino comunitario o del Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o in attesa del rilascio del Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo e delle Carte di soggiorno suddette.  La richiedente deve essere residente nel territorio dello Stato al momento della nascita del figlio o al momento dell’ingresso nella propria famiglia anagrafica di un minore ricevuto in affidamento preadottivo o in adozione senza affidamento.

Anche il bambino deve essere in possesso di carta di soggiorno se non è nato in Italia o non è cittadino di uno stato dell’Unione Europea.

Il minore deve convivere con la madre ed essere presente sulla sua scheda anagrafica (stato di famiglia).

Al momento dell’adozione o dell’affidamento preadottivo, il minore non deve aver superato i 6 anni, o i 18 anni in caso di adozione o affidamento internazionale.

L’assegno è concesso se la madre non percepisce né percepirà alcuna indennità di maternità da parte dell’INPS o di altro Ente Previdenziale, o ha usufruito di un’indennità di maternità inferiore all’importo totale dell’assegno.

Il padre. Il padre naturale cittadino italiano, comunitario o extracomunitario in possesso della carta di soggiorno, in caso di abbandono del bambino da parte della madre o di affidamento esclusivo a lui.

Il bambino dev’essere nella stessa scheda anagrafica del padre e convivere effettivamente con lui.

Il padre affidatario preadottivo o adottante senza affidamento cittadino italiano, comunitario o extracomunitario, in caso di separazione legale dei coniugi. L’assegno non deve essere già stato concesso alla moglie.

Il minore dev’essere nella stessa scheda anagrafica del padre, convivere effettivamente con lui e non avere superato i 6 anni al momento dell’adozione o dell’affidamento o i 18 anni per gli affidamenti e le adozioni internazionali.

Adottante. L’adottante non coniugato cittadino italiano, comunitario o extracomunitario in possesso della carta di soggiorno, in caso di adozione pronunciata solo nei suoi confronti e a condizione che il minore sia nella sua scheda anagrafica, conviva effettivamente con lui e non sia affidato ad altri;

Il padre che ha riconosciuto il neonato o il coniuge di donne affidatarie preadottive o adottanti senza affidamento in caso di decesso della madre del neonato o della donna che lo ha ricevuto in affidamento preadottivo o in adozione senza affidamento.

Esistono, in tal caso, due possibilità:

  • subentrare nel beneficio richiesto dalla donna ma non ancora erogato, se il padre o il coniuge ed il minore è nella scheda anagrafica del richiedente, convive effettivamente con lui e non è affidato ad altri;
  • presentare una nuova domanda, che sostituisce quella della donna deceduta, se il padre o il coniuge della donna è cittadino italiano, comunitario o extracomunitario in possesso della carta di soggiorno

Altra persona, diversa dal padre e dalla madre, in caso di neonato non riconosciuto o non riconoscibile da entrambi i genitori. Il richiedente dev’essere cittadino italiano, comunitario o extracomunitario in possesso della carta di soggiorno. Il minore dev’essere stato affidato a quest’altra persona con provvedimento del giudice, essere nella sua scheda anagrafica e convivere con lei.