BONUS AFFITTI

Fondo morosità incolpevole. Consiste in un aiuto che lo Stato, attraverso i Comuni, riconosce agli inquilini che, al di là della propria volontà, non riescono a pagare l’affitto.

Per poter accedere ai contributi previsti dal Fondo Morosità Incolpevole, è necessario che ricorrano innanzitutto dei gravi motivi, che sono:

  • licenziamento o riduzione dell’orario di lavoro;
  • cassa integrazione;
  • mancato rinnovo del contratto a tempo determinato;
  • cessazione di attività lavorativa autonoma per causa di forza maggiore;
  • infortunio o decesso di un componente della famiglia che concorreva al reddito del nucleo.

Gli altri requisiti richiesti sono:

  • avere un ISEE 2019 al di sotto di 26mila euro;
  • non avere la proprietà, l’usufrutto, l’uso o abitazione di una casa disponibile nella stessa provincia;
  • aver ricevuto lo sfratto per morosità;
  • aver registrato regolarmente il contratto di affitto;
  • l’abitazione non deve essere di lusso o di pregio, per cui non deve rientrare nelle categorie catastali A1, A8, A9;
  • avere la residenza da almeno 1 anno nella casa in affitto per la quale si è ricevuto lo sfratto.

La domanda per accedere al Fondo Morosità Incolpevole deve essere presentata al Comune di residenza che, verificati i requisiti richiesti e la presenza di bandi aperti, comunica al Ministero delle Infrastrutture se l’inquilino richiedente può ottenere il contributo per l’affitto per evitare lo sfratto per morosità incolpevole.

Fondo nazionale sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione. Tale fondo garantisce un aiuto al pagamento della pigione fornendo una cifra integrativa calcolata tra il canone effettivamente dovuto dall’inquilino ed il canone medio relativo ad un alloggio popolare. E’ a tale Fondo specifico che si fa rifermento nello specifico caso del contributo affitto.

Requisiti. Il presupposto fondamentale e indispensabile all’accesso del contributo è l’impossibilità al pagamento del canone di affitto per motivi gravi ed indipendenti dalla volontà del richiedente.

Vi rientrano:

  • la perdita del lavoro per licenziamento
  • la riduzione dell’orario di lavoro per dimensionamento aziendale
  • il mancato rinnovo di un contratto a tempo determinato
  • la cassa integrazione
  • la chiusura obbligata della propria attività autonoma
  • l’infortunio invalidante
  • la morte di un componente del nucleo familiare che produceva reddito.

Tra i requisiti di natura economica la mancanza di disponibilità di un immobile a uso abitativo nella stessa provincia (in proprietà o diritto di usufrutto o abitazione).

Tra gli altri requisiti vi sono la cittadinanza italiana o dell’Unione Europea; nel caso cittadini extra comunitari occorre presentare il permesso di soggiorno in corso di validità.

Occorre inoltre essere in possesso di un contratto di affitto regolarmente registrato, aver ricevuto l’atto di convalida allo sfratto per mancato pagamento, non aver affittato un immobile di pregio ed aver risieduto per almeno un anno nel suddetto immobile.

Tra le condizioni che garantiscono un diritto di prelazione nell’accesso al bonus vi è la presenza nel nucleo familiare, di un minore, di un anziano (più di settant’anni) o di un invalido riconosciuto.

Come richiedere il contributo. Per l’accesso ai Fondi è condizione necessaria la presentazione di una domanda specifica presso il Comune di residenza per il tramite il CAF CGIL.

Compete all’amministrazione comunale a verificare la sussistenza dei requisiti necessari all’accoglimento della richiesta e a dare comunicazione al Ministero della domanda inoltrata.

La redazione della richiesta viene effettuata tramite moduli predeterminati ai quali occorre aggiungere documentazione in allegato.

Tale documentazione deve contenere la certificazione anagrafica del richiedente (un documento di identità in corso di validità), il modello ISEE, copia del contratto di affitto regolarmente registrato, copia dell’ultima registrazione effettuata ed ogni ulteriore documentazione specificatamente richiesta dal bando comunale.

Va precisato che, in modo particolare per quanto riguarda il contributo affitto, la gestione della pratica e delle risorse è interamente a carico delle amministrazioni comunali che hanno la possibilità di prevedere ulteriori regole specifiche anche in base alle effettive disponibilità.

Bonus affitto studenti fuori sede. Il bonus studenti fuori sede è un’agevolazione fiscale per coloro che studiano in un Ateneo lontano da casa.

Il bonus fiscale sugli affitti per gli studenti fuori sede consiste in una detrazione dall’Irpef del 19% del canone di locazione.

Il bonus viene dato anche per chi affitta soltanto una stanza all’interno di un’abitazione, basta che non si tratti di subaffitto. Se la distanza tra il Comune di residenza e l’università è pari o superiore ai 100 km, lo studente potrà detrarre le spese d’affitto. Il tetto fissato è di 2.633 euro all’anno.