Rapporti fra contratti di diverso livello

Nel campo delle relazioni industriali distinguiamo solitamente due livelli di contrattazione collettiva: quello nazionale e quello territoriale o aziendale.

Il contratto collettivo di primo livello (contratto collettivo nazionale di lavoro – CCNL) ha la funzione di garantire trattamenti economici e normativi uguali per tutti i lavoratori di un determinato settore e di definire le materie delegate alla contrattazione aziendale, ovvero le materie concorrenti in quanto derogabili da quello aziendale.

Il contenuto essenziale del contratto collettivo è quello di stabilire:

– sotto l’aspetto economico, i livelli retributivi, i trattamenti di anzianità, ecc.;

– sotto l’aspetto normativo, le regole, ad esempio nel campo dell’orario di lavoro, dei permessi, delle qualifiche e mansioni, ecc.

Il contratto collettivo di secondo livello (territoriale o aziendale, c.d. contatto di prossimità) rappresenta, invece, lo strumento ideale al fine di ottenere una contrattazione collettiva idonea a soddisfare le necessità peculiari di alcuni settori produttivi presenti in ambito locale o regolamentare particolari condizioni che vengono ad esistenza nei singoli contesti aziendali.

I soggetti chiamati a stipulare tali ultimi tipi di accordi sono, a livello territoriale, i sindacati presenti nei singoli ambiti territoriali con le associazioni categoriali dei datori di lavoro e, a livello aziendale, le RSA ovvero, dove costituite, le RSU.

Diventa pertanto possibile migliorare le condizioni di lavoro, incrementare i livelli retributivi, introdurre premi incentivanti legati a risultati coinvolgendo gli stessi lavoratori.

CCNL successivo derogatorio in pejus di quello precedente

Nulla vieta che un contratto collettivo nazionale successivo preveda un trattamento economico e normativo meno favorevole di quello previsto nel precedente CCNL, essendo ciò la massima espressione della libertà sindacale. Il limite dei trattamenti miglior favore si applica solo al rapporto fra CCNL e contratto individuale di lavoro (art. 2077 c.c.).

Contratto collettivo aziendale derogatorio in pejus di CCNL

Premesso che la modifica in melius prevista da un contratto collettivo aziendale, salvo che il CCNL non la vieti espressamente, è sempre possibile e non crea problemi, il consolidato orientamento della giurisprudenza, afferma che la deroga in pejus ad opera di un contratto collettivo di secondo livello, può essere consentita e ciò ancor di più oggi che si moltiplicano i c.d. contratti gestionali, che hanno il compito di gestire crisi aziendali, di contrattare la mobilità dei dipendenti, di rendere più flessibile la forza lavoro, ecc.

CCNL successivo che modifica un contratto aziendale ancora in atto

I contratti collettivi territoriali o aziendali hanno ormai efficacia erga omnes e, dunque, si applicano a tutti i dipendenti del datore di lavoro che ha sottoscritto quegli accordi.

È quindi senz’altro possibile che un contratto collettivo nazionale possa modificare un accordo aziendale ancora in atto qualora i soggetti stipulanti siano identici (RSA – RSU e sindacati firmatari del CCNL).

In mancanza di identità tra soggetti stipulanti, sia nazionali che aziendali, l’accordo aziendale trova efficacia solo nei confronti dei lavoratori rappresentati o da coloro non rappresentati che sottoscrivono l’accordo individualmente o accettandone le condizioni in esso contenute.