Rete per i servizi di politica attiva

Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL)

Ha il ruolo di:

– coordinamento della Rete nel rispetto delle competenze costituzionalmente riconosciute alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano;

– promozione e coordinamento, in raccordo con l’Agenzia per la coesione territoriale, dei programmi cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo, e di programmi cofinanziati con fondi nazionali negli ambiti di intervento del Fondo Sociale Europeo;

– sviluppo e gestione integrata del Sistema informativo unitario delle politiche del lavoro;

– gestione dell’albo nazionale delle agenzie per il lavoro;

– gestione dei PON nelle materie di competenza, nonché di progetti cofinanziati dai Fondi comunitari;

– definizione e gestione di programmi per il riallineamento delle aree per le quali non siano rispettati i livelli essenziali delle prestazioni in materia di politiche attive del lavoro o vi sia un rischio di mancato rispetto dei medesimi livelli essenziali e supporto alle Regioni, ove i livelli essenziali delle prestazioni non siano stati assicurati, mediante interventi di gestione diretta dei servizi per il lavoro e delle politiche attive del lavoro;

– definizione di metodologie di incentivazione alla mobilità territoriale;

– vigilanza sui fondi interprofessionali per la formazione continua nonché dei fondi bilaterali.

Inoltre, all’ANPAL è conferito lo svolgimento delle attività già in capo al Ministero del lavoro in materia di promozione e coordinamento dei programmi formativi destinati alle persone disoccupate, ai fini della qualificazione e riqualificazione professionale, dell’autoimpiego e dell’immediato inserimento lavorativo, nel rispetto delle competenze delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.

All’ANPAL possono inoltre essere attribuiti ulteriori compiti e funzioni, mediante la stipula di apposite convenzioni con le Regioni e le Province autonome, in materia di gestione diretta dei servizi per il lavoro e delle politiche attive del lavoro.

Strutture regionali per le politiche attive del lavoro

Il Ministero del Lavoro stipula, con ogni Regione e con le Province autonome di Trento e Bolzano, una convenzione finalizzata a regolare i relativi rapporti e obblighi in relazione alla gestione dei servizi per il lavoro e delle politiche attive del lavoro nel territorio della Regione o Provincia autonoma, nel rispetto di alcuni principi, fra i quali (art. 11, D.Lgs. n. 150/2015):

– attribuzione delle funzioni e dei compiti amministrativi in materia di politiche attive del lavoro alle Regioni e alle Province autonome, che garantiscono l’esistenza e funzionalità di uffici territoriali aperti al pubblico, denominati Centri per l’impiego;

– individuazione, da parte delle strutture regionali, di misure di attivazione dei beneficiari di ammortizzatori sociali residenti nel territorio della Regione o Provincia autonoma;

– disponibilità di servizi e misure di politica attiva del lavoro a tutti i residenti sul territorio italiano, a prescindere dalla Regione o Provincia autonoma di residenza.

Centri per l’impiego

I Centri per l’impiego costituiti da Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano svolgono in forma integrata, nei confronti dei disoccupati e dei lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro e a rischio di disoccupazione, le seguenti attività (art. 18, D.Lgs. n. 150/2015):

– orientamento di base, analisi delle competenze in relazione alla situazione del mercato del lavoro locale e profilazione;

– ausilio alla ricerca di una occupazione entro 3 mesi dalla registrazione;

– orientamento specialistico e individualizzato;

– orientamento individualizzato all’autoimpiego e tutoraggio per le fasi successive all’avvio dell’impresa;

– avviamento ad attività di formazione ai fini della qualificazione e riqualificazione professionale, dell’autoimpiego e dell’immediato inserimento lavorativo;

– accompagnamento al lavoro, anche attraverso l’utilizzo dell’assegno individuale di ricollocazione;

– promozione di esperienze lavorative ai fini di un incremento delle competenze, anche mediante lo strumento del tirocinio;

– gestione, anche in forma indiretta, di incentivi all’attività di lavoro autonomo;

– gestione di incentivi alla mobilità territoriale;

– gestione di strumenti finalizzati alla conciliazione dei tempi di lavoro con gli obblighi di cura nei confronti di minori o di soggetti non autosufficienti;

 -promozione di prestazioni di lavoro socialmente utile.