Bonus Nido

La Legge di Bilancio porta a 1.500 euro, invece dei precedenti 1.000, il Bonus nido erogato, per il 2019, dall’INPS per l’iscrizione agli asili nido pubblici o privati o per sostenere la spesa legata all’assistenza a domicilio di piccoli di età inferiore ai tre anni affetti da disabilità gravi.

La misura è stata prorogata fino al 2021.

l bonus asilo nido è un contributo economico destinato alle famiglie con figli piccoli, indipendentemente dal reddito Isee.

Questa misura di sostegno è estesa anche ai bimbi che hanno malattie croniche gravi e ricevono cure e sostegno a domicilio.

Il bonus è destinato ai figli nati o adottati dal 1° gennaio 2016 ed è corrisposto dall’Inps su domanda del genitore.

Per quanto riguarda le forme di assistenza presso la propria abitazione, invece, il bonus è riconosciuto in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

La somma di euro 1.500, in questo caso, è erogata in un’unica soluzione direttamente al genitore richiedente.

Può accedere al bonus il genitore di un minore nato o adottato dal 1° gennaio 2016 che sia residente in Italia, con cittadinanza italiana o comunitaria.

Il beneficio è valido anche per gli extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo o di una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari e per i cittadini stranieri con status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria.

Va evidenziato che il bonus asilo nido:

– non può eccedere la spesa sostenuta per il pagamento della singola retta;

– non è cumulabile con la detrazione fiscale frequenza asili nido, a prescindere dal numero di mensilità percepite;

– non può essere fruito in mensilità coincidenti con quelle di fruizione del cosiddetto bonus infanzia).

– se viene usufruito per le forme di supporto presso la propria abitazione viene erogato dall’Istituto a seguito di presentazione da parte del genitore richiedente, che risulti convivente con il bambino, di un attestato rilasciato dal pediatra di libera scelta che attesti per l’intero anno di riferimento “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica” e in questo caso verrà erogato il bonus di euro 1.500 in un’unica soluzione direttamente al genitore richiedente.

Le cause di decadenza al diritto al bonus asilo con l’interruzione dell’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo si realizza al verificarsi di uno dei seguenti eventi:

  1. a) perdita della cittadinanza;
  2. b) decesso del genitore richiedente;
  3. c) decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  4. d) affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda (affidamento del minore a terzi).

Se sussistono i presupposti di legge può verificarsi il subentro nel beneficio da parte di un soggetto diverso perché la domanda venga presentata entro 90 giorni dal verificarsi di una delle cause di decadenza.

Per avere diritto al bonus il richiedente deve essere in possesso di una serie di requisiti alla data di presentazione della domanda avendo cura di specificare la natura dell’evento per il quale si richiede il contributo e che potrà consistere nel:

– pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati (“Contributo asilo nido”);

– introduzione di forme assistenza domiciliare a favore dei bambini, di età inferiore a tre anni, affetti da gravi patologie croniche (“Contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione”);

I requisiti richiesti sono:

1) cittadinanza italiana;

2) cittadinanza UE;

3) permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;

4) carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea (art. 10 , D.Lgs. 6 febbraio 2007, n. 30);

5) carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea (art. 17 , D.Lgs. 30/2007);

6) status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;

7) residenza in Italia;

8) relativamente al contributo asilo nido, il richiedente è il genitore che sostiene l’onere del pagamento della retta;

9) relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio e avere dimora abituale nello stesso comune.