Assegno nucleo familiare Unioni Civili

Con l’emanazione della legge 76/2016 devono essere riconosciute le prestazioni familiari per la parte dell’unione civile priva di posizione tutelata, purché il richiedente sia titolare di una posizione in qualità di dipendente o pensionato o percettore di prestazione previdenziale.

Con l’emanazione della legge n. 76/2016 e del regolamento (D.Lgs. n. 5/2017 ) alle coppie che formano un’unione civile tra persone dello stesso sesso è riconosciuto il diritto all’assegno nucleo familiare purché l’unione risulti registrata nell’appositi registro tenuto presso il comune di residenza.

Nucleo familiare

In base alla consolidata normativa dell’Anf il nucleo familiare è composto:

– dal richiedente (lavoratore o titolare di prestazioni previdenziali);

– dal coniuge non legalmente ed effettivamente separato;

– dai figli legittimi o legittimati ed equiparati (adottivi, affiliati, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio del coniuge, affidati dai competenti organi a norma di legge), di età inferiore a 18 anni;

– dai figli maggiorenni inabili senza limiti di età, purché non coniugati.

Partner

Come già anticipato nelle unioni civili l’Anf spetta anche al partner non lavoratore dipendente né pensionato, purché l’altro componente dell’unione sia titolare di una posizione tutelata.

Figli

La circolare n. 84/2017 dell’Inps affronta alcune situazioni legate all’inclusione nel nucleo familiare composto dai due partner dell’unione civile, ai figli di entrambi nati da precedente matrimonio o da una relazione non coniugale:

Figli nati prima dell’unione civile:

1) nel caso di componenti l’unione, già genitori separati o naturali con figli nati precedentemente all’unione civile, sempreché uno dei due genitori abbia la posizione tutelata e l’affido del figli sia condiviso oppure esclusivo, a tali figli, infatti, viene garantito in ogni caso il trattamento di famiglia su una delle due posizioni dei propri genitori, a nulla rilevando la successiva unione civile contratta da uno di essi;

2) nel caso invece in cui i genitori di figli nati prima dell’unione civile, non siano titolari di posizione tutelata, la successiva unione civile di uno dei due con altro soggetto – lavoratore dipendente o titolare di prestazione previdenziale sostitutiva – garantisce il diritto alle prestazioni familiari per i figli dell’altra parte dell’unione civile.

Esempio : A e B coniugati hanno un figlio e poi divorziano. B si unisce civilmente con C. Sia A che B sono lavoratori autonomi (non titolari di posizione tutelata), così che se C è un lavoratore subordinato, i figli affidati ad A con cui è unito civilmente, possono entrare nel loro nucleo familiare ai fini dell’ANF.

Figli nati dopo l’unione civile:

Nell’ipotesi di un nucleo formato da persone dello stesso sesso con unione civile e figli di una delle due parti nati dopo l’unione stessa, l’Anf potrà essere erogato qualora il figlio sia stato inserito all’interno dell’unione civile, anche mediante il procedimento descritto dall’art. 252 cod. civ. che regola l’affidamento di un figlio nato al di fuori del matrimonio, tramite provvedimento giudiziale.

Scioglimento dell’unione civile

Resta al momento insoluta la questione della spettanza dell’assegno nucleo familiare in caso di scioglimento dell’unione civile, in attesa che si pronunci il Ministero del lavoro.

Coppie conviventi

Nel caso di convivenza di fatto tra coppie eterosessuali o omossessuali non unite civilmente non si applica l’estensione dei diritti nascenti dallo stato coniugale, così come avviene con le coppie unite civilmente.

Nelle convivenze di fatto, anch’esse regolate dalla legge n. 76/2016, tale equiparazione non è stata fatta dal legislatore.

E questo vale anche per l’erogazione dell’Anf, dove il partner non entra a fare parte del nucleo familiare ai fini dell’Anf.

Tuttavia la circ. n. 84/2017 compie un’interpretazione particolare della norma. Sostiene infatti l’Inps che, ai fini dell’individuazione del reddito complessivo per stabilire la misura dell’assegno nucleo familiare nell’ambito di un nucleo di persone conviventi di fatto, va valutato il reddito di entrambi i componenti purché abbiano stipulato il contratto di convivenza previsto dalla legge n. 76/2016, e qualora dal suo contenuto emerga con chiarezza l’entità dell’apporto economico di ciascuno alla vita in comune.

Adempimenti

Per quanto riguarda le modalità per presentare la domanda all’Inps non ci sono differenze rispetto alle situazioni coniugali. L’unica particolarità è che il richiedente deve dichiarare sotto la propria responsabilità, ai sensi dell’art. 46, D.P.R. n. 445/2000 , lo stato di “coniuge”, “unito civilmente”, “convivente di fatto”. Per la qualificazione di “unito civilmente” occorre fare riferimento agli atti dell’unione civile registrati nell’archivio dello stato civile. Sarà poi l’Inps a fare le verifiche con l’ufficio dello stato civile del comune.

SI RICORDA CHE

La legge n. 76/2016 non consente l’adozione o l’affidamento di figli all’interno dell’unione civile in base alle regole vigenti per le coppie unite in matrimonio (legge n. 183/1984). La questione è al momento fattibile solo attraverso il riconoscimento giudiziale ottenuto caso per caso. In questa situazione il figlio adottato dalla coppia unita civilmente entra a fare parte del nucleo familiare anche ai fini anche dell’erogazione dell’Anf.