Rapporto di lavoro a tempo determinato nel privato: i «tetti» al superamento del periodo di 36 mesi

Domanda

Nella mia azienda negli anni scorsi hanno assunto  a tempo determinato un lavoratore, per un totale di 1.011 giorni. Ora, visto che una lavoratrice  ha comunicato di essere incinta, pensano di assumere la stessa persona in sostituzione di maternità. I giorni della sostituzione maternità vanno aggiunti a quelli fatti negli anni precedenti e, quindi, quando si arriva a un totale di 1.095 giorni, il contratto passa a tempo indeterminato, anche se la sostituzione per maternità è ancora in atto?

Risposta

Per l’articolo 19 del Dlgs 81/2015, qualora il limite dei 36 mesi sia superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di tale superamento.

Intanto, va tenuto presente che il limite è applicabile per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale (operaio, impiegato e quadro).

Sono fatte salve eventuali diverse previsioni dei contratti collettivi e, in ogni caso, dal conteggio dei 36 mesi sono esclusi i periodi di contratti a termine per lavoro stagionale.

In secondo luogo, raggiunti i 36 mesi o in prossimità del loro esaurimento, è possibile andare oltre, come ipotesi derogatoria, stipulando – nella sede ispettiva territorialmente competente – un accordo conciliativo per una durata massima di ulteriori 12 mesi.

Al superamento dei 36 mesi occorre trasformare il contratto a termine in contratto a tempo indeterminato, dandone comunicazione al lavoratore e provvedendo a effettuare le comunicazioni obbligatorie agli enti.