Assunzioni obbligatorie: datori di lavoro obbligati

L’obbligo di riserva

Al fine di promuovere l’integrazione lavorativa dei disabili, la legge prevede l’obbligo per i datori di lavoro pubblici e privati, che occupano almeno quindici dipendenti, di riservare ai lavoratori appartenenti alle categorie protette una certa quota delle assunzioni, proporzionata alle dimensioni dell’organico aziendale.

Datori di lavoro pubblici

Con la dizione “datori di lavoro pubblici” si intendono le varie articolazioni in cui si suddivide l’amministrazione pubblica:

  • amministrazione statale centrale,
  • organismi statali periferici,
  • amministrazioni pubbliche autonome,
  • enti pubblici, economici e non,
  • aziende municipalizzate
  • partiti politici, delle organizzazioni sindacali e della variegata area delle organizzazioni no profit.

Con riferimento a tali soggetti, peraltro, la quota di riserva deve essere computata esclusivamente con riferimento al personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative.

Nei servizi di polizia e di protezione civile l’obbligo dell’assunzione dei disabili è limitato ai soli servizi amministrativi.

Computo dell’organico aziendale

L’obbligo di riserva a favore delle categorie protette è stabilito in ragione delle dimensioni dell’organico aziendale prendendo in considerazione tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, con esclusione di alcune categorie di lavoratori.

Casi di esclusione

In particolare, i soggetti espressamente esclusi dal computo in base all’art. 4 della L. n. 68/1999 sono:

  • i lavoratori assunti nel rispetto della normativa sul collocamento obbligatorio, ivi compresi i lavoratori assunti in forza della precedente L. n. 482/1968 e che l’attuale normativa  tiene separati (orfani, vedove, profughi, vittime del terrorismo, ecc.)
  • i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato di durata fino a sei mesi (da calcolarsi pro quota ed esclusioni quelli assunti per ragioni sostitutive);
  • i soci lavoratori di cooperative di produzione e lavoro;
  • i dirigenti;
  • i lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore;
  • i lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero, limitatamente alla durata di tale attività;
  • i soggetti impegnati in lavori socialmente utili;
  • i lavoratori a domicilio (esclusi i dipendenti in telelavoro);
  • i lavoratori che aderiscono al programma di emersione del lavoro nero.

Altre categorie di lavoratori devono essere escluse dal computo del requisito dimensionale in forza di altre normative non direttamente richiamate dalla L. n. 68/1999:

  • gli apprendisti
  • i soggetti impegnati in telelavoro; tuttavia, si tenga conto che ai fini della esclusione il riferimento opera solo con riferimento ai datori di lavoro privati;
  • i datori di lavoro devono fare ricorso al telelavoro per motivi legati ad esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro in forza di accordi collettivi stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale,
  • i lavoratori devono essere ammessi al telelavoro per l’intero orario di lavoro; pertanto, ove gli stessi siano ammessi al telelavoro solo parzialmente,essi saranno esclusi in proporzione all’orario di lavoro svolto in telelavoro, rapportato al tempo pieno
  • i lavoratori assunti con contratto di reinserimento
  • personale di cantiere (che opera all’interno del luogo in cui si effettuano i lavori) e addetti al trasporto (autisti) per il periodo di attività del cantiere;
  • personale viaggiante e navigante del settore trasporto aereo, marittimo e dell’autotrasporto;
  • personale direttamente adibito alle aree operative di esercizio e regolarità dell’attività di trasporto nel settore impianti a fune;
  • personale di sottosuolo e adibito alle attività di movimentazione e trasporto del minerale nel settore minerario.

I lavoratori part-time si computano per la quota di orario effettivamente svolto, facendo riferimento all’orario previsto dalla contrattazione collettiva di settore.

Il Ministero del Lavoro ha precisato che tali lavoratori si computano in proporzione all’orario svolto riferito alle ore lavorative ordinarie effettuate nell’azienda, con arrotondamento alla unità della frazione di orario superiore alla metà di quello normale.

Pertanto, il calcolo aritmetico verrà effettuato sommando le ore di tutti i contratti part-time e rapportando la somma così ottenuta al totale delle ore prestate a tempo pieno, in base al contratto collettivo di lavoro della categoria, con il successivo arrotondamento ad unità delle frazioni superiori al 50%.

Quota di riserva

I datori di lavoro soggetti all’applicazione delle disposizioni sul collocamento obbligatorio sono tenuti ad assumere un numero di lavoratori appartenenti alle categorie protette in base alle dimensioni complessive dell’organico aziendale – calcolato nei termini sopra esposti – nella seguente misura:

Organico aziendale Assunzioni obbligatorie
Da 15 a 35 1
Da 36 a 50 2
Oltre 50 7% dei lavoratori occupati

Computo della quota di riserva

L’organico aziendale ottenuto escludendo dal computo i lavoratori sopra indicati, costituisce la base di calcolo per determinare la quota di riserva a favore delle categorie protette, nella percentuale stabilita dalla legge, con arrotondamento all’unità superiore delle frazioni percentuali eccedenti lo 0,5.

In forza della normativa transitoria prevista dall’art. 18, comma 2, L. 68/1999, i datori di lavoro privati e pubblici che occupino più di 50 dipendenti devono mantenere una quota di riserva, pari a un punto percentuale, di lavoratori assunti che, pur non disabili e quindi non rientranti più nella tutela di cui alla Legge n. 68/99, il legislatore ritiene comunque meritevoli di tutela (orfani e coniugi superstiti di deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio ovvero in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per tali cause, nonché i coniugi e i figli dei soggetti riconosciuti grandi invalidi per cause di guerra, di servizio e di lavoro e dei profughi italiani rimpatriati).

La presentazione del prospetto

I datori di lavoro pubblici e privati soggetti all’applicazione alla disciplina delle assunzioni obbligatorie sono tenuti ad inviare per via telematica al Servizio Provinciale competente entro il 31 gennaio di ciascun anno un prospetto informativo dal quale risultino:

  • il numero complessivo dei lavoratori dipendenti;
  • il numero ed i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva;
  • i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori disabili con le caratteristiche previste dall’art. 1 della L. n. 68/1999.

Obbligo di assunzione e richiesta di avviamento

Una volta accertato l’obbligo di assunzione dei disabili, le aziende interessate devono rispettare i termini imposti dalla norma per procedere alle assunzioni previste in base alle rispettive dimensioni aziendali.

La regola generale prevede che il datore di lavoro debba presentare agli uffici competenti la richiesta di assunzione obbligatoria entro 60 giorni dalla data in cui sorge l’obbligo stesso.

Sussistono, tuttavia, alcuni regimi particolari in funzione delle dimensioni dell’organico aziendale, come di seguito verrà precisato.

Aziende da 15 a 35 dipendenti

Per i datori di lavoro che occupano da quindici a trentacinque dipendenti, l’obbligo di assunzione insorgerà in automatico al raggiungimento di 15 lavoratori dipendenti

Pertanto, con effetto dal 1 gennaio 2018, la precedente disciplina, laddove era previsto che l’assunzione di un lavoratore disabile, nelle aziende che raggiungono un organico da 15 a 35 unità scattasse solo nel caso di una nuova assunzione, è stata ora abrogata.

Avviamento nella pubblica amministrazione

Le amministrazioni pubbliche, aziende ed enti pubblici devono effettuare le assunzioni per chiamata numerica degli iscritti nelle liste di collocamento, previa verifica della compatibilità della invalidità con le mansioni da svolgere.

Per quanto riguarda, invece, le assunzioni del coniuge superstite e dei figli del personale delle Forze Armate, delle Forze dell’Ordine, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e del personale della Polizia Municipale, deceduto nell’espletamento del servizio, nonché delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata di cui alla L. n. 466/1980, queste avvengano per chiamata diretta nominativa.

Pertanto, per i datori di lavoro pubblici l’assunzione nominativa può avvenire unicamente in forza della stipulazione di convenzioni, ai sensi di quanto previsto dall’art. 11, L. n. 68/1999.

Chiamata con avviso pubblico Accanto allo strumento della richiesta di assunzione si colloca lo strumento, previsto dal comma 5 dell’art. 9, L. n. 68/1999, della «chiamata con avviso pubblico», che deve essere attivata su iniziativa degli uffici competenti e può essere circoscritta a specifici settori o a singoli ambiti territoriali, secondo una graduatoria limitata alle adesioni pervenute.

Esempio

Se l’azienda Alfa di 15 dipendenti, in data 10.4.13, decide di assumere un ulteriore dipendente a tempo indeterminato (il sedicesimo), la società dovrà effettuare la richiesta di assunzione del lavoratore disabile entro il 9 giugno 2014 (12 mesi + 60 giorni successivi al 10 aprile 2013).