Assunzioni obbligatorie: categorie protette

Soggetti disabili

L’ambito soggettivo di applicazione della L. n. 68/1999 riguarda le seguenti categorie di disabili (art. 1, L. n. 68/1999) il cui tipo di minorazione fisica o psichica deve essere accertata in base ai criteri adottati da una specifica commissione medica competente:

Disabili Tipo di minorazione fisica o psichica Organo accertante
Invalidi civili Persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%

Persone la cui capacità di lavoro, in occupazioni confacenti alle loro attitudini, sia ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo

Commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile istituite presso le ASL (art. 4L. n. 104/1992), integrata da un medico dell’INPS quale componente effettivo
Invalidi del lavoro (a seguito di infortunio sul lavoro o malattia professionale) Persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33% INAIL in base alle disposizioni vigenti
Non vedenti o sordomuti Si intendono per non vedenti coloro che sono colpiti da cecità assoluta o hanno un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi, con eventuale correzione.

Si intendono per sordomuti coloro che sono colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata

Commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile istituite presso le ASL (art. 4L. n. 104/1992), integrata da un medico dell’INPS quale componente effettivo
Invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio Con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con D.P.R. n. 915/1978 Commissione medica per le pensioni di guerra

Soggetti equiparati

Indipendentemente dal grado di disabilità e dallo stato di disoccupazione, godono del diritto al collocamento obbligatorio, con diritto di precedenza rispetto ad ogni altra categoria e con preferenza a parità di titoli, i seguenti soggetti:

  • orfani e coniuge superstite di coloro che sono deceduti per l’aggravarsi delle mutilazioni o infermità che hanno dato luogo al trattamento di rendita da infortunio sul lavoro, nei limiti indicati dall’art. 18, comma 2, L. n. 68/1999;
  • vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, nonché il coniuge e i figli superstiti, ovvero i fratelli conviventi e a carico qualora siano gli unici superstiti, dei soggetti deceduti o resi permanentemente invalidi (art. 1, comma 2, L. 23 novembre 1998, n. 407) purché siano rispettate le condizioni di cui all’art. 1, L. n. 302/1990;
  • magistrati, militari ed agli agenti di Pubblica Sicurezza, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, che abbiano riportato un’invalidità permanente superiore all’80% o che comunque abbia comportato la cessazione del rapporto d’impiego, in conseguenza di eventi connessi all’espletamento delle loro funzioni o dipendenti dai rischi specificamente attinenti alle operazioni di polizia o alle attività di soccorso (art. 82, comma 1, L. n. 388/2000; artt. 1 e 3L. n. 466/1980), ovvero, se deceduti, i loro familiari superstiti.

Soggetti divenuti invalidi nel corso del rapporto

Qualora il lavoratore sia divenuto inabile allo svolgimento delle proprie mansioni durante il rapporto di lavoro, indipendentemente dall’origine professionale o meno della sopravvenuta invalidità, i datori di lavoro (pubblici e privati) sono tenuti a garantire la conservazione del posto di lavoro.

Se la sopravvenuta menomazione non sia compatibile con le mansioni precedentemente svolte, il lavoratore ha diritto ad essere adibito ad altre mansioni confacenti con la sua condizione, possibilmente equivalenti ovvero in mancanza – in deroga al principio dell’equivalenza delle mansioni ex art. 2103 c.c. – anche a mansioni inferiori con mantenimento del trattamento economico, se più favorevole (cfr. art. 42, comma 1, D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81).

La delega nel Jobs Act

La L. 10 dicembre 2014, n. 183 ha delegato il Governo ad adottare entro sei mesi (su proposta del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni) uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive.

Nell’esercizio della delega il Governo deve attenersi ad una serie di princìpi e criteri direttivi: in particolare, per quanto riguarda le categorie protette, la razionalizzazione e revisione delle procedure e degli adempimenti in materia di inserimento mirato delle persone con disabilità di cui alla L. 12 marzo 1999, n. 68 , e degli altri soggetti aventi diritto al collocamento obbligatorio, al fine di favorirne l’inclusione sociale, l’inserimento e l’integrazione nel mercato del lavoro, avendo cura di valorizzare le competenze delle persone.

La delega ha trovato attuazione con il D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 151, che ha introdotto una serie di modifiche alla L. n. 68 del 1999 al fine di razionalizzare e semplificare l’inserimento mirato delle persone con disabilità. Delle modifiche si dà conto in tutte le guide dedicate alle assunzioni obbligatorie.