Apprendistato per disoccupati,

E’ una forma di apprendistato professionalizzante destinata alle persone che percepiscono un trattamento di sostegno al reddito collegato alla perdita del lavoro.

Il nuovo contratto può essere utilizzato per tutte le persone che beneficiano di un trattamento contro la disoccupazione oppure di un trattamento di mobilità; per questa ultima platea la legge usa un criterio più restrittivo della normativa precedente, che faceva riferimento a tutte le persone iscritte nelle liste di mobilità (e non solo a quelle che, oltre ad essere iscritte, percepiscono anche un trattamento di mobilità, come prevede la norma attuale).

Per queste persone l’apprendistato potrà essere stipulato a prescindere dall’età anagrafica, e quindi in deroga alla soglia dei 29 anni; questa deroga si giustifica, secondo la legge, in quanto il contratto ha lo scopo di agevolare la ”qualificazio-ne o riqualificazione professionale” dei lavoratori rimasti privi di occupazione.

Un’altra eccezione rispetto alla disciplina ordinaria dell’apprendistato professionalizzante riguarda la disciplina applicabile per interrompere il rapporto di lavoro: il datore di lavoro non può esercitare la facoltà di disdetta al termine del periodo formativo, ma deve applicare le regole ordinarie in materia di licenzia-menti individuali.

Anche la durata degli incentivi contributivi è disciplinata in maniera particolare: in caso di conferma in servizio, non spetta la proroga di un anno della contribuzione agevolata, riconosciuta negli altri casi.

Sempre in tema di regime contributivo, va ricordato che al momento l’aliquota a carico del datore è ferma al 10%, ma tale valore cambierà dopo il 31 dicembre 2016.

Fatte salve queste eccezioni, per gli apprendisti percettori di mobilità o disoccupazione valgono tutte le altre regole previste per l’apprendistato professionalizzante, a partire da quelle che consentono il sottoinquadramento, sino a quelle che disciplinano i limiti quantitativi e i criteri di computo degli apprendisti.