Annunci di ricerca di personale: divieto di discriminazione

La ricerca di personale va fatta anche nel rispetto delle regole antidiscriminatorie.

Sono infatti vietate le discriminazioni dirette e indirette fondate sul sesso per quanto riguarda l’accesso al lavoro, in forma subordinata, autonoma o in qualsiasi altra forma.

La discriminazione è vietata  sia nella fase dell’annuncio, sia al momento della selezione del personale, se viene attuata con una delle seguenti modalità:

– riferimento allo stato matrimoniale o di famiglia o di gravidanza;

– meccanismi di preselezione ovvero a mezzo stampa o con qualsiasi altra forma pubblicitaria che indichi come requisito professionale l’appartenenza all’uno o all’altro sesso.

Le deroghe al divieto sono ammesse solo per mansioni di lavoro particolarmente pesanti individuate attraverso la contrattazione collettiva.

Negli annunci la prestazione richiesta deve essere accompagnata dalle parole “dell’uno o dell’altro sesso ad eccezione di quelle attività per le quali il riferimento al sesso costituisca requisito essenziale per la natura del lavoro o della prestazione.

La violazione del divieto è sanzionata penalmente, con l’applicazione di un’ammenda di importo variabile da euro 103 a euro 516.

Passando poi ad altre forme discriminatorie, sono vietati gli annunci per la ricerca di personale che rechino l’esposizione delle seguenti caratteristiche: religione, convinzioni personali, handicap, età e orientamento sessuale  o fondate sulla razza e sull’origine etnica.

Non costituiscono invece atti di discriminazione quelle differenze di trattamento giustificate dalla natura di un’attività lavorativa, o quando la razza e l’origine costituiscono un requisito essenziale e determinante ai fini dello svolgimento dell’attività medesima