Adolescenti (diritti)

Occorre distinguere l’uso comune del termine e il vocabolo propriamente inteso nei settori della consulenza e del diritto del lavoro.

Nel linguaggio comune l’adolescenza è il tratto dell’età evolutiva della persona che segna la transizione dallo stato infantile a quello dell’individuo adulto.

In ambito giuridico, per adolescente si intende in particolare il minore di età compresa tra i 15 ed i 18 anni.

In virtù delle disposizioni introdotte dalla legge finanziaria del 2007, gli adolescenti non più soggetti all’obbligo scolastico sono quelli che abbiano compiuto i 16 anni (precedentemente era 15).

L’instaurazione di un rapporto di lavoro con un soggetto appartenente a questa categoria rientra nella disciplina del lavoro minorile per cui si richiedono obbligatoriamente due requisiti: il compimento dell’età minima espressamente prevista dalla legge e l’assolvimento dell’obbligo scolastico.

In caso di cittadino extracomunitario per l’adolescente è ulteriormente obbligatorio il possesso di regolare permesso di soggiorno.

Orario di lavoro. Il minore non può superare le 8 ore giornaliere e le 40 ore settimanali; non sono previsti straordinari, salvo il caso in cui il contratto di lavoro preveda un orario settimanale inferiore alle 40 ore, e nel caso, lo straordinario non potrà far superare la soglia delle 40 ore settimanali.

Riposi. Il lavoro del minore non può durare, senza interruzione, più di 4 ore e mezza. Qualora l’orario di lavoro giornaliero superi le 4 ore e mezza, deve essere interrotto da un riposo intermedio della durata di almeno un’ora, riducibile a mezz’ora dai contratti collettivi o, in mancanza, dalla Direzione Provinciale del lavoro, quando il lavoro non presenti caratteri di pericolosità o gravosità.

Lavoro notturno. Il lavoro notturno minorile si intende quello svolto per un periodo di almeno 12 ore consecutive tra le ore 22 e le ore 6 o tra le ore 23 e le ore 7.

E’ possibile adibire un minore al lavoro notturno quando: abbia compiuto almeno i 16 anni; l’utilizzo avvenga per il tempo strettamente necessario a rimuovere l’impedimento al funzionamento dell’azienda; la lavorazione da affidare al minorenne sia temporanea e non ammetta ritardi; per svolgere i compiti necessari alla rimozione della causa di forza maggiore non siano disponibili lavoratori adulti.

Il datore di lavoro è tenuto a darne immediata comunicazione alla Dpl, indicando la causa ritenuta di forza maggiore, i nominativi dei minori eventualmente impiegati e le ore per cui sono stati impiegati.

Al minore spettano i riposi compensativi, da fruire entro 3 settimane, e le maggiorazioni retributive per la prestazione effettuata.

Riposo settimanale. I minori hanno diritto ad un riposo settimanale di almeno due giorni, se possibile consecutivi e comprendenti la domenica. Tale riposo può essere ridotto in presenza di comprovate ragioni di ordine tecnico e organizzativo, ma non può comunque essere inferiore a 36 ore consecutive.

Ferie. La disciplina delle ferie per agli adolescenti è analoga a quella prevista per la generalità degli altri lavoratori. Per i bambini autorizzati al lavoro, secondo quanto precedentemente esposto, hanno diritto ad un periodo annuale di ferie non inferiore a 30 giorni.

Maternità e paternità. In fatto di maternità la disciplina è identica a quella prevista per la generalità delle altre lavoratrici.