Assemblea sindacale

Nel 1968-69 il diritto di assemblea nei luoghi di lavoro viene conquistato nel corso di fortissime  lotte aziendali: i sindacalisti vengono portati oltre i cancelli, infrangendo un divieto aziendale consolidato da lungo tempo.

I successivi accordi contrattuali riconobbero il diritto di assemblea nel luogo di lavoro durante l’orario e con la partecipazione dei sindacalisti.

Questo diritto costituisce una forma di partecipazione diretta ai problemi di interesse sindacale e del lavoro che possono essere dibattuti e risolti direttamente dai lavoratori riuniti in assemblea sui luoghi di lavoro.

Non si tratta di un qualsiasi diritto di riunione, ma di una vera e propria manifestazione di democrazia diretta, di uno strumento di espressione diretta della collettività aziendale e al contempo, strumento di collegamento degli organismi di rappresentanza con la più ampia base dei lavoratori, al di là della sfera degli associati.

Un riconoscimento che spetta a tutti indistintamente, iscritti e non iscritti al sindacato, giacché presupposto del diritto è la mera sussistenza del rapporto di lavoro e ponendosi dunque  come corpus deliberante dei lavoratori per le decisioni che li riguardano in prima persona.

L’assemblea rappresenta soprattutto un momento d’informazione, di formazione politico-sindacale e di decisione e non un mero momento di dibattito e di democratica partecipazione dei lavoratori.

L’indizione dell’assemblea. La RSU può indire l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici da sola, oppure con uno o più sindacati rappresentativi del comparto. Mentre i singoli componenti la RSU non possono indire assemblee del personale, neanche congiuntamente con organizzazioni sindacali rappresentative. Ovviamente il diritto di indire l’assemblea spetta anche alle Organizzazioni Sindacali rappresentative.

Possono essere indette assemblee che riguardino la generalità dei dipendenti o gruppi di essi, con specifico ordine del giorno su materie di interesse sindacale. Rientrano in tale espressione tutti gli argomenti che il sindacato assume in rapporto ai propri obiettivi.

Le lavoratrici e i lavoratori  hanno diritto di partecipare , durante l’orario di lavoro, ad assemblee Sindacali in idonei locali concordati con l’amministrazione, per 10 ore annue (ovvero un numero di ore più alto se previsto dal CCNL) pro capite senza decurtazione della retribuzione. È da specificare che il monte ore non è attribuito alle OO.SS. o alle RSU, titolari solo del diritto di convocare le assemblee, ma ai singoli dipendenti, ciascuno dei quali può decidere se e quando utilizzarlo per parteciparvi.

La convocazione, la sede, l’orario, l’ordine del giorno e l’eventuale partecipazione di dirigenti sindacali esterni sono comunicate all’ufficio gestione del personale con preavviso scritto almeno tre giorni prima.

Eventuali condizioni eccezionali e motivate che comportassero l’esigenza per l’amministrazione di uno spostamento della data dell’assemblea devono essere da questa comunicate per iscritto entro 48 ore prima alle rappresentanze sindacali promotrici.

La rilevazione dei partecipanti e delle ore di partecipazione di ciascuno all’assemblea è effettuata dai responsabili delle singole unità operative e comunicata all’ufficio per la gestione del personale.

Nei casi in cui l’attività lavorativa sia articolata in turni, l’assemblea è svolta di norma all’inizio o alla fine di ciascun turno di lavoro. Analoga disciplina si applica per gli uffici con servizi continuativi aperti al pubblico.

Durante lo svolgimento delle assemblee deve essere garantita la continuità delle prestazioni indispensabili nelle unità operative interessate secondo quanto previsto dai singoli accordi di comparto.