Aspettativa facoltativa per maternità

Oltre a tale astensione obbligatoria e all’astensione facoltativa, retribuiti i vario modo (Vedi Maternità va aggiunto l’istituti dell’aspettativa facoltativa per maternità.

Va anzitutto precisato che come tutte le aspettative anche quella di maternità non viene retribuita ed il lavoratore ha diritto solo alla conservazione del posto per tutto il periodo dell’aspettativa.

L’aspettativa non retribuita può essere richiesta fino al compimento del primo anno di vita del bambino.

Il genitore che ne voglia usufruire deve farne domanda al proprio datore di lavoro che può decidere di concederla o meno.

La domanda deve essere motivata e, se possibile, corredata da idonea documentazione. L’accoglienza della domanda da parte del datore di lavoro è totalmente discrezionale. Il suo unico obbligo, una volta concessa l’aspettativa, è mantenere intatto il posto di lavoro del dipendente in aspettativa.

Chi può chiederla

  • le madri lavoratrici dipendenti con contratto di lavoro in essere;
  • i padri lavoratori dipendenti con contratto di lavoro in essere.

Il lavoratore in aspettativa non ha diritto ad alcuna retribuzione, né al versamento dei contributi previdenziali.

Ha però diritto, in sede pensionistica, a riscattare tale periodo ai fini contributivi, oppure, in alternativa, può decidere di coprire il periodo di assenza da lavoro con il versamento dei contributi previdenziali volontari (di tasca propria).

Inoltre, il periodo di “non attività” non concorre alla maturazione dell’anzianità di servizio. In altre parole, l’aspettativa di maternità è come un periodo di totale sospensione, volto solo al mantenimento del posto di lavoro.

Durante il periodo di aspettativa, infine, il lavoratore non può svolgere nessun altro tipo di attività lavorativa, pena il licenziamento.