Astensione anticipata dal lavoro per maternità

L’anticipazione può essere disposta in base ad accertamento medico (di competenza della ASL), l’astensione dal lavoro fino all’inizio del periodo di astensione obbligatoria (2 mesi prima della data presenta del parto) per uno o più periodi, per un lasso di tempo determinato dalla ASL stessa, quando si verificano le seguenti circostanze:

  • gravi complicanze della gestazione e preesistenti forme morbose che si presumano possano essere aggravate dalla gravidanza
  • quando le condizioni di lavoro e ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino 
  • quando la lavoratrice non possa essere ad altre mansioni

È inoltre fatto divieto di adibire al lavoro le lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento in attività che implicano l’esposizione ad agenti chimici o biologici ed a condizioni di lavoro insalubri.
Procedura. A partire dal 1° aprile 2012 la competenza al rilascio dell’autorizzazione per l’astensione anticipata dal lavoro per maternità è suddivisa tra Asl e Direzione territoriale del Lavoro. L’Asl avrà competenza nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza e la decretazione avverrà secondo modalità che saranno definite nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni. La Direzione territoriale del Lavoro continuerà ad avere competenza per le altre due ipotesi e precisamente:

  • gravi complicanze della gestazione e preesistenti forme morbose che si presumano possano essere aggravate dalla gravidanza
  • quando le condizioni di lavoro e ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino 
  • quando la lavoratrice non possa essere ad altre mansioni

La nuova normativa entra in vigore il 1° aprile 2012. Sino a tale data la competenza continuerà ad essere della Direzione Territoriale del Lavoro per tutti i casi previsti.
Una circolare del ministero del Lavoro ha precisato che restano di competenza della Direzione territoriale del Lavoro le richieste di maternità anticipate per motivi “di salute” definibili entro il 31 marzo 2012, rimandando alla competenza delle Asl le domande destinate ad essere definite con provvedimenti da emanarsi dal 1° aprile 2012.
Periodo. Sulla base dell’accertamento medico la DPL/ASL dispone l’interdizione dal lavoro:

  • Fino all’inizio di astensione obbligatoria

oppure

  • ragione del divieto di adibizione a lavori faticosi e insalubri, oppure per motivi organizzativi e produttivi

Proroga. L’astensione obbligatoria può essere prorogata sino a 7 mesi dopo il part, qualora la lavoratrice addetta a lavori pericolosi, insalubri e faticosi, non possa essere spostata ad altre mansioni.
Principali lavorazioni vietate:

  • Per tutto il periodo di astensione concesso in * Lavori indicati nella tabella di cui al DPR 303/56 per i quali vige l’obbligo delle visite mediche preventive e periodiche: Dall’inizio della gravidanza alla fine del 7° mese dopo il parto.
  • Lavori previsti dagli art. 1 e 2 DPR 432/76 Lavori che espongono a malattie professionali di cui agli allegati 4 e 5 del DPR 1124/65: Durata la gestazione e fino alla fine del 7° mese dopo il parto
  • Lavori esposti a radiazioni ionizzanti: Durata la gestazione e fino alla fine del 7° mese dopo il parto
  • Lavori su scale, impalcature mobili e fisse e lavoro di manovalanza pesante: Durata la gestazione e fino alla fine del 7° mese dopo il parto
  • Lavori che comportano la permanenza in piedi per più della metà dell’orario di lavoro o che obbligano ad una posizione affaticante: Durante la gestazione e fino al termine del periodo di interdizione al lavoro
  • Lavori con macchine mosse a pedale o comandate a pedale, con ritmo frequente o perché esiga molto sforzo: Durante la gestazione e fino al termine del periodo di interdizione al lavoro
  • I lavori di cura e assistenza degli infermi nei sanatori, nei reparti di malattie infettive, nei reparti di malattie nervose e mentali: Durante la gestazione e fino al termine del periodo di interdizione al lavoro
  • Esposizione ad agenti chimici, fisici, biologici: Per tutto il periodo della gestazione. Durante la gestazione e per il periodo di allattamento fino a sette mesi dopo il parto

Casi particolari. Limitatamente alla lavoratrice madre, sussistono alcune situazioni particolari nei quali il rapporto di lavoro è già cessato o è sospeso, con effetti diversi sull’astensione obbligatoria.

  1. La lavoratrice che, all’inizio del periodo di astensione obbligatoria, è sospesa dal lavoro o assente dal lavoro senza retribuzione ad esempio in aspettativa per motivi personali) ha diritto ugualmente all’indennità di maternità, purché tra l’inizio della sospensione o dell’assenza e l’inizio della maternità non siano trascorsi più di 60 giorni.
  2. L’indennità di maternità viene riconosciuta anche quando il rapporto di lavoro sia cessato per una delle seguenti cause, che si verificano durante l’astensione:
  1. Licenziamento a seguito di cessazione dell’attività dell’azienda
  2. Risoluzione del rapporto di lavoro alla scadenza del contratto a termine
  • In caso di disoccupazione l’indennità di maternità è riconosciuta all’inizio dell’astensione obbligatoria, purché tra le date di inizio dello stato di disoccupazione e del periodo di astensione non siano trascorsi più di 60 giorni
  • La lavoratrice apprendista, se disoccupata da oltre 60 giorni, ha diritto all’indennità di maternità

Dimissioni. Nel caso di dimissioni presentate dalla lavoratrice durante la gravidanza e dalla lavoratrice o del lavoratore (che abbia fruito del congedo di paternità) durante il primo anno di vita del bambino non sono tenuti a dare il preavviso. La richiesta di dimissioni deve essere convalidata dal Servizio di Ispezione della direzione Provinciale del lavoro.
Retribuzione. Il trattamento economico erogato durante la maternità anticipata è identico a quello concesso per la maternità obbligatoria: 80% per le lavoratrici dei settori privati, 100% per le lavoratrici pubbliche. Nel caso di lavoratrici parasubordinate l’indennità di maternità è calcolata, per ciascuna giornata del periodo indennizzabile, comprese le festività, in misura pari all’80% di 1/365 del reddito medio annuo derivante da attività di collaborazione coordinata e continuativa o libero professionale, nel periodo di riferimento.