Lavoratrice a part-time e maternità

Per le lavoratrici a part-time, sia orizzontale, verticale o ciclico, valgono tutte le disposizioni stabilite dalla legge, ad eccezione dei riposi giornalieri per l’allattamento del bambino che è solo di un’ora quando l’orario giornaliero è inferiore a 6 ore.
In caso di part-time verticale il periodo massimo concedibile non viene riproporzionato ed i permessi sono computati con le medesime modalità utilizzate per il personale a tempo pieno.
Pertanto i primi trenta giorni interamente retribuiti di congedo parentale per astensione facoltativa, o di permesso per malattia del figlio, si considerano tenendo conto di tutti i giorni di calendario ricadenti all’interno del periodo richiesto.
In caso di fruizione frazionata, il periodo di congedo verrà calcolato partendo dal primo giorno lavorativo e concludendo con l’ultimo giorno lavorativo precedente all’effettivo rientro in servizio.
Congedi parentali: opzione in part-time. Il lavoratore, per una sola volta, ha la facoltà di optare, in luogo del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora spettante, ad una trasformazione a tempo parziale con riduzione dell’orario del lavoro non superiore al 50%. Il datore è obbligato ad effettuare la trasformazione entro 15 giorni