Diritto all’istruzione e riconoscimento dei titoli di studio degli stranieri

Diritto all’istruzione e inserimento nella scuola. Il diritto all’istruzione dei minori stranieri può prescindere dalla regolarità del soggiorno in Italia. I minori stranieri presenti sul territorio italiano, infatti, sono soggetti all’obbligo scolastico e “hanno diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani”, cioè indipendentemente dal possesso di un permesso di soggiorno. I cittadini stranieri maggiorenni, invece, devono dimostrare la regolarità del soggiorno per poter frequentare
Visto di ingresso per studio. Consente l’ingresso in Italia, ai fini di un soggiorno di lunga durata, ma a tempo determinato, in base allo straniero che intenda seguire: corsi universitari, presso università italiane, università vaticane, università straniere presenti in territorio nazionale o università private

  • corsi di studio negli istituti di istruzione secondaria superiore o corsi di istruzione e formazione tecnica superiore (studenti maggiorenni)
  • corsi di studio presso istituti e scuole nazionali che rientrino nell’ambito di programmi di scambi e iniziative culturali (studenti minorenni, ma comunque maggiori di anni 14), 
  • stranieri chiamati a partecipare ad attività previste nel quadro di programmi di assitenza e cooperazione del Governo italiano
  • attività culturali e di ricerca avanzata
  • tirocini formativi
  • corsi di formazione professionale, finalizzati al riconoscimento di una qualifica, o comunque, alla certificazione delle competenze acquisite, di durata non superiore a 24 mesi, nell’ambito delle quote determinate con Decreto del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali;
  • corsi superiori di studio, diversi dai casi precedenti, ma coerenti con la precedente formazione della quale si dimostri l’avvenuta acquisizione nel Paese di provenienza 

I requisiti e le condizioni per l’ottenimento del visto sono:

documentate garanzie circa il corso di studio, di formazione professionale o il corso finanziato dal governo italiano da seguire, ovvero l’attività culturale o di ricerca da svolgere;
adeguate garanzie circa i mezzi di sostentamento 
polizza assicurativa per cure mediche e ricoveri ospedalieri, salvo accordi o convenzioni con i Paesi d’origine; 
disponibilità di un alloggio, mediante prenotazione alberghiera o dichiarazione di ospitalità, prestata da cittadino dell’U.E. o straniero regolarmente residente in Italia;
età maggiore di anni 14

Non è invece richiesto il visto d’ingresso per studio agli stranieri in possesso di un permesso di soggiorno per motivi di studio rilasciato da uno degli Stati Membri dell’Unione Europea, che abbiano iniziato un percorso di studi in tale Paese e intendano proseguirlo o integrarlo per un periodo superiore ai tre mesi in Italia, purchè abbiano i requisiti generali richiesti per il soggiorno in Italia. Lo studente, in questo caso, deve dimostrare di far parte di un programma di scambio comunitario o bilaterale con il proprio Paese d’origine, o di essere stato autorizzato a soggiornare in uno Stato dell’Unione Europea per almeno due anni.
Per quanto concerne le attività di studio che comportino l’esercizio di attività sanitaria è richiesto il preventivo riconoscimento del titolo di studio da parte del Ministero della Salute. Il visto per studio può inoltre essere rilasciato, per il periodo necessario, allo straniero che abbia conseguito il diploma di laurea presso una università italiana, per sostenere gli esami di abilitazione all’esercizio professionale.
La domanda. I cittadini stranieri non residenti in Italia dovranno presentare domanda di pre – iscrizione  all’Ateneo scelto presso la rappresentanza italiana del paese d’origine, allegando i documenti e utilizzando i moduli reperibili nel sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che si trova linkato qui. Nel caso in cui la domanda venga accettata, va richiesto il visto d’ingresso, dimostrando i requisiti elencati ai punti precedenti. Una volta avvenuto l’ingresso in Italia, per perfezionare l’ammissione all’Università scelta, sarà necessario sostenere un esame di conoscenza della lingua italiana. Gli studenti che vogliano iscriversi ad un corso di laurea a numero chiuso dovranno, inoltre, comunque sostenere le prove di ammissione al relativo corso di laurea.
Attività diverse rispetto alla formazione universitaria. In questo caso è necessario rivolgersi direttamente alla Rappresentanza Diplomatico-Consolare italiana del paese di residenza con la documentazione relativa alle attività da svolgere in Italia (oltre ai documenti normalmente richiesti relativi alle fonti di mantenimento, alla copertura sanitaria e alla sistemazione alloggiativa). La documentazione verrà valutata dalla Rappresentanza italiana, anche in base al percorso formativo-curriculare del richiedente e all’offerta formativa presente nel Paese di residenza.
Permesso di soggiorno per studio. Entro 8 giorni dal suo ingresso in Italia il cittadino straniero deve chiedere il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di studio alla Questura territorialmente competente per domicilio. Nelle more del rilascio del primo permesso di soggiorno il cittadino sarà considerato regolarmente soggiornante nel territorio con il visto d’ingresso nel passaporto e la ricevuta dell’assicurata rilasciata dallo sportello postale in cui si spedisce il kit.
Permesso di soggiorno per studio consente di svolgere attività lavorativa. Il permesso di soggiorno per studio, con il relativo visto d’ingresso per motivi di studio consente lo svolgimento di lavoro subordinato per un tempo non superiore a 20 ore settimanali, continuative per 52 settimane, oppure cumulate, per un limite massimo di 1040 ore in un anno. Diversa è la situazione dei titolari di permesso di soggiorno per studio, ma che hanno soggiornato in Italia fino ai 18 anni per motivi familiari: in questo caso non ci sono limiti di orario per lo svolgimento dell’attività lavorativa (al momento del rinnovo, il permesso di soggiorno rilasciato sarà corrispondente all’attività effettivamente svolta). E’ inoltre consentito lo svolgimento di attività di lavoro autonomo. In ogni caso, inoltre, i minori stranieri, che siano titolari di permesso di soggiorno per motivi di studio o per motivi di famiglia, per svolgere attività lavorativa devono aver compiuto 16 anni e dimostrare di aver assolto l’obbligo scolastico, pari a 10 anni. Nel caso in cui l’obbligo scolastico sia stato assolto all’estero è necessario produrre la  documentazione scolastica che lo certifichi:

·         Ultima pagella, nel caso in cui il percorso di studi non sia stato portato a termine, ma siano stati comunque raggiunti i 10 anni di frequenza scolastica (es. la ripetizione di un anno);
oppure
·         Diploma conclusivo del corso di studi.