Assistenza sanitaria extracomunitari

Assistenza sanitaria ai cittadini stranieri non iscritti al servizio sanitario nazionale.  L’assistenza sanitaria ai cittadini stranieri che non sono iscritti al Servizio Sanitario Nazionale è garantita in modo diverso a seconda che si tratti di:
a) Stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale. Gli stranieri possono comunque usufruire delle prestazioni sanitarie erogate dal S.S.N. previo pagamento delle stesse, sulla base delle tariffe predeterminate dalle Regioni che le erogano, fatto salvo quanto previsto dai trattati ed accordi internazionali bilaterali o multilaterali stipulati dall’Italia con il Paese di origine del cittadino extracomunitario.
Vengono quindi assicurate:

  1. le prestazioni urgenti per le quali vanno corrisposte le tariffe previste al momento delle dimissioni; 
  2. le prestazioni sanitarie di elezione previo pagamento delle relative tariffe.

b) Stranieri non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno. Agli stranieri non regolarmente soggiornanti sono assicurate, nelle strutture pubbliche e private accreditate del S.S.N., le seguenti prestazioni sanitarie:

  1. cure ambulatoriali ed ospedaliere, urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio; 
  2. interventi di medicina preventiva e prestazioni di cura ad essi correlate, e precisamente: 
  • tutela della gravidanza e della maternità; 
  • tutela della salute del minore; 
  • vaccinazioni secondo la normativa e nell’ambito di interventi di prevenzione collettiva autorizzati dalle profilassi, diagnosi e cura delle malattie infettive ed eventuale bonifica dei relativi focolai. 

Le prestazioni sono erogate senza oneri a carico degli stranieri irregolari qualora privi di risorse economiche sufficienti. Lo straniero indigente, non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno, è esonerato dalla quota di partecipazione alla spesa, in analogia con il cittadino italiano, per quanto concerne: le prestazioni sanitarie di primo livello, le urgenze, lo stato di gravidanza, le patologie esenti o i soggetti esenti in ragione dell’età o in quanto affetti da gravi stati invalidanti.
L’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero senza un regolare permesso di soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione alle autorità, salvo nei casi in cui la comunicazione sia obbligatoria (obbligo di referto).

Trattandosi di soggetti privi di un regolare permesso di soggiorno sussiste una difficoltà oggettiva in merito alla loro individuazione al fine di sapere, di volta in volta, quali tipi di prestazioni sono già state erogate a favore degli stessi.
Per superare suddetta difficoltà è stato creato il codice regionale identificativo per lo straniero temporaneamente presente (STP) composto di 16 caratteri che consente di identificare la regione e l’ente erogante a partire dalla prima prestazione.
Tale codice è riconosciuto a livello nazionale e permette altresì la rendicontazione per la richiesta del rimborso spese all’A.S.L. competente o al Ministero degli Esteri da parte degli enti eroganti qualora il soggetto irregolare, che necessita di cure, risulti indigente.
Il Testo Unico stabilisce uno speciale permesso di soggiorno “per cure mediche” a favore delle cittadine straniere, non regolarmente soggiornanti, che dimostrino lo stato di gravidanza e fino ai sei mesi successivi alla nascita del figlio.
La durata del permesso di soggiorno rilasciato in forma cartacea corrisponderà allo status attestato, mediante idonea certificazione sanitaria, ed alla scadenza non è possibile il rinnovo salvo casi eccezionali.
Tale permesso può essere rilasciato anche al padre allegando, oltre ai documenti già indicati, anche il certificato di matrimonio tradotto e legalizzato.
Questo tipo di permesso di soggiorno non consente lo svolgimento di attività lavorativa.

Ingresso in Italia per motivi di cura visto di ingresso per motivo di cure mediche

Ai fini del rilascio del visto per cure mediche da parte della Rappresentanza diplomatica o consolare territorialmente competente deve essere presentata dall’interessato o da un familiare del paziente la seguente documentazione: 

  • dichiarazione della struttura sanitaria italiana prescelta che indichi il tipo di cura, la data di inizio e la durata presumibile della stessa; 
  • attestazione dell’avvenuto deposito, a favore della struttura prescelta, di una cauzione pari al 30% del costo complessivo presumibile delle prestazioni richieste; 
  • documentazione comprovante, anche attraverso la dichiarazione di un garante, la disponibilità in Italia di risorse sufficienti per l’integrale pagamento delle spese sanitarie, di vitto e alloggio, fuori dalla struttura sanitaria, e di rimpatrio per l’assistito e per l’eventuale accompagnatore; 
  • certificazione sanitaria che attesta la patologia del richiedente il visto, corredata di traduzione in lingua italiana. 

Trasferimento in italia per cure mediche nell’ambito di interventi umanitari

I cittadini stranieri residenti in Paesi privi di strutture sanitarie idonee possono essere autorizzati all’ingresso per cure in Italia, da parte del Ministero della Sanità, di concerto con il Ministero degli Affari Esteri. Il Ministero della Sanità, sulla base della documentazione acquisita, provvede ad individuare le strutture che si ritengono idonee all’erogazione delle prestazioni sanitarie richieste ed a rimborsare direttamente alle stesse l’onere delle relative prestazioni sanitarie. Non si possono rimborsare le spese di viaggio e di soggiorno al di fuori della struttura sanitaria.

Trasferimento in italia per cure mediche nell’ambito di programmi di intervento umanitario delle regioni.

I cittadini stranieri residenti in Paesi privi di strutture sanitarie idonee possono essere autorizzati all’ingresso per cure in Italia, da parte del Ministero della Sanità, di concerto con il Ministero degli Affari Esteri. Il Ministero della Sanità, sulla base della documentazione acquisita, provvede ad individuare le strutture che si ritengono idonee all’erogazione delle prestazioni sanitarie richieste ed a rimborsare direttamente alle stesse l’onere delle relative prestazioni sanitarie.
Non si possono rimborsare le spese di viaggio e di soggiorno al di fuori della struttura sanitaria. 

Trasferito in italia per cure mediche nell’ambito di programmi di intervento umanitario delle regioni.

Le Regioni autorizzano le Aziende Sanitarie Locali e le Aziende Sanitarie Ospedaliere ad erogare prestazioni di alta specializzazione, che rientrino in programmi assistenziali approvati dalle Regioni, a favore di: 

  • cittadini provenienti da Paesi extracomunitari nei quali non esistono o non sono facilmente accessibili competenze medico-specialistiche per il trattamento di specifiche, gravi patologie e non sono in vigore accordi di reciprocità relativi all’assistenza sanitaria; 
  • cittadini di Paesi la cui particolare situazione contingente non rende attuabili, per ragioni politiche, militari o di altra natura, gli accordi in vigore per l’erogazione dell’assistenza sanitaria da parte del Servizio Sanitario Nazionale. 

Consultori familiari

I consultori familiari sono strutture pubbliche che assistono gratuitamente le donne e i minori e organizzano attività individuali, di coppia e di gruppo per il benessere della famiglia. In particolare si occupano di:

  • assistenza alle donne in gravidanza; 
  • assistenza alle donne che decidono di interrompere la gravidanza; * assistenza ginecologica di base per patologie connesse alla sessualità, sterilità ed infertilità; 
  • consigli sulla contraccezione; 
  • prevenzione e diagnosi dei tumori della donna; 
  • assistenza e consulenza per le problematiche psicologiche e non, riguardanti i rapporti familiari e di coppia.

Permesso di soggiorno per gravidanza

La legge stabilisce il rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche alle donne in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi al parto. Prevede, inoltre, il divieto di espulsione delle donne in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio.
Gli aventi diritto. Hanno diritto al permesso di soggiorno per gravidanza, anche se presenti irregolarmente in Italia:

  • le donne in stato di gravidanza;
  • le donne nei sei mesi successivi al parto.
  • Il padre del nascituro

Il padre ha diritto al permesso di soggiorno anche per cure mediche anche al padre del nascituro, purchè coniugato e convivente . Il padre dovrà quindi esibire il certificato di matrimonio debitamente tradotto e legalizzato. Il genitore naturale (non coniugato) ha tuttavia una possibilità: potrebbe chiedere al Tribunale per i minorenni l’autorizzazione a restare in Italia per motivi attinenti alla crescita ed allo sviluppo psicofisico del bambino, a prescindere dal possesso di un permesso di soggiorno.
Quando va richiesto. Il permesso di soggiorno per maternità può essere chiesto dal momento in cui viene certificato lo stato di gravidanza e nei sei mesi successivi al parto. Sono necessari i seguenti documenti:

  • istanza compilata e sottoscritta dall’interessa;
  • marca da bollo da euro 14,62;
  • fotografie formato tessera avente posa uguale;
  • copia del passaporto (pagine relative a dati anagrafici, foto, date di rilascio e scadenza, visto di ingresso e timbri frontiera Schengen);
  • certificazione medica rilasciata da una struttura pubblica, oppure certificato rilasciato da struttura o medico privato con vidimazione dell’ASL, attestante lo stato di gravidanza e la data presunta del parto; in caso di nascita del figlio, occorre l’estratto dell’atto di nascita;
  • autocertificazione o certificato di residenza o altrimenti copia della comunicazione, da parte del soggetto ospitante, corredata dalla copia del documento di identità di quest’ultimo.

La domanda ed i documenti allegati devono essere presentati personalmente allo Sportello unico dell’immigrazione. 2
Revoca. Il permesso di soggiorno per gravidanza viene revocato in caso di interruzione volontaria di gravidanza.
Rinnovo.  Il permesso di soggiorno per gravidanza viene rinnovato nei seguenti casi:

  • dal momento della nascita, per i sei mesi successivi;
  • in caso di morte del nascituro al momento del parto,  fino ai sei mesi successivi alla data presunta di nascita del figlio.

Conversione. Il permesso di soggiorno per gravidanza può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi familiari. Ciò è possibile quando lo straniero ha i requisiti per il ricongiungimento familiare (deve avere un determinato rapporto di parentela, nonchè i requisiti di reddito e alloggio). La conversione può essere chiesta entro un anno dalla scadenza del permesso.