Allattamento nel parto gemellare o plurimo

La durata dei riposi giornalieri raddoppia in caso di parto plurimo. Quindi, quando in famiglia la nascita è almeno gemellare, i periodi di riposo spettanti durante il primo anno di vita dei bambini raddoppiano nella misura.
Ciò significa, in altre parole, che spettano 4 ore o 2 ore di permessi al giorno, a seconda che l’orario quotidiano di lavoro svolto dal genitore richiedente sia pari ad almeno 6 ore o inferiore alle 6 ore.
Va però evidenziato che il raddoppio delle ore vale indipendentemente dal numero di neonati, a partire dai gemelli. In sostanza, se nascono tre gemelli, non si triplicano le ore ma restano raddoppiate.
Ciascun genitore, ossia la lavoratrice dipendente madre e il lavoratore dipendente padre, acquistano un proprio diritto ai riposi per allattamento.
Alla madre per tutte le ore spettanti, al pare per la parte eccedente la misura ordinaria, quando la madre vi rinuncia.
Resta inteso che la possibilità di fruizione dei riposi orari è ovviamente collegata alla qualifica di lavoratore dipendente della madre.
Riposi orari per allattamento al padre in caso di parto plurimo. Mentre per il normale parto di un solo figlio non è consentita, l’utilizzazione delle ore aggiuntive previste per il caso di parto plurimo è invece consentita al padre anche durante il congedo di maternità della madre lavoratrice dipendente. Il diritto ai riposi è in misura raddoppiata anche per il padre, quando la madre è lavoratrice autonoma o parasubordinata.
Permessi per allattamento nell’adozione e affidamento. Anche i genitori adottivi o affidatari hanno diritto ai riposi orari per allattamento. Dall’11 agosto 2011, i riposi sono fruibili entro il primo anno dall’ingresso del minore nella famiglia (anziché entro il primo anno di vita del bambino, come previsto prima dal D. Lgs. 151 del 2001). Inoltre nel caso dei dipendenti pubblici assegnati ad altra sede temporaneamente, la disciplina dei riposi orari per allattamento può applicarsi entro i primi tre anni dall’ingresso del minore nella famiglia, indipendentemente dalla sua età.
A differenza di quanto previsto per i figli biologici, per i quali i genitori possono fruire dei riposi giornalieri solo al termine del periodo di astensione obbligatoria post partum (3 mesi dopo il parto, in genere), il lavoratore o la lavoratrice che abbia adottato o preso in affidamento un minore può utilizzare i riposi giornalieri a partire dal giorno successivo all’ingresso del bambino in famiglia, in luogo del congedo di maternità o del congedo di paternità, che pure spettano in caso di adozione o affidamento.
Affidamento e adozione plurime. Il Decreto Legislativo n. 151 del 2001 ha previsto che l’applicazione delle disposizioni in materia di riposi giornalieri per allattamento della madre e del padre, e dei parti plurimi, siano estesi anche nel caso di adozione o affidamento. Quindi anche nel caso di adozione o affidamento di più di un bambino. Al riguardo l’Inps ha avuto modo di precisare che, in caso di adozione o affidamento di bambini, anche non fratelli, entrati in famiglia anche in date diverse, i genitori adottivi o affidatari hanno diritto al raddoppio delle ore di riposo, analogamente ai genitori naturali.
 Così pure è da ritenersi che una coppia di lavoratori dipendenti che abbiano in adozione o affidamento un minore e, intanto, hanno diritto alle ore di riposo per allattamento di un figlio naturale, potranno fruire di ulteriori ore di riposo giornaliero fino al compimento di un anno di età del minore adottato o avuto in affidamento.
Domanda per l’allattamento e adempimenti amministrativi. Domanda della madre. Per avere la possibilità di usufruire dei riposi giornalieri per allattamento la lavoratrice madre non deve fare molto, deve semplicemente presentare una richiesta al datore di lavoro. E, nei limiti delle rispettive esigenze, coordinare con il datore di lavoro la fruizione delle 1 o 2 ore di permesso retribuito giornaliero per l’allattamento.
Domanda del padre. Caso diverso è quando è il padre ad avere diritto alla fruizione delle ore di permesso per allattamento, nei casi previsti precedentemente elencati. In questo caso, è previsto l’onere di presentare la domanda all’Inps e al datore  di lavoro.
Analoga richiesta va effettuata se si richiedono le ore aggiuntive per parto plurimo.
Nei casi in cui i figli siano affidati al padre, la domanda deve essere corredata dal certificato di nascita da cui risulti la paternità e la maternità, e dalla certificazione di morte della madre, ovvero dalla certificazione sanitaria attestante la grave infermità della madre, ovvero da un provvedimento formale da cui risulti l’affidamento esclusivo del padre. Nel caso in cui il padre intenda godere i riposi giornalieri in alternativa alla madre lavoratrice dipendente e nel caso di parto plurimo la domanda deve essere corredata oltre che dal certificato di nascita da cui risulti la paternità e la maternità, da una dichiarazione della madre relativa alla non fruizione delle ore di riposo, confermata dal relativo datore di lavoro.
Nel caso in cui la madre sia lavoratrice non dipendente e nel caso di parto plurimo, al domanda deve essere corredata oltre che dal certificato di nascita da cui risulti la paternità e la maternità, da una dichiarazione della madre relativa alla sua attività di lavoro non dipendente. In tutti i casi entrambi in genitori devono impegnarsi a comunicare eventuali variazioni successive rispetto a quanto dichiarato.
Riposi per allattamento e la banca ore. E’ la circolare n. 95 bis del 2006 che chiarisce il rapporto tra i permessi orari giornalieri per allattamento e le ore di recupero della banca ore, sistema presente in molti CCNL.
L’Inps ha precisato che ai fini del diritto ai riposi giornalieri, nonché al relativo trattamento economico, va preso in considerazione l’orario di lavoro giornaliero contrattuale normale, quello cioè in astratto previsto nel contratto, e non quello effettivamente prestato in concreto nelle singole giornate.
Ne consegue pertanto che i riposi in questione sono riconoscibili anche laddove la somma delle ore di recupero e delle ore di allattamento esauriscano l’intero orario giornaliero di lavoro comportando di fatto la totale astensione dall’attività lavorativa.
Riposi giornalieri nel part-time orizzontale. L’ipotesi appena descritta potrebbe verificarsi, come caso limite, quando ad esempio una lavoratrice ha un contratto part-time orizzontale, tenuta ad effettuare una sola ora di lavoro al giorno: in tal caso, l’eventuale coincidenza del riposo giornaliero con l’unica ora di riposo, pur comportando la totale astensione della lavoratrice dall’attività lavorativa, non precluderà il riconoscimento del diritto al riposo per allattamento.
Esempio di ripartizione delle ore tra i genitori in caso di parto plurimo, madre padre: (orario di lavoro di almeno (orario di lavoro di almeno (orario di lavoro inferiore a 6 ore giornaliere) 6 ore giornaliere) 6 ore giornaliere)

  • 4 ore 0 ore 0 ore
  • 3 ore 1 ora 1 ora
  • 2 ore 2 ore 1 ora
  • 1 ora 3 ore 2 ore
  • 0 ore 4 ore 2 ore

madre padre  (orario di lavoro inferiore (orario di lavoro di almeno (orario di lavoro inferiore a  6 ore giornaliere) 6 ore giornaliere) 6 ore giornaliere)

  • 2 ore 0 ore 0 ore
  • 1 ora 2 ore 1 ora
  • 0 ore 4 ore 2 ore