Lavoratrici madri diritto di precedenza nelle assunzioni

Il periodo di astensione obbligatoria per maternità, fruito dalla lavoratrice con contratto a tempo determinato, vale a tutti gli effetti per esercitare il diritto di precedenza, rispetto alle assunzioni che il datore intende effettuare entro i dodici mesi successivi alla cessazione del contratto a termine.
Il datore di lavoro è obbligato, di richiamare, nell’atto con cui è fissata la data di cessazione del contratto, il diritto di precedenza di cui il lavoratore è titolare.
E’ utile evidenziare le regole generali, in particolare, non possono essere adibite al lavoro le donne:

  • durante i due mesi precedenti la data presunta del parto, salvo che la lavoratrice abbia esercitato l’opzione prevista dall’articolo 20 del D.Lgs. n. 151/2001, che consente, a determinate condizioni, di ridurre a un mese l’assenza obbligatoria prima della data presunta del parto, innalzando a quattro mesi quella successiva al parto;
  • ove il parto avvenga oltre questa data, per il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto;
  • durante i tre mesi dopo il parto,
  • durante gli ulteriori giorni non goduti prima del parto, se questo avviene in una data anticipata rispetto a quella presunta.

I periodi elencati sono utili ai fini del computo del periodo minimo di lavoro richiesto per esercitare il diritto di precedenza. Questo spetta alla lavoratrice che nell’esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, ha prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi.
L’opzione riguarda le assunzioni a tempo indeterminato che il datore di lavoro intende effettuare entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine e, per essere efficace, deve essere espressa entro sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Le lavoratrici a termine che hanno fruito del congedo per maternità potranno esercitare il diritto di precedenza oltre che per le assunzioni a tempo indeterminato, anche per quelle a termine effettuate dal datore di lavoro nel lasso temporale di dodici mesi.
Anche la lavoratrice assunta a termine per svolgere attività stagionali ha diritto di precedenza, rispetto alle assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le stesse attività stagionali.
È necessario, però, che la lavoratrice manifesti la propria volontà in questo senso al datore di lavoro, entro tre mesi dalla data di cessazione del rapporto.