ASPI

DAL 1° MAGGIO 2015 L’ASPI viene sostituita dalla NASPI (vedi Naspi e Job Act)

Beneficiari. A decorrere dal 1° gennaio 2013, è istituita l’Assicurazione sociale per l’impiego (ASPI), con la funzione di fornire, ai lavoratori che abbiano perduto il posto di lavoro, una tutela economica contro la disoccupazione.
Ne possono beneficare, oltre che tutti i lavoratori subordinati, gli apprendisti, i soci di cooperativa che abbiano un rapporto di lavoro subordinato. Mentre sono esclusi i dipendenti di tutte le Pubbliche Amministrazioni.
Requisiti. L’indennità è riconosciuta ai lavoratori che posseggono i seguenti requisiti:

  • siano in stato di disoccupazione, ovvero siano privi di lavoro ed immediatamente disponibili allo svolgimento e alla ricerca di una attività lavorativa. La cessazione dal lavoro non deve avvenire per dimissioni (salvo l’ipotesi di giusta causa), né per risoluzione consensuale, salvo il caso in cui quest’ultima sia intervenuta nell’ambito di procedure di conciliazione a seguito di controversie inerenti il rapporto di lavoro
  • possono far valere almeno due anni di assicurazione e almeno un anno di contribuzione (52 settimane) nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione.

a) 8 mesi, per i soggetti con età anagrafica inferiore a 50 anni
b) 12 mesi, per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a 50 anni

Per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nel 2014

a)  8 mesi, per i soggetti con età anagrafica inferiore a 50 anni
b)  12 mesi, per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a 50 anni e inferiore a 55 anni
c)  14 mesi, per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a 55 anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni

Per la prestazioni relative agli eventi intercorsi nell’anno 2015

a) 8 mesi, per i soggetti con età anagrafica inferiore a 50 anni
b)  12 mesi, per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a 50 anni e inferiore a 55 anni
c)  14 mesi, per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a 55 anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni

Dal 1° gennaio 2016, l’indennità sarà erogata:

a) Per tutti i lavoratori con età anagrafica inferiore a 55 anni, per un periodo massimo di 12 mesi, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel medesimo periodo, ivi inclusa la mini-ASPI
b) Per i lavoratori di età pari o superiore a 55 anni, per un periodo massimo di 18 mesi, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel medesimo periodo.

 Decorrenza. L’indennità spetta dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro detto termine, essa compete dal giorno successivo a quello in cui è stata presentata la domanda.
In ogni caso la domanda va presentata all’INPS in via esclusivamente telematica, entro il termine di due mesi dalla data di spettanza, a pena di decadenza.
Misura dell’indennità. L’indennità mensile è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, divisa per il numero delle settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4.33. Qualora la retribuzione sia pari o superiore nel 2013 all’importo di 1.180 euro, rivalutato annualmente, l’indennità compete nella misura del 75%.
Esempio
Lavoratore con una retribuzione imponibile degli ultimi due anni pari a 27.800 euro.
Retribuzione imponibile mensile 27.800/104×4.33= 1.157.44
Indennità mensile 1.157.44×75%= 868.08
Nel caso, invece, risulti una retribuzione mensile superiore al limite prima indicato di euro 1.180, l’indennità è incrementata di una somma pari al 25% del differenziale tra detta retribuzione e l’importo limite.
In ogni caso, l’indennità mensile non può superare l’importo mensile massimo del trattamento di disoccupazione.
Esempio
Lavoratore con retribuzione imponibile previdenziale negli ultimi due anni pari a 44.800 euro
Retribuzione imponibile mensile 44.800/104×4.33= 1.855.23
Indennità mensile (1.180) 75% + (1.855.43 – 1.180) 25% = 1.056.31
L’indennità è ridotta del 15% dopo i primi sei mesi di fruizione e, ove dovuta, è ulteriormente decurtata del 15% dopo il dodicesimo mese.
Accredito figurativo. Per i periodi di fruizione dell’indennità sono riconosciuti i contributi figurativi utili ai fini del diritto e della misura della pensione.
Sospensione. In caso di nuova occupazione con un contratto di lavoro subordinato, sia a tempo determinato che determinato, in entrambi i casi per un periodo non superiore a sei mesi, l’indennità viene sospesa d’ufficio per tutta la durata del rapporto. Al termine di detto periodo l’indennità riprende dal momento in cui era stata sospesa.
Anticipazione. In via sperimentale per gli anni 2013-2015, il lavoratore avente diritto all’indennità può chiedere la liquidazione degli importi pari al numero delle mensilità non ancora percepite, al fine di intraprendere un’attività autonoma o ‘d’impresa o per associarsi in cooperativa.
Decadenza. Si decade dalla fruizione dell’indennità nei seguenti casi:

  • perdita dello stato di disoccupazione
  • inizio di un’attività autonoma senza che il lavoratore comunichi il reddito presunto
  • raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato
  • acquisizione del diritto a pensione o assegno ordinario di invalidità, sempre che l’interessato non opti per l’indennità ASPI
  • rifiuto di partecipare senza giustificato motivo d un’iniziativa di politica attiva o di attivazione dai servizi competenti ovvero non vi partecipi regolarmente
  • non accetti un’offerta di lavoro inquadrato in un livello retributivo superiore almeno del 20% rispetto all’importo dell’indennità lorda di cui ha diritto
  • requisiti, tranne che per la sussistenza del requisito contributivo delle 52 settimane
  • misura del trattamento
  • accredito figurativo
  • decorrenza del trattamento
  • sospensione, riduzione e anticipazione dell’indennità; salvo che in caso di nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato, il periodo di sospensione d’ufficio dell’indennità non può eccedere i cinque giorni

Abrogazioni. A partire dal 1° gennaio 2013 sono abrogate:
la disposizione disciplinante i casi di esclusione dall’assicurazione contro la disoccupazione involontaria
la norma istitutiva dell’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti
le norme istitutive delle indennità ordinarie di disoccupazione (con requisiti ordinari e ridotti) a favore dei lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali.
A partire del 1° gennaio 2017

  • Le disposizioni relative all’indennità di mobilità
  • Collocamento lavoratori e agevolazioni contributive

Periodo transitorio. In via transitoria, per i lavoratori collocati in mobilità a decorrere dal 1° gennaio 2013, continuerà ad essere erogata l’indennità di mobilità, il cui periodo massimo è stato ridefinito dalla legge di riforma del mercato del lavoro.
Lavoratori collocati in mobilità nel periodo 1° gennaio 31 dicembre 2013

a) 12 mesi, elevati a 24 per i lavoratori che hanno compiuto i 40 anni e a 36 per i lavoratori che hanno compiuto 50 anni
b)  24 mesi, elevati a 36 per i lavoratori che hanno compiuto 40 anni e a 48 per i lavoratori che hanno compiuto 50 anni

a)  12 mesi, elevati 24 per i lavoratori che hanno compiuto i 40 anni e a 30 per i lavoratori che hanno compiuto 50 anni
a)   18 mesi, elevati a 30 per i lavoratori che hanno compiuto i 40 anni e 42 per i lavoratori che hanno compiuto i 50 anni

Lavoratori collocati in mobilità nel periodo 1° gennaio 31 dicembre 2015

 Lavoratori collocati in mobilità nel periodo 1° gennaio 31 dicembre 2016

a)  12 mesi, elevati a 18 per i lavoratori che hanno compiuto i 50 anni
b)  12 mesi, elevati a 18 per i lavoratori che hanno compiuto i 40 anni e a 24 per i lavoratori che hanno compiuto i 50 anni

FONTI DI RIFERIMENTO

 Legge 28 giugno 2012 n. 92


Art. 2  Ammortizzatori sociali
1.  A decorrere dal 1° gennaio 2013 e in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla predetta data è istituita, presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, l’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI), con la funzione di fornire ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione un’indennità mensile di disoccupazione.
2.  Sono compresi nell’ambito di applicazione dell’ASpI tutti i lavoratori dipendenti, ivi compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142, e successive modificazioni, con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.
Omisiss
4.  L’indennità di cui al comma 1 è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino i seguenti requisiti:
a)  siano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
b)  possano far valere almeno due anni di assicurazione e almeno un anno di contribuzione nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione.
5.  Sono esclusi dalla fruizione dell’indennità di cui al comma 1 i lavoratori che siano cessati dal rapporto di lavoro per dimissioni o per risoluzione consensuale del rapporto, fatti salvi i casi in cui quest’ultima sia intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 (n.d.r Norme sui Licenziamenti), come modificato dal comma 40 dell’articolo 1 della presente legge.
6.  L’indennità di cui al comma 1 è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.
7.  L’indennità mensile è rapportata alla retribuzione mensile ed è pari al 75 per cento nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2013 all’importo di 1.180 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente; nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo l’indennità è pari al 75 per cento del predetto importo incrementata di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. L’indennità mensile non può in ogni caso superare l’importo mensile massimo di cui all’articolo unico, secondo comma, lettera b), della legge 13 agosto 1980, n. 427, e successive modificazioni.
8.  All’indennità di cui al comma 1 non si applica il prelievo contributivo di cui all’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41.
9.  All’indennità di cui al comma 1 si applica una riduzione del 15 per cento dopo i primi sei mesi di fruizione. L’indennità medesima, ove dovuta, è ulteriormente decurtata del 15 per cento dopo il dodicesimo mese di fruizione.
10.  Per i periodi di fruizione dell’indennità sono riconosciuti i contributi figurativi nella misura settimanale pari alla media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali di cui al comma 6 degli ultimi due anni. I contributi figurativi sono utili ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici; essi non sono utili ai fini del conseguimento del diritto nei casi in cui la normativa richieda il computo della sola contribuzione effettivamente versata.
11.  A decorrere dal 1° gennaio 2016 e in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla predetta data:
a)  per i lavoratori di età inferiore a cinquantacinque anni, l’indennità di cui al comma 1 viene corrisposta per un periodo massimo di dodici mesi, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti negli ultimi dodici mesi, anche in relazione ai trattamenti brevi di cui al comma 20 (mini-ASpI);
b)  per i lavoratori di età pari o superiore ai cinquantacinque anni, l’indennità è corrisposta per un periodo massimo di diciotto mesi, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni, detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti negli ultimi diciotto mesi ai sensi del comma 4 ovvero del comma 20 del presente articolo.
12.  L’indennità di cui al comma 1 spetta dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro ovvero dal giorno successivo a quello in cui sia stata presentata la domanda.
13.  Per fruire dell’indennità i lavoratori aventi diritto devono, a pena di decadenza, presentare apposita domanda, esclusivamente in via telematica, all’INPS, entro il termine di due mesi dalla data di spettanza del trattamento.
14.  La fruizione dell’indennità è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni.
15.  In caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, l’indennità di cui al comma 1 è sospesa d’ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, fino ad un massimo di sei mesi; al termine di un periodo di sospensione di durata inferiore a sei mesi l’indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa.
16.  Nei casi di sospensione, i periodi di contribuzione legati al nuovo rapporto di lavoro possono essere fatti valere ai fini di un nuovo trattamento nell’ambito dell’ASpI o della mini-ASpI di cui al comma 20.
17.  In caso di svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, il soggetto beneficiario deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarre da tale attività. Il predetto Istituto provvede, qualora il reddito da lavoro autonomo sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, a ridurre il pagamento dell’indennità di un importo pari all’80 per cento dei proventi preventivati, rapportati al tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione di cui al periodo precedente è conguagliata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi; nei casi di esenzione dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, è richiesta al beneficiario un’apposita autodichiarazione concernente i proventi ricavati dall’attività autonoma.
18.  Nei casi di cui al comma 17, la contribuzione relativa all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti versata in relazione all’attività di lavoro autonomo non dà luogo ad accrediti contributivi ed è riversata alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88.
19.  In via sperimentale per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 il lavoratore avente diritto alla corresponsione dell’indennità di cui al comma 1 può richiedere la liquidazione degli importi del relativo trattamento pari al numero di mensilità non ancora percepite, al fine di intraprendere un’attività di lavoro autonomo, ovvero per avviare un’attività in forma di auto impresa o di micro impresa, o per associarsi in cooperativa. Tale possibilità è riconosciuta nel limite massimo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 24, comma 27, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di natura non regolamentare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinati limiti, condizioni e modalità per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma.
20.  A decorrere dal 1° gennaio 2013, ai soggetti di cui al comma 2 che possano far valere almeno tredici settimane di contribuzione di attività lavorativa negli ultimi dodici mesi, per la quale siano stati versati o siano dovuti i contributi per l’assicurazione obbligatoria, è liquidata un’indennità di importo pari a quanto definito nei commi da 6 a 10, denominata mini-ASpI.
21.  L’indennità di cui al comma 20 è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione nell’ultimo anno; ai fini della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione.
Omisiss
23.  In caso di nuova occupazione del soggetto assicurato con contratto di lavoro subordinato, l’indennità è sospesa d’ufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie di cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni, fino ad un massimo di cinque giorni; al termine del periodo di sospensione l’indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta sospesa.
Omisiss
28.  Con effetto sui periodi contributivi, ai rapporti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato si applica un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all’1,4 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali.
29.  Il contributo addizionale di cui al comma 28 non si applica:
a)  ai lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti;
b)  ai lavoratori assunti a termine per lo svolgimento delle attività stagionali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525, nonché, per i periodi contributivi maturati dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015, di quelle definite dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati entro il 31 dicembre 2011 dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative. Alle minori entrate derivanti dall’attuazione della presente disposizione, valutate in 7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 24, comma 27, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;
c)  agli apprendisti;
d)  ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.
30.  Nei limiti delle ultime sei mensilità il contributo addizionale di cui al comma 28 è restituito, successivamente al decorso del periodo di prova, al datore di lavoro in caso di trasformazione del contratto a tempo indeterminato. La restituzione avviene anche qualora il datore di lavoro assuma il lavoratore con contratto di lavoro a tempo indeterminato entro il termine di sei mesi dalla cessazione del precedente contratto a termine. In tale ultimo caso, la restituzione avviene detraendo dalle mensilità spettanti un numero di mensilità ragguagliato al periodo trascorso dalla cessazione del precedente rapporto di lavoro a termine.
31.  Nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto all’ASpI, intervenuti a decorrere dal 1° gennaio 2013, è dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 41 per cento del massimale mensile di ASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Nel computo dell’anzianità aziendale sono compresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello a tempo indeterminato, se il rapporto è proseguito senza soluzione di continuità o se comunque si è dato luogo alla restituzione di cui al comma 30.
Omisiss
37.  L’aliquota contributiva di cui al comma 36, di finanziamento dell’ASpI, non ha effetto nei confronti delle disposizioni agevolative che rimandano, per l’identificazione dell’aliquota applicabile, alla contribuzione nella misura prevista per gli apprendisti.
40.  Si decade dalla fruizione delle indennità di cui al presente articolo nei seguenti casi:
a)  perdita dello stato di disoccupazione;
b)  inizio di un’attività in forma autonoma senza che il lavoratore effettui la comunicazione di cui al comma 17;
c)  raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
d)  acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per l’indennità erogata dall’ASpI.
41.  La decadenza si realizza dal momento in cui si verifica l’evento che la determina, con obbligo di restituire l’indennità che eventualmente si sia continuato a percepire.
Omissis
45.  La durata massima legale, in relazione ai nuovi eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2015, è disciplinata nei seguenti termini:
a)  per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nell’anno 2013: otto mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni e dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni;
b)  per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nell’anno 2014: otto mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni, dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni e inferiore a cinquantacinque anni, quattordici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquantacinque anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni;
c)  per le prestazioni relative agli eventi intercorsi nell’anno 2015: dieci mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni, dodici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni e inferiore a cinquantacinque anni, sedici mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquantacinque anni, nei limiti delle settimane di contribuzione negli ultimi due anni.
46.  Per i lavoratori collocati in mobilità a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2016 ai sensi dell’articolo 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, il periodo massimo di diritto della relativa indennità di cui all’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, è ridefinito nei seguenti termini:
a)  lavoratori collocati in mobilità nel periodo dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2014:
1)  lavoratori di cui all’articolo 7, comma 1: dodici mesi, elevato a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a trentasei per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni;
2)  lavoratori di cui all’articolo 7, comma 2: ventiquattro mesi, elevato a trentasei per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a quarantotto per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni;
[b)  lavoratori collocati in mobilità nel periodo dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014:]
[1)  lavoratori di cui all’articolo 7, comma 1: dodici mesi, elevato a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a trenta per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni; ]
[2)  lavoratori di cui all’articolo 7, comma 2: diciotto mesi, elevato a trenta per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a quarantadue per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni; (10)]
c)  lavoratori collocati in mobilità nel periodo dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015:
1)  lavoratori di cui all’articolo 7, comma 1: dodici mesi, elevato a diciotto per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni;
2)  lavoratori di cui all’articolo 7, comma 2: dodici mesi, elevato a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a trentasei per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni;
d)  lavoratori collocati in mobilità nel periodo dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016:
1)  lavoratori di cui all’articolo 7, comma 1: dodici mesi, elevato a diciotto per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni;
2)  lavoratori di cui all’articolo 7, comma 2: dodici mesi, elevato a diciotto per i lavoratori che hanno compiuto i quaranta anni e a ventiquattro per i lavoratori che hanno compiuto i cinquanta anni.
46-bis.  Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro il 31 ottobre 2014, procede, insieme alle associazioni dei datori di lavoro e alle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ad una ricognizione delle prospettive economiche e occupazionali in essere alla predetta data, al fine di verificare la corrispondenza della disciplina transitoria di cui al comma 46 a tali prospettive e di proporre, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, eventuali conseguenti iniziative.
47.  A decorrere dal 1° gennaio 2016 le maggiori somme derivanti dall’incremento dell’addizionale di cui all’articolo 6-quater, comma 2, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, come modificato dal comma 48 del presente articolo, sono riversate alla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali dell’INPS, di cui all’articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni.
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