Bonus infanzia

Prorogato il Bonus bebé, che viene riconosciuto per ogni figlio nato (o adottato) fino al compimento del primo anno di età (o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare).

In caso di secondo figlio l’importo dell’assegno è aumentato del 20%.

L’assegno è pari a 192 euro al mese con ISEE pari o inferiore a 7.000 euro (80 euro negli altri casi).

Per l’arrivo di un secondo figlio è previsto un incremento del 20% delle suddette somme.

Se la domanda è stata presentata nei termini di legge (entro 90 giorni), il primo pagamento comprende l’importo delle mensilità sino a quel momento maturate.

Va ricordato che la domanda può essere presentata da uno dei genitori entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo.

Nel caso di minore affidato temporaneamente a una famiglia o persona singola, la domanda può essere presentata dall’affidatario entro il termine di 90 giorni dall’emanazione del provvedimento del giudice o del provvedimento dei servizi sociali reso esecutivo dal giudice tutelare.

In tale caso l’assegno spetta, in presenza di tutti i requisiti, a decorrere dal mese di emanazione del provvedimento di affido del tribunale oppure del provvedimento di affido emanato dai servizi sociali reso esecutivo dal giudice.

In ogni caso, se la domanda è presentata oltre il termine di 90 giorni l’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda.

Se il parto è gemellare oppure siamo nel caso di adozione plurima (ossia avvenuta contestualmente), occorre presentare un’autonoma domanda per ogni figlio nato o adottato. Le medesime accortezze devono essere utilizzate in caso di affidamenti plurimi.

Nella circostanza in cui il figlio venga affidato temporaneamente a terzi la domanda di assegno può essere presentata dall’affidatario (domanda presentata dopo quella del genitore naturale o adottivo ovvero in luogo del genitore naturale o adottivo).

Si precisa che l’assegno è concesso in relazione ad affidamenti temporanei disposti presso una famiglia oppure una persona singola.

In caso di decesso del genitore richiedente, l’erogazione dell’assegno prosegue a favore dell’altro genitore convivente col figlio.

Quest’ultimo deve fornire all’Inps gli elementi informativi necessari per la prosecuzione dell’assegno entro 90 giorni dalla data del decesso. In ogni caso, se la domanda è presentata oltre i 90 giorni, l’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda.

La domanda

La domanda di assegno può essere presentata dal genitore, anche affidatario, che sia in possesso dei seguenti requisiti:

– valore Isee,

– residenza in Italia,

– convivenza con il minore,

– cittadinanza italiana o comunitaria

Tutti i requisiti devono essere posseduti al momento di presentazione della domanda.

Se il genitore avente diritto è minorenne o incapace di agire per altri motivi, la domanda può essere presentata dal legale rappresentante in nome e per conto del genitore incapace.

L’erogazione dell’assegno a favore del richiedente termina quando:

1) il figlio compie un anno o si raggiunge un anno dall’ingresso in famiglia. L’anno si calcola a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia (questo mese incluso);

2) il figlio raggiunge i 18 anni di età;

3) il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge (per esempio, in caso di trasferimento della residenza all’estero, perdita del requisito della cittadinanza o del titolo di soggiorno, perdita della convivenza con il figlio, Isee superiore a euro 25.000 annui, revoca dell’affidamento).

Altre cause di decadenza sono:

– il decesso del figlio;

– la revoca dell’adozione;

– la decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;

– l’affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda;

– l’affidamento del minore a terzi;

– provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo.