Aiuti di Stato

Qualsiasi beneficio derivante da un “atto di pubblica autorità”, intendendo per pubblica autorità non solo lo Stato centrale, ma anche gli enti territoriali o gli enti pubblici economici. In linea di principio, esso non è ammesso in quanto contrasta con l’art. 2 del Trattato dell’Unione Europea, secondo il quale la Comunità ha il compito di promuovere uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nel suo ambito.
Un aiuto di Stato può essere ammesso qualora:
a) sia di carattere sociale per singoli consumatori;
b) ponga rimedio a danni causati da eventi eccezionali;
d) sia destinato a regioni con tenore di vita anormalmente basso;
e) sia destinato ad un importante progetto di comune interesse europeo;
f) sia destinato a porre rimedio ad un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro;
g) sia destinato allo sviluppo di talune attività o di talune regioni a patto che non alteri le condizioni degli scambi;
h) sia destinato a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio a patto che non alteri le condizioni degli scambi;
i) sia deciso dal Consiglio (aiuti potenzialmente compatibili).
Qualsiasi aiuto deve comunque essere valutato alla luce delle contropartite che esso comporta (occupazione, sviluppo regionale, innovazione, eccetera).