Accumulazione (Capitale)

Il capitale, accumulazione di processo in virtù del quale la quantità data dei fattori produttivi (mezzi di produzione e forza lavoro) non è soltanto sostituita ma anche incrementata, attraverso il reinvestimento nel processo produttivo della parte di reddito sociale, individuale o dell’impresa, non destinata al consumo.

Tale processo assume tuttavia una determinazione specificamente capitalistica quando l’incremento dei fattori produttivi è direttamente funzionalizzato all’espansione alla crescita del profitto.
E’ a Karl Marx che si deve il primo tentativo di studiarne la forma generale e le proprietà specifiche. Marx, infatti, ha, per un verso, reso il processo di accumulazione dei fattori produttivi consustanziale alla stessa ‘formula generale’ del capitalismo, e cioè alla sua stessa definizione in quanto valore autovalorizzantesi.

Per altro verso, ha individuato l’insieme dei fenomeni che si collegano al processo di accumulazione: incremento demografico e aumento dei salari e della domanda di forza lavoro nella fase di espansione del modo di produzione capitalistico, formazione di un esercito industriale di riserva (sfruttamento del lavoro), aumento della produttività e del c. fisso nella fase di assestamento del sistema.

Lo sviluppo del processo di accumulazione attraverso la sostituzione dei mezzi di produzione alla forza lavoro è in Marx posto in stretta congiunzione con l’intensificazione della concorrenza: è per conseguire l’extraprofitto determinato dalla differenza fra valore sociale medio e valore individuale di quella merce prodotta in condizioni di maggiore produttività che il capitalista sottopone il processo produttivo a cambiamenti tecnologico-organizzativi.