Lavoratore svantaggiato

E’ definito lavoratore svantaggiato qualsiasi persona appartenente ad una categoria che abbia difficoltà ad entrare, senza assistenza, nel mercato del lavoro, vale a dire qualsiasi persona che soddisfi almeno uno dei seguenti criteri

  • giovane che abbia meno di 25 anni, o che abbia completato la formazione da non più di 2 anni, e non abbia ancora ottenuto il primo impiego retribuito regolarmente
  • lavoratore migrante che si sposti nella Comunità o ne divenga residente per assumervi un lavoro;
  • persona appartenente ad una minoranza etnica che abbia necessità di migliorare le conoscenze linguistiche, la formazione professionale, l’esperienza lavorativa per incrementare le possibilità di ottenere un’occupazione stabile
  • persona che desideri intraprendere o riprendere un’attività lavorativa e che non abbia lavorato, né seguito corsi di formazione, per almeno due anni, in particolare che abbia lasciato il lavoro per la difficoltà di conciliare vita lavorativa e vita familiare
  • qualsiasi persona adulta che viva sola o con uno o più figli a carico
  • persona priva di un titolo di studio di livello secondario, priva di un posto di lavoro o in procinto di perderlo
  • persona di più di 50 anni priva di un posto di lavoro o in procinto di perderlo
  • disoccupato di lungo periodo, ossia una persona senza lavoro per 12 dei 16 mesi precedenti, o per 6 degli 8 mesi precedenti nel caso di persone con meno di 25 anni
  • persona riconosciuta come affetta, al momento o in passato, da una dipendenza ai sensi della legislazione nazionale
  • persona che non abbia ottenuto il primo impiego retribuito regolarmente da quando è stata sottoposta ad una pena detentiva o ad un’altra sanzione penale
  • invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti
  • i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare
  • le persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno
  • donna di un’area geografica nella quale il tasso medio di disoccupazione superi il 100% della media comunitaria da almeno 2 anni e nella quale la disoccupazione femminile abbia superato il 150% del tasso di disoccupazione maschile dell’area considerata per almeno due dei tre anni precedenti
  • Le Regioni, nell’ambito della propria autonomia legislativa, possono inserire ulteriori categorie di lavoratori svantaggiati, promuovere accordi di programma tra le Provincie per la promozione dell’integrazione lavorativa, nonché predisporre, annualmente, gli stanziamenti economici necessari.

Ulteriori categorie che possono essere indicate dalle Regioni, ad esempio:

  • le donne in mobilità oltre un certo periodo di mesi lavoratori in mobilità oltre un certo periodo di mesi e senza indennità
  • le vittime della tratta a cui è stato rilasciato il permesso di soggiorno
  • lavoratori e lavoratrici inscritti nelle liste di mobilità
  • le donne vittime di violenza
  • minori extracomunitari di età superiore ai 16 anni in comunità per il reinserimento lavorativo.