Audiovisivi

E’ vietato l’uso di impianti audiovisivi per controllare a distanza l’attività lavorativa e i lavoratori. il datore di lavoro che abbia necessità di monitorare determinate aree per esigenze organizzative, produttivi o di sicurezza, deve rispettare i seguenti obblighi:

  • Stipulare un accordo con la RSU, in mancanza con la RSA, in mancanza delle OO.SS deve chiedere il nulla osta alla DPL;
  • Informare i lavoratori della presenza delle telecamere con appositi cartelli;
  • Nominare un incaricato della gestione dei dati videoripresi;
  • Posizionare le telecamere verso zone “a rischio”, evitando di collocarle in maniera unidirezionale sui lavoratori impegnati  nelle loro attività;
  • Conservare le immagini raccolte per un massimo di 24 ore dalla rilevazione (salvo esigenze speciali da qualificare)

Il mancato rispetto di tali disposizioni comporta una sanzione amministrativa da 30.000.00 a 180.000.00  euro.  

 

FONTI DI RIFERIMENTO

Legge 20 maggio 1970 n. 300
Art. 4  (Impianti audiovisivi)
E’ vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori.
Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti.
Per gli impianti e le apparecchiature esistenti, che rispondano alle caratteristiche di cui al secondo comma del presente articolo, in mancanza di accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o con la commissione interna, l’Ispettorato del lavoro provvede entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge, dettando all’occorrenza le prescrizioni per l’adeguamento e le modalità di uso degli impianti suddetti.
Contro i provvedimenti dell’Ispettorato del lavoro, di cui ai precedenti secondo e terzo comma, il datore di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la commissione interna, oppure i sindacati dei lavoratori di cui al successivo art. 19 possono ricorrere, entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento, al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.