Tutela Salute e Integrità Fisica dei Lavoratori

L’art. 32 della Costituzione riconosce il “diritto alla salute” come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività. In particolare, la tutela della salute e dell’integrità psico- fisica dei lavoratori è garantita dall’art. 2087 del Cod. civ. che impone l’obbligo al datore di lavoro di adottare, nell’esercizio dell’impresa, tutte le misure necessarie, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, perla tutela dell’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.

L’art. 2087 non si riferisce soltanto alle misure necessarie per garantire la sicurezza e l’igiene dei luoghi di lavoro, ma interessa anche tutte le altre misure idonee a rendere l’ambiente di lavoro sicuro e funzionale al benessere dei lavoratori.

Il nuovo T.U. sulla “tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” impone anche agli stessi lavoratori il dovere di contribuire con il datore di lavoro, all’adempimento degli obblighi previsti dalla legge; ed in particolare, essi sono chiamati osservare le direttive generali impartite in materia di salute e sicurezza;utilizzare correttamente i macchinari, le attrezzature e i dispositivi di sicurezza;frequentare i corsi di formazione e informazione in materia di sicurezza;segnalare la mancanza o il mal funzionamento dei dispositivi di sicurezza in loro possesso

La tutela della salute e dell’integrità psico – fisica deve essere garantita a tutti i lavoratori, indipendentemente dal contratto con il quale sono assunti. L’inosservanza dell’obbligo  di tutela della salute e dell’integrità psico fisica dei lavoratori, posto dalle leggi in materia, costituisce inadempimento contrattuale e determina l’obbligo del risarcimento del danno.

In questo caso, il lavoratore deve dimostrare l’esistenza di un “nesso causale” tra il danno subito e la cautela omessa e l’inadempimento del datore di lavoro. Il diritto del lavoratore al risarcimento dei danni subito è soggetto ad una prescrizione decennale.

In sua difesa, il datore dovrà, invece, dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie idonee a prevenire situazioni di danno e di pericolo per la salute dei lavoratori, nel rispetto del principio “della massima sicurezza tecnologicamente possibile” (che impone di adottare tutti gli accorgimenti tecnici possibili e diffusi).

Quindi grava sul datore l’onere di fornire la prova che l’inadempimento è derivato per cause a lui non imputabili.