Ente Bilaterale

È un organismo composto dai rappresentanti dei sindacati e dalle maggiori associazioni di categoria dei liberi professionisti. È un ente dove sindacalisti e datori di lavoro operano assieme per fornire servizi.
Il dibattito sindacale e politico di questi anni si è sviluppato attorno all’idea di ampliare il ruolo degli enti bilaterali, per trasformarli in una sorta di grande e competitiva assicurazione, con il risultato che lavoratori e imprese devono ringraziare e ovviamente sottoscrivere e associarsi.
Secondo i sostenitori di            questa ipotesi, e non è il caso della CGIL, il consiglio di amministrazione di un ente paritetico deve assumere un ruolo da protagonista per la gestione del mercato del lavoro, su quando assumere, come assumere, dove assumere e ovviamente chi assumere, passando così da propositori di progetti formativi a gestori diretti della formazione professionale.
Questo comporterebbe alcune conseguenze.
La prima: trasferire parte della contrattazione nazionale, territoriale e aziendale negli enti bilaterali attraverso il sistema della mutualizzazione di alcuni istituti contrattuali, aprendo così la strada al graduale superamento del contratto nazionale e alla conseguente modifica del livello contrattuale decentrato.
La seconda (che a questo punto viene da sé): sindacalizzazione dei lavoratori attraverso gli enti bilaterali e rafforzamento della rappresentatività delle associazioni imprenditoriali.
La terza: certificare la regolarità delle imprese rispetto al sommerso e promuovere “strani” interventi sul territorio per contrastare il lavoro nero e illegale.
Lo staff dell’ente bilaterale diventa sostitutivo degli Ispettorati del lavoro e della Guardia di finanza. Il sindacato passa da rappresentante dei lavoratori a “vigilante” degli stessi e la sindacalizzazione si libera della “paura” del lavoratore di consegnare la delega sindacale al suo datore di lavoro, in quanto le trattenute sindacali si effettuerebbero attraverso gli istituti contrattuali gestiti dagli enti paritetici, i quali, in virtù della legge sulla privacy, consentirebbero agli imprenditori associati di prendere visione degli elenchi degli iscritti, ma senza averne copia. In questo modo i lavoratori s’iscrivono in massa al sindacato perché i loro datori di lavoro “non lo sanno”.
Lavoratori e imprese, in quanto soggetti destinatari dei servizi erogati, proveranno per l’ente bilaterale e i loro gestori una sorta di attrazione fatale e obbligatoria, come suggerisce la tradizione americana.

FONTI DI RIFERIMENTO

 D.lgs 19 settembre 2003 n. 276


 Art. 2, lettera h)  «enti bilaterali»: organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative, quali sedi privilegiate per la regolazione del mercato del lavoro attraverso: la promozione di una occupazione regolare e di qualità; l’intermediazione nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro; la programmazione di attività formative e la determinazione di modalità di attuazione della formazione professionale in azienda; la promozione di buone pratiche contro la discriminazione e per la inclusione dei soggetti più svantaggiati; la gestione mutualistica di fondi per la formazione e l’integrazione del reddito; la certificazione dei contratti di lavoro e di regolarità o congruità contributiva; lo sviluppo di azioni inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento


 Art. 2, lettera ee) ee)  «organismi paritetici»: organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attività formative e l’elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; l’assistenza alle imprese finalizzata all’attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento;