Rappresentante lavorati alla sicurezza: richiesta permessi

da inviare al datore di lavoro o preposto       

Oggetto: richiesta utilizzo permessi ai sensi art. 50, D.Lgs. 81/2008.

Con la presente il/la sottoscritto/a _____________________________________________ R.L.S. del _______________________________________, comunica che il/i giorno/i ______________ sarà assente dalle ______ alle ______ in quanto impegnato in attività inerente l’incarico ricoperto.

Le ore di assenza andranno considerate come parte dei permessi retribuiti a disposizione dei R.L.S. così come previsto dalla normativa vigente

Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza

Sicurezza sul lavoro: esempi fattori di rischio per la salute

O.M.S = organizzazione mondiale della sanità. D = Donne. U = Uomini)

Esempio di Rischio Biologico

Fattori di rischio (O.M.S) Effetti negativi sulla salute Altri effetti Cause degli effetti negativi sulla salute di genere
 A  trasmissione  attraverso liquidi biologici (virus epatiti, agenti responsabili diarree)

Da contatto con cute effetti letterici

A trasmissione per via aerea dal paziente (tbc) da goccioline di acqua (legionella)

Aborto spontaneo

Malformazioni

Basso peso alla crescita

Infezioni specifiche interessanti vari organi compresi quelli genitali

Difficoltà/impossibilità ad effettuare terapie in gravidanza e durante l’allattamento al seno

Iperattività alle terapie utilizzate

-Iperattività alle terapie utilizzate

Maternità      D

Apparato genitale

Possibile diversa reattività (maggiore o minore incidenza) dell’organismo agli agenti infettivi D/U

 Esempio di Rischio Chimico

Fattori di rischio (O.M.S) Effetti negativi sulla salute Altri effetti Cause degli effetti negativi sulla salute di genere
 Prodotti per le pulizie  – disinfettanti  Aborto spontaneo, malformazione del feto, basso peso alla nascita

Possibili ustioni da sostanze causticanti

Fenomeni irritativi o allergie alla cute o alle vie respiratorie (dermatiti, asma, schok, congiuntiviti, iperattività bronchiale) Per uso ripetuto o sinergico di agenti chimici (casa e al lavoro) D

Esempio di rischio movimentazione manuale dei carichi

Fattori di rischio (O.M.S) Effetti negativi sulla salute Altri effetti Cause degli effetti negativi sulla salute di genere
Carichi di lavoro fisico

Sforzo fisico

Stazione eretta protratta

Movimenti ripetuti

Stiramenti muscolari o tendinei

Ernie discali

Aborto spontaneo

Malformazioni

Basso peso alla nascita

Insufficienza venosa ed edemi agli arti inferiori

Possibile maggiore incidenza di trombosi venose

Minore forza fisica D

Eccessivo carico per maggiore forza fisica U

Per maggiore vulnerabilità (differenze anatomiche e metaboliche) D

Predisposizione per tunnel carpale

Maternità D

 

Esempio di Rischio Lavoro Notturno

Fattori di rischio (O.M.S) Effetti negativi sulla salute Altri effetti Cause degli effetti negativi sulla salute di genere
Alterazione cicli circadiani Aumento dello stress psico fisico

Diminuzione dell’attenzione

Emicranie cefalee

Alterazioni del ciclo mestruale

Malattie pscicosomatiche  gastrointestinali o cardiovascolari

Disturbi alimentari

Ansia e depressione

Maggiore incidenza infortuni

Effetti negativi sulla vita e relazione sociale

Sovraccarico di responsabilità D/U

Superaffarticamento per carico di lavoro familiare e riduzione delle ore di sonno D

 

Esempio di Rischio per la persona

Fattori di rischio (O.M.S) Effetti negativi sulla salute Altri effetti Cause degli effetti negativi sulla salute di genere
Carico di lavoro fisico

Carico di lavoro mentale

Lavoro in stanza da soli

Molestie fisiche e verbali

Ripetitività delle mansioni

Rigidità nella gestione degli orari

 Effetti negativi dello stress cronico (prevalgono nelle donne)

Emicranie cefalee (prevalgono nelle donne)

  Minore forza fisica D

Maggiore vulnerabilità per elevato coinvolgimento emotivo D

Svalutazione del ruolo lavorativo svolto dalle Donne

Richiesta prestazioni sessuali D

Perdita autostima D

Approccio eccessivamente confidenziale da stereotipo D

Esempio di Rischio ambientale

Fattori di rischio (O.M.S) Effetti negativi sulla salute Altri effetti Cause degli effetti negativi sulla salute di genere
Microclima sfavorevole es. temperature elevate

Rumore

Aree di transito e spazi ristretti, possibilità di urti, scivolamenti, difficoltà di utilizzo ausili meccanici per movimentare i pazienti

Scale o magazzini in spazi ristretti

Temperature elevate e ortostatismo favoriscono edemi agli arti inferiori, pressione arteriosa bassa e palpitazioni

Affaticamento fisico

Danni alla sfera riproduttivia

  Maggiore propensione per andare incontro a deficit venosi agli arti inferiori e a danni da sforzo fisico e movimenti scorretti D

Varicocele U

Peculiarità nella funzione riproduttiva D

Esempio di Rischio da ufficio

Fattori di rischio (O.M.S) Effetti negativi sulla saurnlute Altri effetti Cause degli effetti negativi sulla salute di genere
Relazionale alla reception

Aggressioni verbali

Videoterminale

Posture da lavoro fisse protratte nel tempo

Responsabilità non riconosciute

Scarsa possibilità di carriera

Stress mentale cronico

Affaticamento fisico

Cefalee

Contratture muscolari croniche al rachide e mialgie

Sindrome del tunnel carpale

  Maggiore risentimento della colonna cervicale D

Più frequente risentimento lombare U

 

ESEMPI Fattori di rischio per la Sicurezza

Esempio Rischio tecnico

Fattori di rischio (O.M.S) Effetti negativi sulla salute Altri effetti Cause degli effetti negativi sulla salute di genere
Uso improprio di macchinari per la pulizia, Stiramenti, Distorsioni,Traumi

Scarsa formazione, difficoltà nell’apprendimento della lingua possono aggravare i rischi

    L’approccio e gli eventi possono avere dinamiche diverse tra uomini e donne ad es. per stereotipi verso la strumentazione tecnica D

Per provenienza da paesi terzi D/U

Bassa scolarizzazione

Esempio Rischio Chimico

Fattori di rischio (O.M.S) Effetti negativi sulla salute Altri effetti Cause degli effetti negativi sulla salute di genere
Stravaso di basi forti (Soda)

Incendi da alcool

Incauto utilizzo con dispersione massiva di sostanze irritanti o allergizzanti per le vie respiratorie

Ustione chimica

Ustione da calore

Sindrome irritative o ostruttiva acuta delle vie respiratorie

 

Sicurezza sul lavoro: personale non dipendente

dipendente che a vario titolo svolge un’attività in modo più o meno continuativo (es. volontari, borsisti, lavoratori somministrati, liberi professionisti, studenti, tirocinanti, ecc.) Il D.Lgs. 81/2008 definisce come lavoratore la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione.

Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento; l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; il volontario che effettua il servizio civile.

Pertanto, sulla base delle indicazioni sopra esposte, tale personale, ai fini della sicurezza sui luoghi di lavoro deve fare riferimento al proprio Tutor o al Responsabile del Servizio e attenersi ai regolamenti del servizio e aziendali.

Sicurezza sul lavoro: imprese esterne

Imprese con contratti d’appalto e contratti d’opera. Sono molteplici le ragioni per le quali si può presentare ricorso ad imprese esterne: per attività periferiche dell’impresa (manutenzione, pulizia, vigilanza, trasporto, ecc.) per far fronte a punte di attività in occasioni di operazioni di rinnovo o di sistemazione dei locali. L’intervento di queste imprese presenta delle caratteristiche particolari, in materia di rischi professionali, legati alla:

  • non conoscenza dei locali, dell’ambiente, delle attività delle imprese, ecc…
  • interferenza di attività, materiali, impianti
  • mancanza di preparazione a causa dei tempi di intervento molto ravvicinati

S’impongono quindi delle misure di prevenzione per ridurre questi rischi specifichi, anche con una concertazione preventiva allo svolgimento dei lavori. I datori  di lavoro delle ditte devono pertanto cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto e coordinare gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva.

È necessario:

  • conoscere i modi operativi di ciascuna delle imprese
  • informare l’impresa appaltatrice e i lavoratori impegnati nella prestazione, sugli eventuali rischi legati alle attività presenti sul luogo di lavoro, sulle misure preventive da porre in atto e sulle attrezzature da utilizzare
  • cooperare nella valutazione dei rischi legati all’interferenza dell’attività
  • coordinare le misure di prevenzione dei rischi generici o specifici connesse all’attività delle imprese
  • informare i lavoratori dei pericoli specifici dei lavori da eseguire.

Sicurezza sul lavoro: tutela delle lavoratrici madri

Il decreto legislativo 81/2008 innova profondamente l’approccio alla valutazione dei rischi legati alle differenze di genere. La valutazione deve riguardare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ivi compresi i rischi da stress da lavoro correlato, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza e quelli connessi:

  • alle differenze di genere
  • età
  • alla provenienza dei paesi
  • alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro.

Le lavoratrici durante il periodo di gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio sono soggette a particolare tutela della loro salute e sicurezza, in base a quanto stabilito dal decreto legislativo 26/03/2001 n. 151: “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”. Tale decreto prescrive le misure per la tutela della sicurezza e della salute delle lavoratrici, che hanno informato il datore di lavoro del proprio stato conformemente alle disposizioni vigenti

Nota Bene: Le misure di tutela si applicano anche alle lavoratrici che hanno ricevuto bambini in adozione o in affidamento, fino al compimento dei sette mesi di età degli stessi.

La tutela si esplica con le seguenti modalità:

  1. a) Le lavoratrici durante il periodo di gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio non possono essere adibite al trasporto e sollevamento di pesi né a lavori faticosi, pericolosi ed insalubri; tali lavori sono quelli riportati nell’allegato A del decreto legislativo 151/2001, integrati con quelli che comportano il rischio di esposizione agli agenti ed alle condizioni di lavoro indicati nell’allegato B del medesimo decreto. Inoltre non possono essere adibite al lavoro notturno (dalle ore 24.00 alle ore 6.00), dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Le lavoratrici devono essere addette ad altre mansioni per il periodo per il quale è previsto il divieto.
  2. b) Fatto salvo quanto indicato alla precedente lettera a), nell’ambito della valutazione effettuata ai sensi dell’articolo 17, comma 1 lettera a, del decreto legislativo 81/08, devono essere valutati anche i rischi per la sicurezza e la salute delle lavoratrici e in particolare i rischi di esposizione ad agenti fisici, chimici o biologici, a processi o condizioni di lavoro, di cui all’allegato C del decreto legislativo 151/2001, individuando le misure di prevenzione e protezione da adottare. Se tale valutazione evidenzia un rischio per la sicurezza e la salute delle lavoratrici, devono essere adottate le misure necessarie affinché l’esposizione al rischio delle lavoratrici sia evitata, modificandone temporaneamente le condizioni o l’orario di lavoro. Qualora la modifica delle condizioni o dell’orario di lavoro non sia possibile per motivi organizzativi o produttivi, la lavoratrice deve essere adibita ad altre mansioni, che ovviamente non devono esporre a rischi per la sicurezza e la salute; tale fatto deve essere comunicato al servizio ispettivo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale – Direzione Provinciale del Lavoro, competente per territorio (ex Ispettorato Provinciale del Lavoro).
  3. c) E’ previsto che la lavoratrice sia spostata ad altre mansioni anche nel caso in cui i servizi ispettivi del Ministero del lavoro, d’ufficio o su istanza della lavoratrice, accertino che le condizioni di lavoro o ambientali siano pregiudizievoli alla salute della donna.
  4. d) Se non è possibile adottare le misure indicate in precedenza, il servizio ispettivo del Ministero del lavoro competente per territorio può disporre l’interdizione dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza.

Procedura per la le lavoratrici in gravidanza

→ La lavoratrice, non appena accertato lo stato di gravidanza, deve informare il Direttore/ Responsabile e il coordinatore e/o referente della Struttura cui è assegnata.

→ Il personale sanitario del comparto deve informare anche la Direzione infermieristica, tecnica e

riabilitativa aziendale (D.I.T.R.A.).

→ Lo stato di gravidanza deve essere documentato tramite certificato del ginecologo, da consegnare al Direttore/Responsabile o al coordinatore e/o referente della Struttura.

→ Il Direttore/Responsabile della Struttura cui è assegnata la lavoratrice, dopo avere effettuato la valutazione dei compiti assegnati alla stessa, comunicherà per iscritto alla lavoratrice le misure di tutela necessarie.

→ Qualora il Direttore/Responsabile ravvisi, nelle mansioni assegnate, compiti lavorativi incompatibili con lo stato di gravidanza, la lavoratrice dovrà attenersi alle disposizioni che prevedono l’eliminazione di tali compiti.

→ Se necessario per la tutela propria e del nascituro, alla lavoratrice potranno essere assegnate altre mansioni nell’ambito della Struttura di appartenenza o in un’altra Struttura.

→ Per alcuni rischi specifici, l’interdizione è prevista anche per il periodo di allattamento al seno e comunque fino a 7 mesi dopo la nascita del bambino; pertanto anche in questo periodo occorrerà astenersi dai compiti che, a giudizio del Direttore/Responsabile, possano costituire un rischio.

→ Alle lavoratrici che hanno ricevuto bambini in adozione o in affidamento di età inferiore a 7 mesi si applicano le misure di tutela previste per il periodo dopo il parto, fino al compimento del settimo mese di età del bambino.

→ Se per motivi organizzativi e/o ambientali dovesse risultare impossibile un’idonea collocazione lavorativa, l’Azienda inoltrerà istanza al servizio ispettivo del Ministero del Lavoro per l’interdizione dal lavoro, corredata dall’attestazione dell’impossibilità di idonea collocazione lavorativa.

→ La lavoratrice può inoltrare istanza al servizio ispettivo del Ministero del Lavoro, per chiedere lo spostamento ad altre mansioni o l’astensione dal lavoro anche:

– quando ritenga che le condizioni di lavoro o ambientali siano pregiudizievoli alla sua salute;

– nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza.

In caso di interruzione per qualsiasi motivo della gravidanza, la lavoratrice dovrà darne tempestiva comunicazione, anche verbale:

– al Direttore/Responsabile, al coordinatore e/o referente della Struttura cui è assegnata

– alla S.C. Gestione, formazione e sviluppo delle risorse umane

– alla Direzione infermieristica, tecnica e riabilitativa aziendale

 Procedura per la tutela delle lavoratrici in gravidanza e fino a 7 mesi di età del figlio

La procedura deve essere applicata dal Responsabile di Struttura, Servizio, Ufficio, o, in caso di assenza del titolare, dal suo sostituto. Il Responsabile, non appena abbia avuto notizia, sotto qualsiasi forma, dello stato di gravidanza, deve immediatamente mettere la lavoratrice in condizioni di tutela (allontanandola dai compiti lavorativi incompatibili) e contestualmente attivare quanto previsto dalla procedura .

 

Il compito lavorativo comporta Azioni da intraprendere Periodo di tutela
Esposizione a radiazioni ionizzanti Eliminare i compiti in “zone classificate” (zona controllata e zona sorvegliata)

 

Eliminare i compiti lavorativi che potrebbero esporre il nascituro ad una dose superiore a un millisivert durante la gravidanza

Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio

 

 

Per attività comportanti un potenziale rischio di contaminazione: periodo di allattamento al seno

 

Esposizione a radiazioni non ionizzanti:

–       laser di classe 3b o 4

–       risonanza magnetica

 

Eliminare il compito lavorativo che richiede la presenza nei locali durante l’uso del laser

 

Eliminare il compito lavorativo che comporta esposizione

Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio

Gravidanza, periodo di allattamento al seno e comunque fino a sette mesi di età del figlio

Rischio biologico/infettivo

(per contatto con liquidi biologici o per via aerea, comprese le malattie esantematiche infantili)

Eliminare il compito lavorativo che comporta potenziale esposizione

Vedi nota 1

Per toxolasma e virus della rosalia: lavoratrici in gravidanza (a meno che sussista la prova che la lavoratrice è sufficientemente protetta contro questi agenti dal suo stato di immunazione
Utilizzo di sostanze o preparati etichettati come pericolosi e in particolare:

-tossici o molto tossici

-corrosivi

-esplosivi

-estremamente infiammabili

-nocivi

-irritanti

Eliminare il compito lavorativo che comporta rischio di esposizione, manipolazione di tali prodotti e dei loro contenitori Gravidanza, periodo di allattamento al seno e comunque fino a sette mesi di età del figlio
Esposizione a gas anestetici Eliminare il compito che comporta esposizione Gravidanza, periodo di allattamento al seno e comunque fino a sette mesi di età del figlio
Preparazione di farmaci Eliminare il compito che comporta esposizione Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio
Preparazione e/o somministrazione di farmaci antitumorali, medicamenti antimiotici o a base di mercurio o dei sui derivati Eliminare il compito operativo Gravidanza, periodo di allattamento al seno e comunque fino a sette mesi di età del figlio
Rischio traumi (pazienti psichiatrici, ippoterapia) Eliminare il compito operativo

 

Degenze psichiatriche, CPS, Centri diurni, CRT, comunità protette o semi protette, comunità alloggio

Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio
Prolungata esposizione a vibrazioni (guida automezzi, interventi con trasporto in elicottero) Eliminare il compito operativo

 

Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio
Stazione eretta per oltre 4 ore giornaliere Modificare le condizioni di lavoro o l’orario di lavoro in modo da limitare il compito da svolgere in ortostatismo a non più di 4 ore Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio
Movimentazione manuale dei carichi o di pazienti Escludere compiti lavorativi che rechiedono:

-movimentazione manuale di pazienti

-movimentazione manuale di carichi

-operazioni di traino/spinta

 

(In caso di dubbi consultare il medico competente o il SPP)

Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio
Lavoro in ambienti in sovrapressione (Camere imperbariche) Eliminare il compito operativo Gravidanza

Vedi nota 2

Lavoro in videoterminale per oltre 20 ore settimanali Modificare le condizioni di lavoro o l’orario di lavoro, in modo da consentire cambiamenti frequenti delle posture Gravidanza
Lavoro stressante, con pause fisse e predeterminate (centralino, prenotazioni, accettazioni, cassa) Organizzare il lavoro in modo da consentire di assentarsi a seconda delle necessità; se questo è impossibile assegnare ad altro compito lavorativo Gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio
Turno notturno Escludere dal turno notturno Gravidanza e fino ad un anno di età del bambino
Altri potenziali rischi

Specificare

 

 

   

Nota 1. Relativamente al rischio biologico/infettivo, devono essere evitati:

  1. a) Lo svolgimento dell’attività lavorativa nelle aree sanitarie delle seguenti Strutture:
  • Malattie infettive
  • Pediatria (sezione infettivi)
  • Pronto Soccorso
  • laboratori di batteriologia/microbiologia
  • ambulatori in cui si eseguono broncoscopia, broncolavaggio, induzione dell’espettorato
  • blocchi operatori
  • altre attività con livello di rischio analogo a quello delle situazioni sopra evidenziate.
  1. b) I compiti lavorativi che possono comportare un rischio infortunistico (prelievi e/o attività con uso di aghi e taglienti; attività con rischio di schizzi di sangue o liquidi biologici; ecc.).
  2. c) Le attività che espongano ad un rischio per via aerea (TBC, malattie esantematiche dell’infanzia o altro agente infettante per via aerea) ragionevolmente superiore a quello della popolazione generale. Per quanto riguarda questo aspetto, a parte le situazioni di rischio conclamato (reparti infettivi o a maggior rischio infettivologico per situazioni particolari in corso; stanze con degenti sicuramente infetti o con sospetto di patologia trasmissibile per via aerea), possono essere trovate delle soluzioni che permettano la permanenza della lavoratrice nella sua normale attività, come ad esempio, l’uso di un facciale filtrante di protezione di tipo FFP2 (per cui, ad esempio, sarà possibile compiere attività di supporto al medico durante la visita, distribuire il vitto e/o terapie orali, ecc.)
  • domande che possono essere utilizzate come “filtro” per escludere il rischio biologico trasmissibile per via aerea nei pazienti che accedono alla Struttura (degenza, ambulatorio, day hospital)

1) Presenta, o ha presentato negli ultimi mesi, sintomi persistenti (per più di 2-3 settimane), quali: febbre, tosse, espettorato, sudorazione profusa, dimagrimento immotivato ?

2) Ha avuto contatti con malati di TBC o di altre malattie polmonari trasmissibili ?

3) Ha avuto recenti contatti con bambini (o adulti) malati di malattie esantematiche, quali: rosolia, morbillo, varicella, ecc.?

Nota 2. In caso di allattamento al seno, dovrà essere verificata col Medico competente l’eventuale incompatibilità dei compiti lavorativi.

Sicurezza sul lavoro: sorveglianza sanitaria e medico competente

La sorveglianza sanitaria è un insieme di atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di saluto e sicurezza, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alla modalità di svolgimento dell’attività lavorativa.

VISITE PREVENTIVE. La visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il dipendente è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica.

La visita medica preventiva viene effettuata nelle seguenti occasioni:

  • assunzione o trasferimento da altra azienda sanitaria. La visita è richiesta dall’area gestione del personale o dalla direzione medica del presidio ospedaliero, appena nota la sede di lavoro del neoassunto. Sulla base dei rischi presenti nella sede di lavoro, il medico competente assegna al lavoratore il profilo di rischio ed il conseguente protocollo per la sorveglianza sanitaria
  • trasferimento o cambio mansioni (sia all’interno che all’esterno dell’unità operativa) se la nuova mansione comporta rischi diversi da quella di provenienza.

Una particolare visita medica è rappresentata dalla visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla mansione.

VISITE PERIODICHE. Le visite mediche periodiche  hanno lo scopo di verificare il mantenimento dello stato di salute in seguito all’esposizione ad uno o più agenti professionali potenzialmente lesivi e di ricercare eventuali alterazioni precoci a carico di apparati ed organi bersaglio. Viene effettuata per i lavoratori addetti a mansioni a rischio, con periodicità e tipologia di accertamenti complementari variabili secondo quanto previsto dal programma di sorveglianza sanitaria. E’ necessario che ogni azienda sanitaria definisca, d’intesa con il medico competente, una procedura che regoli l’organizzazione della sorveglianza sanitaria (convocazione dei lavoratori, flussi delle informazioni e delle certificazioni)

VISITE SU RICHIESTA. I lavoratori soggetti a obbligo di sorveglianza sanitaria in quanto esposti a rischi professionali possono effettuare visite mediche su richiesta (art. 41 D.Lgs. 81/08, comma 2 lett c ) se ritengono che eventuali disturbi sopravvenuti siano correlabili ai rischi professionali. Il lavoratore può segnalare al medico competente condizioni patologiche o suscettibili di peggioramento che, pur non causate dall’attività lavorativa, possano da essa essere aggravate a causa dell’attività lavorativa svolta e pertanto siano meritevoli di attenzione e di un giudizio di idoneità mirato. La singola richiesta perviene generalmente al datore di lavoro (dirigenti o preposti) che inoltra al medico competente; qualora il medico competente ritenga tale richiesta del lavoratore correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta, effettua la visita medica al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. Le varie visite mediche comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio e ritenuti necessari dal medico competente. Le visite mediche non possono essere effettuate per accertare stato di gravidanza ed in altri casi vietati dalla normativa vigente (accertamento dello stato di sieropositività per HIV art. 6 Legge 135 del 05.06.1990, esami finalizzati a verificare il possesso di particolari requisiti e non correlati ai rischi cui il lavoratore è esposto, esami invasivi o radiografici che espongano essi stessi a fattori di rischio se non esiste precisa indicazione clinica), sono altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti.

RICORSO. Avverso i giudizi del medico competente è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all’organo di vigilanza territorialmente competente, che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso.

Viene sancita la possibilità di ricorso all’organo di vigilanza territorialmente competente a tutela delle parti, datore di lavoro e lavoratore, in seguito a tutti i tipi di giudizi di idoneità emessi dal medico competente.

Si ricorda che con il ricorso si avvia un procedimento rispetto al quale si impongono evidenti esigenze di imparzialità; pertanto colui che è preposto all’istruttoria dovrà astenersi qualora in conflitto d’interessi con il ricorrente. Si precisa, inoltre, che anche in presenza di attività soggette a sorveglianza sanitaria può essere richiesto il giudizio alla commissione costituita ai sensi art. 5 della legge 300/70, che si esprimerà sull’idoneità alla mansione genericamente intesa, svincolata quindi da ogni riferimento al posto di lavoro specifico. Il giudizio del medico competente sulla medesima mansione è da intendere invece come contestualizzato, tiene cioè conto delle condizioni di salute del lavoratore strettamente correlate al contesto lavorativo attuale, alle relative modalità operative e ai rischi conseguenti.

La natura giuridica della richiesta sec. art. 5 della legge 300/70 è una richiesta di giudizio ad un organo pubblico e non un ricorso contro un giudizio.

In altre parole, mentre le attribuzioni della commissione medica citata concernono la verifica dell’idoneità generica del soggetto al lavoro, i giudizi di idoneità o inidoneità espressi dal medico competente riguardano la possibilità per il lavoratore di essere sottoposto o meno ai rischi specifici derivanti dalla particolare mansione lavorativa. In questi casi comunque il giudizio della commissione non prevale sul giudizio del medico competente, che è la figura espressamente preposta alla valutazione dell’idoneità alla mansione del lavoratore. Eventuali pareri sulla inidoneità generica alla mansione a giudizio della commissione saranno tuttavia adeguatamente considerati dal medico competente.

Il ricorso deve esser presentato entro trenta giorni dal momento in cui il lavoratore/datore di lavoro ha avuto piena conoscenza del giudizio del medico competente. Tale data è determinabile in modo certo se il medico competente ha comunicato il giudizio mediante consegna a mano del certificato facendosi rilasciare

dall’interessato quietanza di ricevimento datata o, in alternativa, se ha provveduto mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Qualora la quietanza fosse priva della data, si ritiene valida la data di ricevimento dichiarata dall’interessato.  La decisione del ricorso può consistere nella conferma del giudizio espresso dal medico competente, nella sua modifica e può spingersi fino alla revoca del giudizio, da intendersi quale vera a propria riforma sostitutiva di esso (da idoneità ad inidoneità, e viceversa). La decisione del ricorso ha natura giuridica di provvedimento amministrativo giustiziale, pertanto è impugnabile entro 60 giorni con ricorso giurisdizionale dinanzi al T.A.R. ed entro 120 con ricorso amministrativo straordinario dinanzi al Presidente della Repubblica.

Rischi addetti alla radiologia, radioterapia e radiazioni non ionizzanti

Radiazioni ionizzanti. Indicazioni minime.

In presenza di apparecchi radiogeni il datore di lavoro nomina l’esperto qualificato che ha il compito di classificare i lavoratori esposti ai fini della radioprotezione, di valutare le dosi ricevute, di informare il personale sui rischi, di verificare la corretta applicazione delle norme di sicurezza e protezione. Gli ambienti di lavoro sono regolamentati, le zone controllate delimitate e segnalate, le sorgenti ben indicate. I lavoratori devono essere informati sui risultati della sorveglianza dosimetrica e sottoposti a sorveglianza sanitaria.

Assistenza ai pazienti durante la radiografia e radioterapia

  • Durante le radiografie, per assistere i pazienti che necessitano di sostegno, utilizzare cinghie, cuscini e altri supporti; se ciò non fosse possibile, incaricare di tale compito un parente del paziente; se anche ciò non fosse possibile, indossare il grembiule e i guanti di protezione piombati, evitare il fascio diretto dei raggi x, stare il più possibile lontano dal paziente
  • Durante la radioterapia non sostare nel locale di terapia ed evitare di avvicinarsi al paziente.

Radiazioni nono ionizzanti. Indicazioni minime.

  • Utilizzare le protezioni messe a disposizione
  • Ridurre al minimo il tempo di esposizione ed effettuare la sorveglianza del box di controllo, comunque ad almeno 2 o 3 metri di distanza
  • Per quanto riguarda le radiazioni Uv, porre attenzione che le sorgenti siano schermate; che siano allontanati i soggetti sensibili con cute molto chiara o foto allergici o con particolari patologie

Per quanto riguarda i laser, porre attenzione che sia segnalato il tipo, la classe di laser e la pericolosità, che sia segnalato con l’indicatore luminoso il suo funzionamento, che siano

Sicurezza sul lavoro, addetti al pronto soccorso: consigli pratici

Dispositivi, apparecchiature e strumentazioni medicali. Indicazioni minime.

  • Prestate particolare attenzione alla protezione contro i contatti diretti e indiretti (elettrocuzione)
  • Accertarsi che le apparecchiature siano sempre efficienti e in sicurezza, mantenendole pulite e provvedere alle operazioni indicate nei manuali d’uso
  • Controllare che vengano registrati i risultati delle verifiche periodiche e delle manutenzioni preventive
  • Utilizzare i dispositivi individuali di prevenzione
  • Durante la sanitizzazione e nei periodi di sospensione delle attività scollegare le apparecchiature dalla rete

Pericolo di ferite da tagli e punture. Indicazioni minime.

  • Adottare procedure tecniche e metodi di lavoro adeguati ad evitare il rischio da tagli e punture
  • Utilizzare contenitori rigidi, carrelli di trasporto, contenitori dei rifiuti anch’essi in materiale rigido, mezzi di protezione personale (guanti, occhiali)
  • Non effettuare operazioni (ad esempio reincappucciamento dell’ago) che possono comportare indebita esposizione a rischio

Detergenti disinfettanti, sterilizzanti. Indicazioni minime.

  • Non utilizzare i contenitori non etichettati
  • Custodire i detergenti e disinfettanti in luogo non accessibile ad estranei al servizio, ben separati uno dall’altro
  • Utilizzare guanti (creme barriera)
  • Utilizzare preparati secondo l’informazione e la formazione ricevute

Radiazioni ionizzanti. Indicazioni minime.

  • Attuare con attenzione le indicazioni dell’esperto qualificato
  • Se l’operatore non può allontanarsi durante l’esecuzione di radiografie, deve tenersi lontano dal fascio di raggi almeno 2 metri, indossare indumenti protettivi e il dosimetro; se deve rimanere vicino al paziente deve collocarsi dietro uno schermo protettivo

Formazione e addestramento degli addetti alla sicurezza personale. Indicazioni minimi.

E’ opportuno organizzare incontri di formazione e addestramento degli addetti al pronto soccorso su problemi che interessano l’incolumità e la sicurezza personale, sulle tecniche di diesa, sul comportamento da tenere in caso di aggressione, sull’etilismo, sul rapporto con pazienti e familiari, sul problema della morte, eccetera.

Sicurezza sul lavoro, addetti ai reparti di degenza: consigli pratici

Dispositivi, apparecchiature e strumentazioni medicali. Indicazioni minime.

  • Prestate particolare attenzione alla protezione contro i contatti diretti e indiretti (elettrocuzione)
  • Accertarsi che le apparecchiature siano sempre efficienti e in sicurezza, mantenendole pulite e provvedere alle operazioni indicate nei manuali d’uso
  • Controllare che vengano registrati i risultati delle verifiche periodiche e delle manutenzioni preventive
  • Utilizzare i dispositivi individuali di prevenzione
  • Durante la sanitizzazione e nei periodi di sospensione delle attività scollegare le apparecchiature dalla rete

Somministrazione dei medicinali. Indicazioni minime.

  • I farmaci citotossici e antiblastici devono essere maneggiati solo dal personale informato sul rischio e ben addestrato
  • Osservare le specifiche procedure e norme di buona tecnica

Assistenza ai pazienti sottoposti a terapia con radionuclidi. Indicazioni minime.

  • Trasportare il paziente in barella in modo rapido con l’operatore il più lontano possibile dalla sorgente e dal paziente
  • Ospitare il paziente in stanza singola a ventilazione forzata
  • Consultare l’esperto qualificato circa la precauzioni da adottare a seconda della classe di rischio
  • Indossare guanti di gomma nella raccolta di urine e feci e nella pulizie delle padelle o altri oggetti contaminati
  • Seguire le procedure indicate dal servizio di fisica sanitaria

Pericolo di ferite da tagli e punture. Indicazioni minime.

  • Adottare procedure tecniche e metodi di lavoro adeguati ad evitare il rischio da tagli e punture
  • Utilizzare contenitori rigidi, carrelli di trasporto, contenitori dei rifiuti anch’essi in materiale rigido, mezzi di protezione personale (guanti, occhiali)
  • Non effettuare operazioni (ad esempio reincappucciamento dell’ago) che possono comportare indebita esposizione a rischio

Detergenti disinfettanti, sterilizzanti. Indicazioni minime.

  • Non utilizzare i contenitori non etichettati
  • Custodire i detergenti e disinfettanti in luogo non accessibile ad estranei al servizio, ben separati uno dall’altro
  • Utilizzare guanti (creme barriera)