Rischi addetti all’accettazione e uffici: consigli pratici

Climatizzazione e qualità dell’aria. Indicazioni minime.

  • Favorire un’adeguata aereazione per allontanare i vari inquinanti, ioni negativi, acari, spore, prodotti per la pulizia, formaldeide per i mobili, polveri, ecc. Indicazioni minime:
  • chiudere porte e finestre subito dopo l’aereazione se si trovano in zone pericolose
  • proteggere le postazioni di lavoro vicine alle entrare con barriere fisiche o, se possibile, spostando la zona di lavoro in aerea senza correnti d’aria
  • sostituire periodicamente i filtri dell’impianto di condizionamento-aereazione

Illuminazione. Indicazioni minime.

  • Posizionare il posto di lavoro in modo che abbia una buona illuminazione naturale
  • Utilizzare lampade da tavolo facendo in modo da evitare ombre e abbagliamenti diretti

Videoterminali. Indicazioni minime.

  • Sottoporsi, se necessario, alla sorveglianza sanitaria
  • Utilizzare le pause nei casi previsti dalla legge
  • Segnalare al datore di lavoro/dirigente o preposto rischi o mancanza

Arredi. Indicazioni minime.

  • distribuire razionalmente i carichi sugli scaffali, armadi, librerie, avendo cura di riporre nei piani bassi il materiale più pesante
  • non lasciare chiavi sporgenti delle scrivanie e classificatori
  • non gettare nei cestini carta e materiale tagliente
  • programmare una periodica pulizia degli archivi cartacei e la loro riconversione informatica

Attrezzature d’ufficio. Indicazioni minime.

  • prestare attenzione all’uso di forbici, tagliacarte, taglierini
  • posizionare le fotocopiatrici in appositi locali ben areati
  • non utilizzare attrezzature d’ufficio in modo improprio (sedie come scale, cutter come cacciaviti, ecc)

Sicurezza elettrica. Indicazioni minime.

  • Evitare di utilizzare prese multiple con molte utenze collegate, perché sotto carico possono causare cortocircuito
  • Non appoggiare bevande su macchine elettriche e computer
  • Pretendere la rimozione di cavi volanti

Rapporti con il pubblico. Il ricevimento degli utenti e del pubblico può comportare rischi di stress da pubblico e di contagio. Il contatto con gli utenti problematici può comportare rischi per gli addetti e per la loro incolumità. Dove ci sono oggetti di valore e si maneggia denaro vi può essere rischio di furto o di rapina.

Procedure di emergenza. Può essere necessario attivare procedure di emergenza in caso di incendio, di interruzione dell’energia elettrica, infortunio, ecc. E’ bene che i lavoratori sappiano come devono comportarsi in questi casi, informandoli adeguatamente sul piano di emergenza ed effettuando simulazioni.

Organizzazione del lavoro. Indicazioni minime.

  • evitare la monotonia e la ripetitività del lavoro, alternandolo ad altri
  • evitare lavori a postura fissa per periodi lunghi

Rischio Allergologico

I principali fattori di rischio allergologico finora identificati, sono compresi fattori di natura biologica e sostanze di sintesi chimica.

Sostanze di sintesi chimica Sostanze di origine vegetale o animale
Detergenti Derivati di animali di laboratatorio
Disinfettanti Acari
Farmaci Lattice
Guanti di gomma plastica  

Fra le sostanze di sintesi chimica i detergenti e, in particolare i disinfettanti rappresentano uno dei fattori di rischio più rilevanti in questo settore a causa della loro ampia utilizzazione e della numerosità del personale esposto.

Rischio: laser

I LASER sono suddivisi in classi di pericolosità (1, 1M, 2, 2M, 3R, 3B e 4: maggiore è il numero che individua la classe e maggiore è la pericolosità). Le cautele da tenersi variano secondo la classe.

Solo i Laser di Classe 1 possono essere considerati sicuri nelle condizioni di funzionamento ragionevolmente prevedibili.

I laser delle Classi superiori, in particolare quelli delle Classi 3B e 4 possono causare danni irreparabili alla retina per visione diretta o riflessa del fascio (gli strumenti ottici possono rendere dannosi anche laser generalmente non pericolosi).

Detti laser possono inoltre provocare ustioni, nonché l’accensione di materiali combustibili come per esempio il TNT (Tessuto Non Tessuto) non specificatamente realizzato e certificato.

La riflessione del raggio Laser su superfici lucide generalmente non ne attenua l’energia in modo determinante pertanto resta egualmente pericoloso.

Per proteggersi occorre rispettare le norme di impiego delle apparecchiature Laser ed utilizzare i DPI previsti, IN particolare, specifici occhiali o maschere. I locali ove impiegati sono controllati e identificati da specifici cartelli e segnaletica luminosa.

Radiazioni ultraviolette

Per i raggi UV è necessario schermare la sorgente, minimizzare le riflessioni ed allontanare le sorgenti dagli operatori.

In tutti gli ambienti le luci UV non schermate devono essere accese solo quando non vi è presenza di personale.

Rischi: risonanza magnetica

L’accesso ai locali in cui è installato il magnete e ai locali tecnici retrostanti deve avvenire solo col consenso del personale del reparto.

Non deve essere introdotto alcun materiale ferromagnetico e oggetti metallici in genere, in quanto, con l’attrazione dovuta al campo magnetico della macchina, potrebbero essere scagliati anche a grande velocità, urtare le persone presenti e causare danni; gli addetti che accedono ai locali indicati non devono essere portatori di protesi metalliche o “pace maker” e devono lasciare qualsiasi oggetto metallico (orologi, catenine, orecchini, ecc.; anche le monete da 1, 2 e 5 centesimi sono attirate dal campo magnetico), cellulari e carte magnetiche.

Prima di accedere nelle aree in cui vi è campo magnetico superiore a 0.5 mT tutto il personale di manutenzione deve compilare e firmare il questionario che viene utilizzato per i pazienti prima di essere sottoposti ad un esame di RM. Tale questionario è valicato dal Medico Responsabile o da altro medico specialista da lui delegato.

Al di fuori dei locali indicati, i campi elettrico e magnetico sono a livelli inferiori a quelli di potenziale rischio per la popolazione.

Gli operatori addetti ad attività in risonanza magnetica sono sottoposti a sorveglianza sanitaria.

 

Rischi movimentazione manuale dei carichi: consigli pratici

Sollevare o spostare carichi, eccessivamente pesanti o difficilmente afferrabili, può produrre danni al sistema muscolo-scheletrico, soprattutto alla colonna.

E’ molto importante utilizzare sempre all’occorrenza e in modo appropriato gli ausili (sollevatori, teli ad alto scorrimento, ecc.)

Esempi di situazioni nelle quali esiste questo fattore di rischio sono:

  • lo spostamento di pazienti non collaboranti o diversamente abili;
  • il trasporto e l’immagazzinamento di oggetti.

Le misure da adottare per ridurre i rischi connessi con la movimentazione manuale di carichi sono riportate nel Titolo VI del D.Lgs. 81/08.

Comportamenti che limitano i possibili danni da sforzo sono ad esempio:

  • impiegare i dispositivi di ausilio quali sollevatori e teli ad alto scorrimento,
  • non sollevare da soli carichi troppo pesanti (25 kg per gli uomini e 15 kg per le donne, rappresentano i valori indicati dalle norme come valori soglia, oltre i quali il rischio è sicuramente esistente);
  • movimentare carichi indossando calzature adatte (suola antiscivolo)
  • piegare le ginocchia, facendo forza con i muscoli delle gambe anziché con i muscoli dorsali;
  • portare i carichi il più possibile vicino al corpo.

Gli operatori esposti a rischio per movimentazione manuale di carichi sono sottoposti a sorveglianza sanitaria.

 

Rischio: rumore

Il rumore è uno degli Agenti Fisici che in genere inquinano maggiormente gli ambienti di lavoro e, purtroppo, anche quelli di vita quotidiana.

L’esposizione protratta al rumore produce un innalzamento temporaneo della soglia uditiva e può causare:

  • riduzione della capacità uditiva permanente o sordità
  • effetti di tipo organico (disturbi digestivi, ecc.)
  • effetti sul sistema nervoso centrale (insonnia, calo dell’attenzione, ecc.).

Il Danno da Rumore dipende da:

  • Intensità del rumore
  • Durata dell’ esposizione
  • Sensibilità individuale

Attività che possono esporre a livelli significativi di rumore sono, per esempio:

  • il lavoro nelle officine, in falegnameria e in lavanderia;
  • i lavori di manutenzione, con impiego di mole, trapani, martelli
  • pneumatici, spruzzatori di vernici o di aria compressa;
  • il lavoro in elicottero (elisoccorso).

I provvedimenti da adottare per ridurre il rischio dipendono dai livelli di rumore presenti, che si misurano in decibel, secondo una scala che tiene conto della risposta dell’orecchio umano alle diverse frequenze dei suoni e che porta a definire un’unità di misura indicata come dB(A).

Se a seguito della valutazione dei rischi risulta che i valori inferiori di azione sono superati, il datore di lavoro elabora ed applica un programma di misure tecniche e organizzative volte a ridurre l’esposizione al rumore.

Nelle attività che comportano un valore dell’esposizione giornaliera personale di un lavoratore al rumore superiore a 80 dB(A), il Datore di lavoro mette a disposizione i DPI e provvede a che i lavoratori [già da 80 dB(A)] vengano informati su:

  1. a) i rischi derivanti all’udito dall’esposizione al rumore;
  2. b) le misure adottate in applicazione delle norme;
  3. c) le misure di protezione cui i lavoratori debbono conformarsi;
  4. d) la funzione dei mezzi individuali di protezione, le circostanze in cui ne è previsto l’uso e le modalità d’uso;
  1. e) il significato ed il ruolo del controllo sanitario, per mezzo del medico competente;
  2. f) i risultati ed il significato della valutazione del rischio da rumore.

Rischio biologico: precauzioni universali

Tutti i materiali e liquidi biologici devono essere considerati potenzialmente infetti da microrganismi (come HBV, HCV e HIV) che si trasmettono attraverso il sangue e altri liquidi biologici.

Per questo è necessario adottare misure di barriera:

→ Guanti

→ Occhiali o Visiere

→ Mascherine e/o Facciali Filtranti

→ Camici/grembiuli impermeabili

→ Calzari

→ Copricapo

→ Utilizzare e smaltire correttamente aghi e taglienti

→ Lavarsi le mani

→Decontaminare immediatamente le superfici sporcate da materiali biologici

potenzialmente infetti

→ Gestire adeguatamente i campioni biologici e i pezzi anatomici

Il rischio biologico è’ legato alla possibilità di contrarre malattie trasmissibili, per contatto con pazienti, o con animali o con campioni biologici degli stessi.

La trasmissione dei patogeni per via ematica rappresenta la componente più importante del rischio occupazionale negli operatori sanitari, riferibili fondamentalmente ad HIV, HVB e HCV.

I criteri fondamentali per la valutazione del rischio e le misure di protezione da agenti biologici sono riportate nel Titolo X “esposizione ad agenti biologici” del D.Lgs. 81/08.

Esempi di situazioni lavorative nelle quali occorre difendersi dal rischio biologico:

  • prelievo e trattamento di campioni di pazienti;
  • composizione o autopsia delle salme;
  • contatto con biancheria sporca, proveniente da ambulatori, reparti di degenza, blocchi operatori, ecc.;
  • manutenzione di apparecchiature impiegate su pazienti;
  • pulizie, non solo dei reparti e ambulatori ma anche dei sotterranei (cantine, depositi) nei quali possono trovarsi gatti o altri animali;
  • gestione dei rifiuti;
  • interventi sul sistema fognario;
  • coltivazione di agenti biologici, nei laboratori di microbiologia.

Quest’ultima situazione è specificatamente normata, in quanto comporta un rischio maggiore.

Per difendersi dal rischio biologico è importante, rispettare le “precauzioni universali”, le procedure e le linee guida quali per es. “Il lavaggio delle mani e l’uso dei guanti” e utilizzare i dispositivi di protezione individuale.

Gli operatori esposti a rischio biologico sono sottoposti a sorveglianza sanitaria.

PRECAUZIONI UNIVERSALI

Lavarsi le mani con acqua e sapone all’inizio e al termine di ogni attività (anche dopo la rimozione dei guanti) ed immediatamente nel caso di contatto accidentale con sangue o altro liquido biologico, usando anche soluzioni antisettiche

Occorre che i guanti in dotazione siano:

  • appropriati al loro utilizzo (in vinile, nitrile, lattice, polietilene, gomma ecc.)
  • tenuti a disposizione in numero sufficiente all’uso di misura idonea all’operatore: se non aderiscono bene alle mani, risultano fastidiosi e di difficile uso adeguati alle eventuali esigenze di salute dell’operatore (es. antiallergici).

Inoltre vanno sempre usati:

  • nelle procedure di accesso vascolare, come i prelievi quando gli operatori presentano tagli o abrasioni, o altre soluzioni di continuo della cute
  • nell’effettuare medicazioni di ferite o comunque assistenza a persone con lesioni aperte
  • nelle operazioni di riordino e pulizia specie dello strumentario
  • in determinate circostanze (procedure a particolare rischio di punture e/o tagli; procedure a rischio su pazienti noti sieropositivi) è opportuno l’uso del doppio guanto o guanti chirurgici ad alto spessore che vengono utilizzati per es. per attività operatoria particolarmente cruenta e/o con alto rischio di tagli (schegge ossee, ecc.).

Ed ancora vanno:

  • cambiati dopo ogni intervento su un paziente e prima di passare ad un altro
  • immediatamente sostituiti se si rompono, avendo l’accortezza di lavarsi le mani prima di indossarne un nuovo paio
  • tolti ogni volta che si interrompe un’operazione “sporca” per compiere altre attività (es.: rispondere al telefono, compilare un modulo, ecc.) evitando che diventino essi stessi veicolo di infezione
  • usati nelle operazioni di igiene alla persona

L’uso dei guanti, è da ricordare, non può prevenire le lesioni dovute agli aghi o agli strumenti affilati e taglienti; per questo è opportuno porre particolare attenzione a:

  • eseguire terapie iniettive a bambini o ad adulti non collaboranti o agitati, solo con la collaborazione di altro personale
  • non reincappucciare gli aghi dopo il loro uso; non disinserirli, se non seguendo la procedura prevista dall’uso degli appositi contenitori rigidi provvisti di speciale dispositivo di smaltimento
  • controllare prima dell’inizio dell’attività che detti contenitori siano collocati in posizione comoda rispetto al posto di lavoro e che non contengano già troppi rifiuti (la mancanza di spazio nella caduta del tagliente può farlo posizionare in maniera rischiosa per l’operatore)
  • non travasare nulla dai contenitori di smaltimento dei rifiuti e non tentare la loro compressione anche se si tratta di contenitori rigidi; prevedere in tempo utile e in base al tipo di attività il giusto approvvigionamento di contenitori per i rifiuti speciali
  • procedere alla loro corretta chiusura evitando così qualsiasi rischio a chi si troverà successivamente a doverli maneggiare per il loro smaltimento.

I campioni biologici vanno trasportati in contenitori rigidi di plastica o di metallo, che presentino al loro interno appositi scomparti o supporti utili a mantenerli in posizione verticale. Le provette usate dovrebbero essere di materiale plastico e con tappo ermetico, in modo da evitare perdite o rotture accidentali.

Occorre inoltre controllare sempre che all’esterno delle provette non vi siano residui di materiale organico, per non creare ulteriori rischi di infezione nel personale addetto al laboratorio.

Le “carte” di accompagnamento dei campioni non devono essere d’intralcio alla loro manipolazione.

Infine, si dovrà provvedere periodicamente al lavaggio e alla disinfezione dei contenitori e dei supporti usati per le provette.

Pavimenti, piani di lavoro, arredi, ecc. possono essere contaminati da schizzi o versamenti di materiale biologico potenzialmente infetto; occorre innanzi tutto rimuovere il materiale per evitare una sua ulteriore diffusione, usando la massima cautela (guanti, carta assorbente, pinze), passando poi a disinfettare tempestivamente le superfici contaminate.

Naturalmente queste operazioni richiedono l’uso di guanti idonei, più resistenti, tipo quelli usati normalmente per le pulizie o la cucina e, relativamente al disinfettante impiegato, è opportuno l’uso di una maschera protettiva.

Il camice utile alla protezione dell’operatore, va cambiato con sufficiente frequenza anche per evitare l’eventuale diffusione di germi patogeni nei diversi ambiti dell’attività lavorativa.

Va cambiato subito in caso di imbrattamento con fluidi biologici; può essere integrato da un sovracamice monouso, meglio se impermeabilizzato, nei casi in cui è prevedibile una maggiore contaminazione biologica.

Maschere, schermi facciali (visiere) e occhiali sono da indossare dove indicato e quando è prevedibile l’esposizione delle mucose orali, nasali e congiuntivali a schizzi di sangue o altro materiale biologico.

Le maschere facciali possono proteggere anche dagli aerosol infetti.

Rischi sul lavoro per gli addetti ai laboratori clinici e cito-istologici

Computer, VDT e microscopi. Indicazione minime

  • Organizzare il lavoro in modo da ridurre l’attenzione visiva al microscopio o al videoterminale, instaurando adeguate pause si riposo.
  • Chiedere la sorveglianza sanitaria del medico competente

Pericoli di tagli, ferite e ustioni. Indicazioni minime.

  • Utilizzare i DPI
  • Non effettuare operazioni (ad esempio reincappucciamento dell’ago) che possono comportare indebita esposizione a rischio
  • Utilizzare centrifughe che non consentano l’apertura del coperchio con cestello ancora in movimento
  • Maneggiare con cura gli oggetti di vetro, sostituire ogni volta possibile con contenitori di plastica o materiale metallico
  • Non maneggiare bicchieri, provette o altra attrezzatura calda, usare apposite pinze o manopole

Rischio chimico e cancerogeno. Indicazioni minime.

  • Privilegiare sempre, ove possibile, l’impiego di prodotti non tossici o poco tossici
  • Utilizzare i DPI
  • Utilizzare apposite cappe aspiranti
  • Dotare il magazzino reagenti di ventilazione forzata

Attività autopica e istolologica. Indicazioni minime.

  • In sala autoptica utilizzare maschere, guanti, occhiali protettivi, copricapo, camice e grembiule impermeabile
  • Nella fase di esumazione utilizzare idonei guanti e stivali di gomma, tuta impermeabile, copricapo e maschere
  • Utilizzare i DPI
  • Eliminare i rifiuti come speciali infetti
  • Sottoporre gli addetti alle necessarie misure di profilassi

Rischi sul lavoro per gli addetti al blocco operatorio

Dispositivi, apparecchiature e strumentazioni medicali. Indicazioni minime.

  • Prestate particolare attenzione alla protezione contro i contatti diretti e indiretti (elettrocuzione)
  • Accertarsi che le apparecchiature siano sempre efficienti e in sicurezza, mantenendole pulite e provvedere alle operazioni indicate nei manuali d’uso
  • Controllare che vengano registrati i risultati delle verifiche periodiche e delle manutenzioni preventive
  • Utilizzare i dispositivi individuali di prevenzione
  • Durante la sanitizzazione e nei periodi di sospensione delle attività scollegare le apparecchiature dalla rete

Rischio biologico. Indicazioni minime.

  • Utilizzare contenitori per taglienti, per liquidi biologici e per reperti anatomici con caratteristiche tali da evitare esposizioni infettive, anche accidentali
  • Far si che dopo l’intervento chirurgico gli strumenti acuminati e taglienti siano manipolati solo dal chirurgo e dalla strumentista-ferrista
  • Non abbandonare gli strumenti, ma smaltirli subito negli appositi contenitori se monouso o raggrupparli
  • In caso di lavaggio manuale utilizzare guanti antitaglio, copricamice e grembiule impermeabile, mascherina, occhiali protettivi
  • In caso di lavaggio automatico, indossare guanti robusti antitaglio
  • Utilizzare i DPI

Gas anestetici. Indicazioni minime.

L’esposizione professionale a gas anestetici può derivare da perdite del gruppo anestesiologico, dalla fase di  induzione e dall’aria espirata dal paziente. E’ pertanto necessario eseguire una corretta e costante manutenzione del gruppo anestesiologico, degli impianti did erogazione dei gas medicinali e anestetici, del sistema di allontanamento dell’espirato direttamente collegato alle apparecchiature in zona preparatoria, sala operatoria e zona risveglio, dando così attuazione anche ad ogni intervento di prevenzione dei rischi incendio.

Rischi sul lavoro per gli addetti ai pronto soccorso

Dispositivi, apparecchiature e strumentazioni medicali. Indicazioni minime.

  • Prestate particolare attenzione alla protezione contro i contatti diretti e indiretti (elettrocuzione)
  • Accertarsi che le apparecchiature siano sempre efficienti e in sicurezza, mantenendole pulite e provvedere alle operazioni indicate nei manuali d’uso
  • Controllare che vengano registrati i risultati delle verifiche periodiche e delle manutenzioni preventive
  • Utilizzare i dispositivi individuali di prevenzione
  • Durante la sanitizzazione e nei periodi di sospensione delle attività scollegare le apparecchiature dalla rete

Pericolo di ferite da tagli e punture. Indicazioni minime.

  • Adottare procedure tecniche e metodi di lavoro adeguati ad evitare il rischio da tagli e punture
  • Utilizzare contenitori rigidi, carrelli di trasporto, contenitori dei rifiuti anch’essi in materiale rigido, mezzi di protezione personale (guanti, occhiali)
  • Non effettuare operazioni (ad esempio reincappucciamento dell’ago) che possono comportare indebita esposizione a rischio

Detergenti disinfettanti, sterilizzanti. Indicazioni minime.

  • Non utilizzare i contenitori non etichettati
  • Custodire i detergenti e disinfettanti in luogo non accessibile ad estranei al servizio, ben separati uno dall’altro
  • Utilizzare guanti (creme barriera)
  • Utilizzare preparati secondo l’informazione e la formazione ricevute

Radiazioni ionizzanti. Indicazioni minime.

  • Attuare con attenzione le indicazioni dell’esperto qualificato
  • Se l’operatore non può allontanarsi durante l’esecuzione di radiografie, deve tenersi lontano dal fascio di raggi almeno 2 metri, indossare indumenti protettivi e il dosimetro; se deve rimanere vicino al paziente deve collocarsi dietro uno schermo protettivo

Formazione e addestramento degli addetti alla sicurezza personale. Indicazioni minimi.

E’ opportuno organizzare incontri di formazione e addestramento degli addetti al pronto soccorso su problemi che interessano l’incolumità e la sicurezza personale, sulle tecniche di diesa, sul comportamento da tenere in caso di aggressione, sull’etilismo, sul rapporto con pazienti e familiari, sul problema della morte, eccetera.