Lavoratori non vedenti: età pensionabile

Per i lavoratori dipendenti non vedenti l’età per la pensione di vecchiaia è fissata in:

  • 50 anni per le donne
  • 55 anni per gli uomini

Contribuzione. Il requisito per la contribuzione è stabilito in 10 anni.

Questi requisiti ridotti trovano applicazione per i lavoratori ciechi dalla nascita o divenuti tali prima dell’inizio del rapporto assicurativo obbligatorio e per quelli che, pur divenuti ciechi dopo l’assicurazione, possano tuttavia fa valere almeno 10 anni di contribuzione per lavoro svolto dopo l’insorgere della cecità.

 

Per i lavoratori non vedenti (affetti da cecità assoluta o con residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi, con eventuale correzione) che non si trovino nelle anzidette condizioni, restano fermi i requisiti di età di 55 e 60 anni e di 15 anni di contribuzione previsti al 31 dicembre 1992.

Età pensionabile lavoratori non vedenti

Per i lavoratori dipendenti non vedenti l’età per la pensione di vecchiaia è fissata in:

  • 50 anni per le donne
  • 55 anni per gli uomini

Contribuzione. Il requisito per la contribuzione è stabilito in 10 anni.

Questi requisiti ridotti trovano applicazione per i lavoratori ciechi dalla nascita o divenuti tali prima dell’inizio del rapporto assicurativo obbligatorio e per quelli che, pur divenuti ciechi dopo l’assicurazione, possano tuttavia fa valere almeno 10 anni di contribuzione per lavoro svolto dopo l’insorgere della cecità.

Per i lavoratori non vedenti (affetti da cecità assoluta o con residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi, con eventuale correzione) che non si trovino nelle anzidette condizioni, restano fermi i requisiti di età di 55 e 60 anni e di 15 anni di contribuzione previsti al 31 dicembre 1992.

Mansioni pesanti: domanda entro il primo marzo

Domada

Devo fare domanda di riconoscimento dei lavori usuranti entro il 1° marzo 2017 se maturo i requisiti per la quota 41 nel 2017, ma al patronato dicono che fino al 1° marzo 2017 non si può perchè non sono usciti i decreti attuativi. Come posso fare con questa sovrapposizione di date?
Risposta

Si lavoratori precoci, ai quali è consentito l’accesso alla pensione con 41 anni di contribuzione, al ricorrere di specifiche condizioni di legge, con coloro che svolgono mansioni particolarmente faticose e pesanti. Questi ultimi devono presentare la domanda entro il 1° marzo 2017 qualora i requisiti agevolati risulteranno maturati nel corso del 2017. Si ricorda che costoro accedono – di norma – alla pensione con quota 97,6 con almeno 61 anni 7 mesi e 35 anni di contribuzione oltre ai resti utili a perfezionare la quota.

Relativamente a quest’ultima fattispecie non è prevista l’emanazione di alcun decreto attuativo, poiché il comma 206 dell’articolo 1 della legge 232/2016 modifica la normativa già esistente e consolidata da diversi anni.

Se rientra in una delle fattispecie previste dal comma 199 della citata legge, che consente il pensionamento con 41 anni di contribuzione (tra i quali rientrano anche talune categorie di lavoratori che svolgono mansioni usuranti), dovrà attendere l’emanazione del decreto attuativo, ma in questo caso non è prevista la scadenza del 1° marzo 2017 quale data ultima di presentazione delle istanze.

 

Cumulo pensione/stipendio nelle Pubbliche Amministrazioni

In assenza di provvedimenti legislativi ad hoc, l’INPS riconosce integralmente gli emolumenti in questione (tredicesima mensilità e indennità integrativa speciale) a decorrere dalla pubblicazione della circolare 10 novembre 2016, n. 195.

Il quadro di riferimento

Il D.P.R. 29.12.1973, n. 1092, aveva dettato delle disposizioni in materia di cumulabilità tra pensione e trattamento stipendiale. Nello specifico, all’art. 97, c. 1, si era previsto che al titolare di pensione prestante opera retribuita alle dipendenze dello Stato, di amministrazioni pubbliche o di enti pubblici, non competesse la tredicesima mensilità per il periodo di prestazione. Qualora, però, l’importo della tredicesima mensilità relativa alla pensione fosse superiore a quello della tredicesima mensilità dovuta in relazione alla nuova prestazione retribuita, spettava la tredicesima mensilità della pensione in misura pari alla differenza tra i due importi. Inoltre, ai sensi dell’art. 99, co. 5, la corresponsione dell’indennità integrativa speciale a favore del titolare di pensione, prevista dal comma 1, doveva essere sospesa nei confronti del pensionato prestante opera retribuita presso lo Stato, amministrazioni pubbliche/enti pubblici.

Tali disposizioni sono state successivamente dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale (sentenze, rispettivamente, del 18-27 maggio 1992, n. 232 e del 13-22 dicembre 1989, n. 566) in considerazione del fatto che il legislatore:

  • per quanto riguarda l’art. 97, c. 1, non aveva determinato la misura della retribuzione, oltre la quale non competeva la tredicesima;
  • relativamente all’art. 99, c. 5, non aveva stabilito il limite dell’emolumento per le attività di riferimento, dovendosi ritenere ammissibile, al di sotto di tale limite, il cumulo integrale fra il trattamento pensionistico e la retribuzione, senza sospensione della corresponsione dell’indennità integrativa speciale. Nel rispetto del principio di ragionevolezza la fissazione di detto limite competerebbe al legislatore, che dovrebbe provvedere a riformulare la norma.

Non essendo stata approvata, dopo tali sentenze, una norma legislativa per adeguare le disposizioni in materia di cumulabilità a quanto disposto dalla Corte Costituzionale e non risultando legittimo operare in via amministrativa una sorta di interpretazione “adeguatrice” e tenendo anche conto dell’evoluzione della normativa successiva che ha gradualmente portato all’eliminazione del divieto di cumulo tra pensione e redditi di lavoro autonomo e dipendente, l’adesione a quanto stabilito dalla Corte, a parere dell’Istituto, non può che basarsi sul riconoscimento in toto del diritto alla corresponsione degli emolumenti in questione.

La soluzione adottata dall’Inps

Sulla base di queste considerazioni, l’INPS ha adottato, in via amministrativa, una soluzione volta al riconoscimento delle voci in esame, anche in assenza e a prescindere dalla proposizione di ricorsi da parte degli interessati; soluzione condivisa dal vigilante Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Pertanto, per le pensioni decorrenti dalla data di pubblicazione della circolare n. 195/2016 (10 novembre 2016), indennità integrativa speciale e tredicesima vengono ad essere corrisposte integralmente e gli interessati potranno richiedere alla sede Inps che gestisce la relativa pensione la corresponsione della tredicesima mensilità e/o dell’indennità integrativa speciale su pensione in godimento in costanza di attività lavorativa dipendente. Acquisita la domanda la Sede provvederà al ripristino degli importi di indennità integrativa speciale e/o di tredicesima mensilità prevedendo la corresponsione del valore capitale, interessi legali e/o rivalutazione monetaria secondo la normativa vigente, nei limiti della prescrizione quinquennale. In ipotesi di pendenza di causa le sedi provvederanno a riconoscere l’indennità integrativa speciale e la tredicesima con gli accessori di legge nei limiti della prescrizione. La documentazione attestante l’avvenuto adempimento sarà depositata in giudizio al fine di conseguire la pronuncia di cessazione della materia del contendere.

Pensione: REQUISITI 2017

Nel 2017 i requisiti per l’accesso alla pensione, per i lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria, subiscono alcuni cambiamenti rispetto al 2016.

Anche se l’impianto generale della Riforma Fornero non viene messo in discussione la novità principale del 2017, come abbiamo visto sarà l’APE che nelle sue varie forme (volontario, sociale) erogherà un reddito di accompagnamento alla pensione di vecchiaia in favore di coloro che abbiano almeno 63 anni di età e che soddisfano particolari condizioni.

L’APE, lo ricordiamo ancora, non sarà una pensione, pertanto, non avrà le caratteristiche proprie dei trattamenti previdenziali.

In particolare sull’importo della prestazione non sarà attribuita la perequazione automatica, nè i trattamenti di famiglia (ANF), nè si potranno effettuare trattenute per il pagamento di oneri (ad esempio: per riscatti e ricongiunzioni; per cessione del quinto dello stipendio; per mutui ecc.).

La prestazione, inoltre, non sarà reversibile ai superstiti: in caso di decesso del beneficiario dell’APE, ai superstiti verrà liquidata la pensione indiretta, con le norme ordinarie previste in materia di pensioni ai superstiti.

Diverso sarà anche il regime della tassazione che non seguirà le normali regole sui trattamenti previdenziali e le mensilità annue corrisposte risulteranno 12 invece che 13, come accade di regola sulle pensioni.

A parte l’APE, come indicato in premessa la Riforma Fornero non viene stravolta.

Per fruire dell’uscita sarà necessario perfezionare almeno 66 anni e 7 mesi di età (65 anni e 7 mesi le lavoratrici dipendenti del settore privato, 66 anni e 1 mese le autonome) unitamente a 20 anni di contributi (pensione di vecchiaia) oppure, indipendentemente dall’età anagrafica, 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) (pensione anticipata).

Requisiti che potranno essere raggiunti anche attraverso il nuovo cumulo dei periodi assicurativi.

FOCUS

Da segnalare altre due novità

Dal 1° maggio 2017 i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età, e che si riconoscono in alcuni profili di tutela potranno godere del pensionamento anticipato a 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica.

Inoltre per effetto di una modifica contenuta nella legge di stabilità 2017 viene consentita l’uscita anche delle lavoratrici che hanno raggiunto i 57 anni età unitamente a 35 anni di contributi entro il 31.12.2015 che optino per la liquidazione della pensione con il sistema contributivo (cd. opzione donna).

Anche nel 2017 l’ordinamento continuerà a riconoscere uscite agevolate per il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, per alcune categorie di lavoratori dello spettacolo e gli sportivi professionisti, per il personale viaggiante iscritto al soppresso fondo trasporti, per alcuni marittimi e per gli iscritti al fondo volo.

Anche gli addetti alle mansioni usuranti potranno uscire con requisiti ridotti.

Nello specifico dal 2017 l’uscita può essere agguantata con 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi ed il contestuale perfezionamento del quorum 97,6  senza più necessità, una novità del 2017, di attendere ulteriori 12 o 18 mesi per l’apertura della finestra mobile.

Lavoratori in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995 sistema misto

Pensione anticipata 42 anni 10 mesi di contributi se uomini; 41 anni e 10 mesi se donne. A prescindere dell’età anagrafica
Pensione anticipata per i lavoratori che hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro prima del 19° anno di età (lavoratori precoci) Dal 1° gennaio 2017 per alcune categorie di lavoratori precoci il requisito contributivo è ridotto a 41 anni.

Vedi sopra Lavoratori precoci

Pensione di vecchiaia 66 anni e 7 mesi (65 anni e 7 mesi le donne dipendenti del settore privato) A condizione che sussistano 20 anni di contributi

Lavoratori non in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995 sistema contributivo e gestione separata

Pensione anticipata 42 anni 10 mesi di contributi se uomini; 41 anni e 10 mesi se donne. A prescindere dell’età anagrafica. Oppure a 63 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi effettivi a condizione che l’assegno non sia inferiore a circa 1.250 euro al mese
Pensione di vecchiaia 66 anni e 7 mesi (65 anni e 7 mesi le donne dipendenti del settore privato) A condizione che sussistano 20 anni di contributi. A condizione che l’importo della pensione risulti essere non inferiore a circa 670 euro al mese.

Oppure indipendentemente dall’importo soglia, con 70 anni e 7 mesi di età e 5 anni di contributi effettivi

 Comparti e/ prestazioni per i quali sono previste deroghe ai requisiti generali sopra indicati (*) Nelle prestazioni di vecchiaia, ove non diversamente specificato, è necessario perfezionare il requisito di almeno 20 anni di contribuzione. Per chi è nel sistema retributivo misto il requisito può scendere a 15 anni) 

Lavoratori in possesso di contribuzione al 31.12.1995 Lavoratori Non in possesso di contribuzione al 31.12.1995
Disposizione eccezionale  art. 24. Co 2 Dl 201/2011 Pensione anticipata a 64 anni e 7 mesi per i lavoratori dei settori privati che hanno raggiunto quota 96 entro il 2012 o le donne dei settori privati che hanno raggiunto 60 anni e 20 anni di contributi
Pensione di vecchiaia invalidi non inferiori all’80% 60 anni e 7 mesi uomini

55 anni e 7 mesi donne

(*)

Pensione di vecchiaia non vedenti 55 anni e 7 mesi se uomini

50 anni e 7 mesi se donne

(*)

Opzione donna 57 anni e 35 di contributi se raggiunti entro il 31.12.2015 a condizione che optino per il sistema di calcolo contributivo
Lavoratori derogati dalla Legge Fornero

Pensione di vecchiaia

65 anni e 7 mesi di età; 61 anni e 5 mesi le lavoratrici dei settori privati a condizione che abbiano almeno 20 anni di contributi 65 anni e 7 mesi di età; 61 anni e 5 mesi le lavoratrici dei settori privati unitamente a 5 anni di contribuzione effettiva e a condizione che l’importo non sia inferiore a 1,2 volte il minimo INPS. Il predetto limite non è richiesto se il soggetto ha compito i 65 anni di età
Lavoratori derogati dalla Legge Fornero

Pensione anticipata

Quorum 97,6 con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi; oppure 40 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica * Quorum 97,6 con almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi; oppure 40 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. E’ richiesto l’importo soglia di 1,2 volte il valore dell’assegno sociale salvo il soggetto abbia raggiunto i 65 anni di età*
Comparto difesa e sicurezza

Pensione di anzianità

40 anni e 7 mesi di contributi (indipendentemente dall’età anagrafica); oppure 57 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi * 40 anni e 7 mesi di contributi (indipendentemente dall’età anagrafica); oppure a 57 anni e 7 mesi di età e 5 anni di contribuzione effettiva a condizione che l’assegno non risulti inferiore a 1,2 volte il valore dell’assegno sociale se la pensione si ottiene prima del 65° anno di età
Comparto sicurezza

Pensione di Vecchiaia con almeno 35 anni di servizio

Dirigente Generale: 65 anni; Dirigente Superiore: 63 anni; Qualifiche Inferiori 60 anni * 40 anni e 7 mesi di contributi (indipendentemente dall’età anagrafica); oppure a 57 anni e 7 mesi di età e 5 anni di contribuzione effettiva a condizione che l’assegno non risulti inferiore a 1,2 volte il valore dell’assegno sociale se la pensione si ottiene prima del 65° anno di età
Comparto sicurezza

Pensione di vecchiaia con meno di 35 anni di servizio

Dirigente Generale: 65 anni e 7 mesi; Dirigente Superiore: 63 anni e 7 mesi; Qualifiche Inferiori: 60 anni e 7 mesi. A condizione che sussistano 20 anni di servizio 40 anni e 7 mesi di contributi (indipendentemente dall’età anagrafica); oppure a 57 anni e 7 mesi di età e 5 anni di contribuzione effettiva a condizione che l’assegno non risulti inferiore a 1,2 volte il valore dell’assegno sociale se la pensione si ottiene prima del 65° anno di età
Lavori usuranti

Faticoso e Pesante e Notturno per almeno 78 giorni l’anno

Quorum 97,6 con almeno 61 anni e 7 mesi e 35 anni di contributi
Lavori usuranti

Notturno per giorni da 64 a 71 l’anno

Quorum 99,6 con almeno 63 anni e 7 mesi e 35 di contributi
Lavori usuranti

Notturno per giorni da 72 a 78 l’anno

Quorum 98,6 con almeno 62 anni e 7 mesi e 35 di contributi
Totalizzazione Nazionale (Dlgs 42/2006) 40 anni e 7 mesi di contributi (a prescindere dall’età anagrafica) con finestra mobile di 21 mesi                  

di anzianità

40 anni e 7 mesi di contributi (a prescindere dall’età anagrafica) con finestra mobile di 21 mesi
Totalizzazione Nazionale (Dlgs 42/2006) 40 anni e 7 mesi di contributi (a prescindere dall’età anagrafica) con finestra mobile di 21 mesi                  

di vecchiaia

65 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi con finestra mobile di 18 mesi

Contributi figurativi per malattia

I contributi figurativi per malattia e infortunio sono utili per il diritto a tutte le pensioni, escluse quelle anticipate rispetto all’età pensionabile e la pensione di vecchiaia contributiva all’età di 70 anni.

Sono utili per il diritto alla prosecuzione volontaria e all’indennità di disoccupazione (periodo neutro).

Quando nei periodi di malattia viene comunque corrisposta una retribuzione da parte del datore di lavoro e l’accredito figurativo è ad integrazione di tale retribuzione il periodo è utile per il diritto alla pensione anticipata.

Sono accreditabili tutti i periodi d’inabilità al lavoro dovuti a:

  • malattia indennizzata
  • malattia tempestivamente accertata
  • malattia non indennizzata per essersi verificata in periodi non lavorati
  • malattia che non da luogo ad indennizzo (es. malattia per lavoro domestico e familiare)
  • infortunio e malattia professionale

Non sono invece accreditabili i periodi di malattia e infortunio di durata inferiore a 7 giorni.

Per ottenere l’accredito è necessario almeno 1 contributo settimanale versato prima del periodo di malattia o infortunio, come lavoratore dipendente.

L’accredito relativo ai periodi di malattia e infortunio può essere integrale (cioè sia ai fini dell’anzianità contributiva che del valore retributivo) oppure ad integrazione e riguardare solo il valore retributivo del periodo di contribuzione obbligatoria.

Il valore retributivo attribuito ai periodi di malattia verificatesi in costanza di attività lavorativa è pari all’importo della normale retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore, in caso di attività lavorativa, nel mese in cui si colloca l’evento.

Per quelli intervenuti fuori dal rapporto di lavoro il valore retributivo è pari alla media delle retribuzioni intere, percepite in costanza di rapporto di lavoro nell’anno solare in cui si collocano gli eventi (in assenza negli anni precedenti o successivi)

Si possono accreditare contributi figurativi per malattia e infortunio nei limiti indicati nella tabella.

 

Collocazione eventi Limiti di utilizzo Collocazione periodi utili nella vita assicurativa
Fino al 31 dicembre 1996 12 mesi = 52 settimane  
1.1.1997 – 31-12-1999 14 mesi = 61 settimane Di cui almeno 9 successive al 31.12.1996
1.1.200 – 31.12.202 16 mesi = 70 settimane Di cui almeno 9 successive al 31.12.1999
1.1.2003 – 31.12.2005 18 mesi = 78 settimane Di cui almeno 9 successive al 31.12.2002
1.1.2006 – 31.12.2008 20 mesi = 87 settimane Di cui almeno 9 successive al 31.12.2005
1.1.2009 – 31.12.2011 22 mesi = 96 settimane Di cui almeno 9 successive al 31.12.2008
Dal 1.1.2012 22 mesi = 96 settimane Nella vita assicurativa

 

Il limite di 96 settimane (22 mesi) riguarda sia le settimane di malattia interamente prive di retribuzione, sia quelle parzialmente retribuite dal datore di lavoro in base alle norme dei CCNL.

Nessun limite di durata per le assenze, successive al 1996, per inabilità al lavoro tale da determinare un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa, derivante da infortunio sul lavoro.

Per l’accredito dei contributi figurativi della malattia intervenuta al di fuori del rapporto di lavoro di un periodo lavorativo è necessaria la presentazione della domanda, mentre quelli che si verificano durante il rapporto di lavoro non è necessaria la domanda.

Se l’interessato nei periodi di malattia non è stato assistito da un ente previdenziale o non è stato ricoverato o degente in pubbliche istituzioni ospedaliere, il riconoscimento della malattia e la durata del periodo accreditabile sono subordinati alla produzione da parte del richiedente di due atti formali di denuncia, entrambi condizionati da un termine:

  • la data di inizio della malattia deve essere denunciata entro 60 giorni dalla data stessa, corredando la denuncia con un certificato medico di parte. Se la denuncia di inizio infermità è fatta dopo il 60° giorno, ma sempre in costanza della malattia, il riconoscimento del periodo di accredito dei contributi figurativi avviene a decorrere dal 60° giorno antecedente quello della denuncia;
  • la data di cessazione della malattia deve essere denunciata entro 15 giorni dalla data stessa, esibendo contemporaneamente altra certificazione medica. Se la denuncia di cessazione viene fatta dopo lo scadere del predetto termine di 15 giorni, debbono essere riconosciuti solo i periodi di infermità comprovati dalla certificazione prodotta con la denuncia di inizio della malattia o eventualmente nel corso della stessa. Pertanto, se dopo la tempestiva denuncia di inizio dello stato di infermità il richiedente non presenta altra documentazione, il riconoscimento deve essere accordato limitatamente al periodo di malattia compreso nei 60 giorni anteriori alla data della denuncia.

Pensione 14° mensilità

La Legge 127/2007 e successive modifiche prevede a partire dall’anno 2007 la corresponsione di una somma aggiuntiva, collegata a determinate condizioni reddituali personali, a favore dei pensionati ultrasessantaquattrenni titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria.

La quattordicesima viene erogata sulla base del solo reddito personale, che per il 2016 deve essere inferiore ai limiti riportati in tabella.

Anni di contribuzione Anno 2016
Lavoratori dipendenti Lavoratori autonomi TM mensile TM annuo TM annuo x 1,5 Somma aggiuntiva Limite massimo
< 15 anni(< 780 ctr.) < 18 anni
(< 936 ctr.)
€ 501,89 € 6.524,57 € 9.786,86 € 336,00 € 10.122,86
> 15 < 25 anni(> 781 < 1.300 ctr) > 18 < 28 anni(> 937 <1.456 ctr.) € 420,00 € 10.206,86
> 25 anni
(> 1.301 ctr.)
> 28 anni(>  1.457 ctr.) € 504,00 € 10.290,86

Vanno inclusi tutti i redditi assoggettabili all’IRPEF, nonché i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta sostitutiva, compresi i redditi conseguiti all’estero o in Italia presso Enti ed organismi internazionali.

La normativa invece esclude:

  • i trattamenti di famiglia comunque denominati;
  • le indennità di accompagnamento;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • i trattamenti di fine rapporto comunque denominati;
  • le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Sono altresì da non considerare i redditi:

  • delle pensioni di guerra
  • delle indennità per i ciechi parziali e dell’indennità di comunicazione per i sordi prelinguali
  • dell’indennizzo previsto dalla L. 210 del 25 febbraio 1992 in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati
  • della somma di 154,94 euro di importo aggiuntivo previsto dalla L. 388 del 23 dicembre 2000 per espressa previsione normativa;
  • dei sussidi economici che i Comuni ed altri Enti erogano agli anziani per bisogni strettamente connessi a situazioni contingenti e che non abbiano caratteristica di continuità

Quanto spetta

La quattordicesima viene erogata in misura tale da non comportare il superamento dei limiti massimi stabiliti. Il beneficio viene concesso interamente fino ad un limite di reddito uguale a 1,5 volte il trattamento minimo. Oltre tale soglia, l’aumento è corrisposto in misura pari alla differenza tra la somma aggiuntiva e la cifra eccedente il limite stesso (clausola di salvaguardia).

Pensione complementare: regime fiscale

  • defiscalizzazione di € 309,87 (£ 600.000) per ogni anno di servizio
  • quota esente del 26,04% (IBU) e del 40,98% (IPS)
  • assazione in funzione del reddito di riferimento

TFR

  •  rendimenti tassati del 20%
  • applicazione dell’aliquota media individuale degli ultimi 5 anni sulla prestazione lorda.

Contributi

I contributi versati sono deducibili dal reddito imponibile entro il limite più basso tra:

  • Il 12% del reddito complessivo
  • L’importo assoluto di € 5164,57 annui
  • Il doppio del TFR versato a previdenza complementare.

 La tassazione delle prestazioni

Le prestazioni in forma periodica vengono tassate:sulla base imponibile al 31/12/2000 nella misura dell’87,50% e per le somme maturate successivamente con tassazione ordinaria, al netto di quanto già tassato

  • Le prestazioni in capitale sono soggette a tassazione separata.
  • Anticipazioni: è utilizzato il criterio della tassazione separata, sull’ammontare anticipato, al lordo delle rivalutazioni già tassate ed al netto dei contributi non dedotti. Alla definitiva liquidazione si conguaglia l’imposta già versata
  • Riscatti: se per cause non dipendenti dalla volontà del lavoratore e del datore è utilizzato il criterio della tassazione separata. Diversamente si applica la tassazione ordinaria, ma al netto di quanto già tassato.

In definitiva iscriviti al Fondo pensione Perseo Sirio e avrai:

  • il contributo dell’1% dell’amministrazione che altrimenti perderesti;
  • la certezza della restituzione del tfr che non è mai in pericolo, perché è gestito figurativamente dall’ex INPDAP e perché il comparto garantito assicura la restituzione del capitale.
  • Al pensionamento hai diritto a che tutto il capitale sia trasformato in rendita oppure il 50% in unica soluzione subito, senza dover aspettare uno o due anni ed il resto in rendita sui contributi che versi con la deduzione del reddito fino a 5164.57 euro!

Fondo pensione Complementare Perseo Sirio

Perseo Sirio è un fondo negoziale a contribuzione definita e a capitalizzazione individuale.

Destinatari Lavoratori con:

  • Contratto a tempo indeterminato
  • Contratto part-time a tempo indeterminato
  • Contratto a tempo determinato anche part-time
  • Ogni altra tipologia di rapporto di lavoro flessibile di durata pari o superiore a tre mesi continuativi.

Comparto Regioni e AALL, Comparto SSN , Area Dirigenziale Regioni e AALL , Dirigenti SSN , Segretari comunali e provinciali.

Altri Destinatari (appartenenti a settori affini), a condizione che vengano stipulati dalle OO.SS. appositi accordi per disciplinare l’adesione.

Personale di Enti ed organizzazioni regionali ed interregionali, Personale di ANCI, CINSEDO e UNIONCAMERE, Personale Case di cura private, Personale dei servizi esternalizzati secondo l’ordinamento vigente, Personale dipendente di imprese del privato e privato sociale eroganti servizi socio-sanitari assistenziali ed educativi.

Dipendenti OO.SS. firmatarie accordo istitutivo Fondo o firmatari CCNL Comparti AALL, SSN e Aree Dirigenziali (compresi quelli in aspettativa ai sensi art. 31 L. 300/1970).

Ministeri, Enti Pubblici non economici, Agenzie Fiscali, Cnel, Enac, PCM, Università e Ricerca.

I lavoratori devono leggere attentamente la Nota informativa.

Nella Nota informativa e, in particolare, nella parte relativa alle principali caratteristiche della forma pensionistica riportate nella scheda sintetica, sono riportate le informazioni riguardo ai costi, alle opzioni di investimento e ai relativi rischi, al fine di consentire di poter  effettuare scelte consapevoli e rispondenti alle proprie esigenze.

Sulle forme di previdenza complementare vigila l’autorità indipendente Covip.

 

Opzione alla previdenza complementare per gli assunti prima del 2001. Lavoratori Pubblici

Il lavoratore assunto prima del 2001 e che aderisce alla previdenza complementare, viene effettuato il calcolo del TFS maturato fino al momento dell’adesione e lo si trasforma in TFR. Quanto accumulato negli anni dall’assunzione fino al momento dell’adesione viene liquidato dall’ex Inpdap al termine del rapporto di lavoro, previa rivalutazione annuale del 75% del tasso di inflazione + l’1,5%.

Annualmente si aggiunge la quota di TFR pari al 4,91% della retribuzione annua lorda. Le quote, contabilizzate presso l’ex Inpdap, vengono rivalutate anch’esse, di anno in anno, del 75% del tasso di inflazione + l’1,5%..

Per incentivare il passaggio da TFS a TFR è riconosciuto, per tutto il periodo di permanenza nel Fondo, un contributo pari all’1,5% della base contributiva di riferimento del TFS per il personale iscritto all’Inpdap ai fini del TFS-TFR (questo incentivo non vale per quello degli enti che erogano direttamente il TFS).

Il 2% restante del Tfr viene attribuito al fondo pensione.

 Per gli assunti dal 1/1/2001

–   All’interessato,  l’importo di Tfr maturato e rivalutato dalla data di assunzione all’adesione

– Al Fondo vengono conferiti gli accantonamenti di Tfr, in misura intera, (6,91% della retribuzione utile) maturati dall’adesione alla cessazione.

  • La posizione individuale dell’aderente del pubblico impiego è formata da due parti:

– “il montante presso il fondo” comprendente gli accantonamenti che includono la contribuzione obbligatoria del dipendente, la contribuzione obbligatoria datoriale, la contribuzione volontaria aggiuntiva del dipendente

– “il montante figurativo presso l’Inps Gestione Dipendenti Pubblici” corrispondente agli accantonamenti di Tfr),

Questi accantonamenti vengono conferiti al Fondo solo al momento della cessazione del servizio che abbia almeno un giorno di interruzione rispetto al successivo.

La contribuzione

Dipendenti già in servizio al 31/12/2000

  • 1,5% aggiuntivo (calcolato sulle voci retributive utili a TFS) (contabilizzato dall’INPDAP come accantonamento figurativo)
  • 1%  aggiuntivo a carico lavoratore calcolato sulle voci retributive utili a TFR,
  • 1%  aggiuntivo a carico Amministrazione (condizionato) calcolato sulle voci retributive utili a TFR.

Il contributo aggiuntivo a carico Amministrazione è dovuto in costanza di versamento del contributo a carico del lavoratore. Il lavoratore può sospendere unilateralmente la contribuzione trascorsi 5 anni dalla data di adesione al Fondo e può esercitare la sospensione  una sola volta nel corso del periodo associativo.

La Contribuzione figurativa (Quota TFR 2% + 1,5% ) In via transitoria, fino al consolidamento della struttura finanziaria del Fondo, si applicherà un tasso di rendimento  corrispondente alla media dei rendimenti netti di un paniere di fondi di previdenza complementari presenti sul mercato.

Successivamente, consolidata la struttura finanziaria del Fondo, si applicherà il rendimento netto risultante dalla gestione.

La Contribuzione aggiuntiva (1% + 1%) si rivaluta secondo i tassi di rendimento netto risultante dalla gestione