Diritti dei lavoratori in caso di infortunio

Conservazione del posto di lavoro. Al verificarsi dell’infortunio o della malattia professionale, il datore di lavoro è tenuto a garantire al lavoratore la conservazione del posto di lavoro per il tempo previsto dai CCNL (periodo di comporto), sempre che non si tratti di eventi ascrivibili a colpa del datore di lavoro.

Se l’infermità è causata da nocività o dall’ambiente di lavoro o da comportamenti di cui il datore di lavoro è responsabile, il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore per il superamento del periodo di comporto. Mentre può recedere il rapporto di lavoro per giustificato motivo oggettivo vale a dire per sopravvenuta impossibilità della prestazione, previo obbligo di ricercare altre mansioni compatibili con lo stato di salute del lavoratore.

Retribuzione. Durante l’assenza il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore il trattamento economico integrativo dell’indennità INAIL nella misura stabilita dalla legge e dai CCNL.

da parte del datore di lavoro dell’indennità a carico dell’INAIL, è regolato dai CCNL a cui si fa rinvio.

Fasce orarie di reperibilità dipendenti pubblici. Il lavoratore dipendete con un rapporto di lavoro pubblico, assente dal lavoro per infortunio o malattia professionale,  non è obbligato al rispetto della fasce orarie di reperibilità previste per le assenze per malattia (tutti i giorni 9/13-15/18).

Fasce orarie di reperibilità dipendenti privati. In via generale anche il lavoratore dipendete di settori privati non soggetto all’obbligo di reperibilità nelle fasce orarie previste per le assenze per malattia

Ne consegue, che in caso di provvedimenti disciplinari ovvero di riduzione della parte economica a carico del datore di lavoro, è opportuno recarsi agli uffici vertenze della CGIL.

Trasmissione del certificato. A decorrere dal 22 marzo 2016 ogni certificato di infortunio o di malattia professionale deve essere trasmesso esclusivamente per via telematica direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio, contestualmente alla sua applicazione.

Registro infortuni. Dal 1° dicembre 2015 è abolito l’obbligo di tenuta del registro infortuni.

Premio assicurativo INAIL

Il premio INAIL rappresenta il corrispettivo dovuto dal datore di lavoro all’Istituto. Esso è calcolato in base al rischio assunto dal datore di lavoro con l’esercizio della specifica attività: il calcolo del premio si effettua moltiplicando le retribuzioni imponibili corrisposte ai lavoratori per il tasso applicato dall’INAIL alla specifica lavorazione, con un’addizionale dell’1%.

Busta paga del lavoratore. Nella busta paga del lavoratore deve essere indicato il numero della posizione assicurativa territoriale (PAT) INAIL.

Il lavoratore non ha alcuna trattenuta in busta paga per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.

INAIL: prestazioni economiche

Al verificarsi dell’infortunio o della malattia professionale, quando gli eventi sono riconosciuti indennizzabili al lavoratore spettano prestazioni di natura sanitaria ed economica.

Eventi indennizzabili. L’infortunio o la malattia professionale sono indennizzabili quando abbiano provato al lavoratore:

  1. a) la morte
  2. b) l’inabilità temporanea assoluta al lavoro, cioè l’impedimento assoluto ed oggetto a svolgere la propria attività lavorativa dal momento degli infortunio e sino a guarigione clinica della lesione.

In tal caso, è assicurata al lavoratore l’assistenza sanitaria ed economica, per tutta la sua durata e senza limite di tempo.

c)l’inabilità permanente parziale assoluta al lavoro, cioè la perdita parziale o completa dell’attitudine al lavoro in modo permanente.

Tale condizione è valutata con criteri medico legali ed espressa in gradi percentuali d’invalidità dall1% al 100%.

L’assistenza economica è rapportata ai gradi di danno permanente.

Le prestazioni sanitarie comprendono le cure mediche e chirurgiche con onere a carico dell’INAIL  e la fornitura degli apparecchi e delle protesi.

L’INAIL è tenuto a garantire le cure  per tutta la durata dell’inabilità temporanea e anche dopo la guarigione clinica, in quanto necessarie al recupero della capacità lavorativa.

Il lavoratore infortunato non può ingiustificatamente rifiutare di sottoporsi alle cure mediche e chirurgiche, pena la perdita o la riduzione delle prestazioni economiche.

Cure termali. Nei limiti delle disposizioni generali, per finalità terapeutiche possono essere erogate cure idrofangotermali e climatiche o stabili interventi riabilitativi presso stabilimenti balneari ai seguenti soggetti:

infortunati e affetti da malattie professionali, durante il periodo di inabilità assoluta al lavoro

titolari di rendita per inabilità permanente, entro i termini di revisione della stessa

Durante il periodo delle cura al lavoratore spetta l’indennità per inabilità temporanea assoluta o l’integrazione della rendita e il rimborso delle spese di viaggio, del soggiorno in albergo convenzionato, comprese quelle sostenute per l’accompagnatore, sempreché l’INAIL abbia accertato la necessità.

Dal 1° gennaio 2016 l’INAIL (ma anche l’INPS) riconoscono ai propri assistiti che fruiscono di cicli di cure termali le prestazioni economiche accessorie solo al fine di prevenire patologie che possono dar luogo a invalidità o per evitare l’aggravamento d’invalidità.

Ticket. Tutte le prestazioni sanitarie necessarie per la cura dell’infortunio e delle malattie professionali sono esenti da ticket.

I titolari di rendita hanno forme di esonero così differenziate in relazione al punteggio ricevuto:

  • esenzione generale per la riduzione della capacità lavorativa superiore a due terzi
  • esenzione per la sola cura del danno infortunistico per punteggi fino al 66%

La quota fissa di 25 euro per prestazioni erogate in pronto soccorso non si applica agli infortunati sul lavoro.

13.5 Pagamento ricette. I certificati dei medici di famiglia, per infortunio sul lavoro e per malattia professionale sono redatti senza che il medico chieda l’onorario.

PROTESI E  AUSILI

In conseguenza dei postumi dell’infortunio o della malattia professionale il lavoratore ha diritto alla fornitura di apparecchi di protesi.

Fornitura di dispositivi tecnici. L’INAIL fornisce dispositivi tecnici (protesi, ortesi e ausili) elencati nel nomenclatore tariffario (decreto del Ministero della sanità 332/1999) e personalizzati non compresi nel suddetto nomenclatore tariffario, altri dispositivi, accessori, prestazioni e servizi finalizzati al recupero dell’autonomia personale, al miglioramento dell’accessibilità ambientale e abitativa che consentano il reinserimento nella vita di relazione.

L’INAIL  interviene nella realizzazione di opere di abbattimento e superamento delle barriere architettoniche in ambiente domestico; effettua la fornitura o il rimborso delle spese di acquisto di comandi speciali e adattamenti o modifiche di autoveicoli di assistiti o di familiari che li abbiano fiscalmente a carico; nella fornitura di ausili informatici, sistemi domotici e altra strumentazione tecnologica; nell’adattamento tecnico dell’attrezzatura sportiva al fine di consentirne l’uso alle persone con disabilità nonché nella fornitura di ausili appositamente realizzati per la persona con disabilità che ne faccia richiesta per l’esercizio di una disciplina sportiva . Oltre alla fornitura, l’Inail provvede alla manutenzione, riparazione e al rinnovo del dispositivo tecnico fornito.

Nessuno, eccetto i casi in cui il costo del dispositivo erogato all’assicurato da un fornitore esterno risulti superiore a quello autorizzato dall’Inail. In tale ipotesi la differenza di importo sarà a carico del lavoratore.

Fornitura di dispositivi tecnici, training riabilitativo per il corretto utilizzo e supporto psicosociale. Ne sono destinatari gli infortunati sul lavoro e/o affetti da malattia professionale assistiti dall’Inail; cittadini italiani e stranieri assistiti dal Servizio sanitario nazionale; cittadini italiani e stranieri provenienti da Paesi della UE o da altri Paesi con i quali esistano accordi di reciprocità; stranieri presenti in Italia non assistiti dal Servizio sanitario nazionale; cittadini italiani e stranieri assistiti dal Servizio sanitario nazionale che intendono fruire di prestazioni non erogate da quest’ultimo.

Per gli infortunati sul lavoro e/o affetti da malattia professionale: le prestazioni erogate sono a carico della dell’INAIL.

Per gli assistiti dal Servizio sanitario nazionale: le prestazioni previste dal Nomenclatore tariffario sono a carico del Servizio sanitario nazionale, previa autorizzazione della ASL competente.

Le prestazioni non previste dal Nomenclatore o integrative di quelle previste dallo stesso sono a carico dell’assistito.

Per le persone non assistite dal Servizio sanitario nazionale: le prestazioni erogate sono a carico del richiedente.

PRESTAZIONI PER LAVORATORI MIGRANTI

Le tutele e, quindi, le prestazioni per i lavoratori migranti che subiscono infortuni sul lavoro o sono affetti da malattia professionale sono stati estesi secondo un principio di bidirezionalità. I regolamenti e le leggi promossi dall’Unione Europea e gli accordi siglati con alcuni paesi extraeuropei hanno portato infatti all’estensione delle garanzie sia ai lavoratori italiani che per motivi di lavoro si trasferiscono all’estero sia ai lavoratori stranieri che si trovano a vivere una situazione analoga nel nostro Paese. Per i lavoratori extracomunitari o per gli italiani che si recano a lavorare in Paesi con i quali non è stata siglata una convenzione, invece, vige il l’obbligatorietà dell’assicurazione.

Le prestazioni economiche ai lavoratori migranti all’interno dell’Unione Europea sono pagate dall’Inail, quale istituzione competente per i lavoratori assicurati presso l’Ente (a meno che non siano stati sottoscritti accordi o convenzioni che disciplinano diversamente).

Le prestazioni sanitarie, invece, sono erogate:

  • dall’istituzione dello Stato membro presso il quale il lavoratore ha la propria residenza o dimora, per cui se il lavoratore è assicurato presso l’Inail, gli accertamenti medico legali e le prestazioni sanitarie (quali protesi, ausili ortopedici e altri dispositivi particolari) sono a carico dell’Istituto in qualità di istituzione competente
  • dall’istituzione dello Stato membro di residenza o di dimora per conto dell’istituzione competente, se il lavoratore risiede o dimora in uno Stato diverso da quello presso il quale è assicurato.

Per le malattie professionali causate da esposizione al rischio per attività esercitate in più Stati membri, è competente l’istituto assicuratore dello Stato membro in cui si è verificata l’ultima attività che può averla provocata.

In linea generale le convenzioni stipulate con i paesi extraeuropei riguardano prestazioni previdenziali e assicurative (quali ad esempio quelle per invalidità, vecchiaia, malattia, superstiti, disoccupazione, maternità). Per quanto attiene alle prestazioni che riguardano gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il lavoratore ha diritto a continuare a beneficiare delle stesse all’estero, mediante l’erogazione diretta delle prestazioni economiche, mentre l’erogazione delle prestazioni sanitarie (quali ad esempio protesi, accertamenti medico-legali, grandi apparecchi) avverrà tramite l’Istituzione del luogo di residenza o soggiorno.

Se l’attività è esercitata in qualità di distaccato, il lavoratore riceverà le prestazioni dall’ente assicuratore del Paese di appartenenza.

PRESTAZIONI ECONOMICHE

Inabilità temporanea assoluta. Nel caso in cui l’infortunio o la malattia professionale abbiano provocato uno stato di inabilità temporanea assoluta, la normativa prevede che la retribuzione debba essere corrisposta:

  • datore di lavoro per i primi 4 giorni
  • INAIL per i successivi giorni. Fatto salvo quanto previsto dai CCNL a cui si fa rinvio

Nella tabella è riepilogata la misura e la ripartizione tra datore di lavoro e INAIL del trattamento economico dovuto.

Giornate di assenza Datore di lavoro INAIL
Giorno dell’infortunio o in cui si manifesta la malattia professionale 100% della retribuzione media giornaliera  
Dal 1° al 3° giorno successivi (periodo di carenza) (*) 60% della retribuzione media giornaliera  
Dal 4° al 90° giorno (anche non continuativi) (*)   60% della retribuzione media giornaliera
Dal 91° giorno alla guarigione (*)   75% della retribuzione media giornaliera

(*) Si intendono i giorni di calendario compresi sabato, domenica e festività.

Il periodo di carenza del trattamento economico a carico dell’INAIL si applica esclusivamente al primo periodo di inabilità temporanea assoluta successivo all’evento. Sono esclusi i periodi di ricaduta o di ricovero per accertamenti. Pertanto, la carenza è operante anche quando il lavoratore per la prima volta abbandona il lavoro in data successiva all’evento.

Si ricorda che i CCNL prevedono che i periodi di carenza sono retribuiti con quota a carico del datore di lavoro.

Per le festività cadenti durante il periodo di carenza il lavoratore percepisce il 100% della retribuzione media giornaliera.

Retribuzione media. L’indennità viene liquidata sulla base della retribuzione media giornaliera (rmg) degli ultimi 15 giorni immediatamente antecedenti l’infortunio o la malattia professionale.

In caso di retribuzione mensile fissa o mensilizzata, la rmg è data dal rapporto tra la retribuzione stessa – e, in questo caso, nella misura intera prevista dal CCNL – del mese precedente l’evento e 25 (300 giorni lavorativi annui diviso 12).

 Esempio

I 15 giorni immediatamente il giorno in cui si è verificato l’evento sono quelli compresi tra il 16 novembre e il 30 novembre.

La rmg è determinata dividendo per 25 la retribuzione lorda mensile prevista dal CCNL:

  • euro 1864.93:25 = 74.60 euro

per quanto attiene l’accredito dei compensi per ferie e permessi retribuiti, ipotizzando che il CCNL preveda 26 giorni di ferie e 88 ore di permesso retribuito (comprese le festività), pari a 11 giornate si ha:

  • 37:300=012

Con conseguente accredito per ferie pari a:

  • 74.60×01.12=8.95

L’accredito della 13° ed, eventualmente, della 14° si ottiene moltiplicando l’8.33% della retribuzione media giornaliera ordinaria:

  • 74.60×8.33= 6.21 tredicesima
  • 74.60×8.33= 6.21 quattordicesima (se prevista dal CCNL)

La retribuzione media giornaliera utile ai fini del calcolo dell’indennità INAIL ammonta quindi a:

  • 74.60 + 8.95 (ferie e permessi) + 6.21 (13°) + 6.21 (14°) = 95.97 euro

Poiché dal 4° giorno successivo a quello dell’evento e fino al 90° giorno l’indennità INAIL per inabilità temporanea assoluta è pari al 60% della retribuzione media giornaliera 95.97×60%=57.58

L’INAIL indennizza a partire dal 4° giorno successivo l’evento, quindi dal 5° giorno. L’indennità è pari a :

euro 1036.44 (euro 57.58 x 18 giorni.

La parte restante, compresi i primi 3 giorni di carenza sono retribuiti al 100% a carico del datore di lavoro e per il periodo di comporto previsto dal CCNL.

Inabilità permanente. In premessa occorre dire che fino al luglio 2000 l’inabilità permanente era disciplinata dalla “rendita diretta”. Successivamente l’indennizzo è determinato dal cosiddetto danno biologico.

Danno biologico. Il danno biologico è il danno rappresentato dalle lesioni dell’integrità psicofisica e  cioè come danno riferito alla persona, in sè e per sè considerata, e ricadente, quindi, sul “valore uomo” in tutta la sua concreta dimensione, sicché rilevano in termini di danno menomazioni deturpazioni, impotenze sessuali, malattie nervose , insonnia, malattie mentali, ed ogni altro genere di lesioni dell’integrità corporale e mentale della persona.

Esso ricomprende inoltre le limitazioni che il soggetto subisce nell’esplicare della vita nei suoi vari interessi.

La liquidazione del danno biologico può essere effettuata dal giudice, con ricorso al metodo equitativo, anche attraverso l’applicazione di criteri predeterminati e standardizzati, quali le cosiddette “tabelle” (elaborate da alcun uffici giudiziari, tra quelle più usate quelle del Tribunale di Milano).

Nel concreto il danno biologico viene liquidato con riferimento a due voci:

  • la invalidità temporanea consiste nel numero di giorni necessari per la guarigione e per il ritorno alla normale attività
  • la invalidità permanente che viene, ormai, liquidata con riferimento, appunto, al “danno biologico”, uguale per ogni cittadino, da determinarsi con riferimento a requisiti consistenti nella età della danneggiata e nel grado di invalidità permanente.

Indennizzo. L’indennizzo del danno biologico viene determinato senza alcun riferimento alla retribuzione dell’infortunato ed erogato sotto forma di capitale o in rendita:

Grado di invalidità indennizzo
Inferiore al 6% Franchigia
Pari o superiore al 6% e inferiore al 16% Capitale
Pari o superiore al 16% Rendita

Assenza di postumi indennizzabili. Gli infortunati o tecnopatici senza postumi o con postumi inferiori al 6% non hanno diritto ad indennizzo. In caso però di aggravamento tali soggetti, entro 10 anni dalla data di dell’infortunio o 15 anni dalla data di denuncia della malattia professionale, possono richiedere:

  • l’indennizzo in capitale , se la menomazione si è aggravata raggiungendo o superando il 6% senza arrivare al 16%
  • la liquidazione della rendita, se la menomazione si è aggravata ed ha raggiunto un grado superiore al 16%

La revisione dell’indennizzo in capitale può avvenire una sola volta.

Postumi indennizzati in capitale. Gli infortunati e tecnopatici con postumi di grado pari o superiore al 6% ed inferiore al 16% hanno diritto soltanto all’indennizzo in capitale del danno biologico; una volta accertata la persistenza dei postumi al lavoratore viene liquidato l’indennizzo in capitale.

Postumi indennizzati in rendita. Gli infortunati e tecnopatici con postumi di grado pari o superiore al al 16% hanno diritto all’indennizzo del danno biologico e ad un ulteriore indennizzo  per le conseguenze patrimoniali della menomazione.

Entrambi sono corrisposti in forma di rendita vitalizia.

Rendita ai superstiti. L’infortunio o la malattia professionale possono avere come conseguenza la morte del lavoratore. In questo caso,  a favore dei superstiti, spetta una rendita rapportata alla retribuzione annua del lavoratore deceduto. La rendita è calcolata sul massimale corrispondente a 300 volte la retribuzione media giornaliera.

Beneficiari Ammontare annuo della rendita % della retribuzione Durata del beneficio e condizioni
Coniuge (1) 50% Fino alla morte o nuovo matrimonio
Figli nati nel matrimonio o fuori, riconosciuti o riconoscibili, adottivi, affiliati, affidati 20% Fino a 18 anni

Fino a 21 anni se studenti di scuola

Fino a 26 anni se universitari

Fino alla morte se inabili

Orfani di entrambi i genitori o dell’unico genitore naturale che li ha riconosciuti

Orfani di un solo genitore naturale

Orfani di genitore divorziato

40% Fino a 18 anni

Fino a 21 anni se studenti di scuola

Fino a 26 anni se universitari

Fino alla morte se inabili

Ascendenti in mancanza di coniuge e figli 20% Fino alla morte se provata la vivenza a carico del defunto
Fratelli o sorelle in mancanza di coniuge e figli 20% Nei limiti previsti per i figli e se provata la vivenza a carico del defunto
  • Anche se legalmente separato al momento dell’infortunio ed indipendentemente dal fatto che fosse destinatario di un assegno di mantenimento 

Assegno funerario. Oltre alla rendita l’INAIL eroga un assegno funerario ai superstiti di deceduti per infortunio o malattia professionale o chiunque dimostri di avere sostenuto spese funerarie.

Assegno continuativo mensile. In caso di  titolare di rendita permanente di grado non inferiore al 65% morto per cause non dipendenti dall’infortunio o dalla malattia professionale, al coniuge e ai figli superstiti spetta uno speciale assegno continuativo mensile, pari ad una quota parte della rendita.

Beneficiari Ammontare annuo della rendita % della retribuzione Durata del beneficio e condizioni
Coniuge (1) (2) 50% Fino alla morte o nuovo matrimonio
Figli inabili 50% Finché dura l’inabilità
Figli riconosciuti, adottivi, affiliati, affidati 20% Fino a 18 anni

Fino a 21 anni se studenti di scuola superiore viventi a carico e senza lavoro retribuito

Fino a 26 anni se universitari viventi a carico e senza lavoro retribuito

 

 

Orfani di entrambi i genitori 40% Fino a 18 anni

Fino 21 anni se studenti di scuola superiore

Fino a 26 anni se universitari

Fino alla morte se inabili

  • L’assegno non spetta al coniuge con sentenza passata in giudicato o divorziato, tranne il caso in cui la sentenza di separazione o divorzio non ponga l’obbligo del mantenimento o degli alimenti a carico dell’altro coniuge
  • Tali soggetti non devono avere titolo a rendite, prestazioni economiche previdenziali o altri redditi (escluso il reddito della casa di abitazione) di importo superiore a quello dell’assegno.

Assegno per l’assistenza personale continuativa. Nei casi di invalidità permanente assoluta al lavoro (valutata nella misura del 100%) conseguente a menomazioni elencate all’allegato 3 del DPR 1124/1965 e, purché sia indispensabile un’assistenza personale continuativa, la rendita viene integrata da un assegno mensile per la durata dell’assistenza.

Assegno di incollocabilità. E’ corrisposto un assegno mensile e soggetto a revisione periodica agli assicurati con riduzione dell’integrità psicofisica (danno biologico) di grado superiore al 20%:

  • di età non superiore ai limiti pensionabili
  • riconosciuti incollocabili dalla DTL

L’assicurazione a tutela del lavoro domestico. La L. n. 493 del 3 dicembre 1999 ha introdotto nel nostro ordinamento l’assicurazione contro gli infortuni domestici.

Si tratta di un’assicurazione obbligatoria, gestita dall’Inail ed istituita per la tutela del lavoro svolto nell’ambiente abitativo, la quale copre gli infortuni occorsi in occasione o a causa dello svolgimento di tutte quelle attività finalizzate alla cura delle persone e dell’ambiente domestico, prestate in tale ambito, senza vincolo di subordinazione ed a titolo gratuito.

L’obbligo di iscrizione all’assicurazione ricade sulle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni che svolgono in via esclusiva attività di lavoro domestico, mentre non sono tenuti all’iscrizione coloro che sono iscritti presso forme obbligatorie di previdenza sociale.

Per quanto riguarda la prestazione economica, l’assicurato avrà diritto ad una rendita vitalizia liquidata sulla base della retribuzione minima convenzionale stabilite per le rendite del settore industria, quando dall’infortunio sia derivata un’invalidità permanente al lavoro non inferiore al 27%, ovvero la morte, se l’evento dannoso è avvenuto a partire dal 1 gennaio 2007, mentre per gli infortuni avvenuti prima di tale data la percentuale di invalidità permanente richiesta ai fini della tutela è del 33%.

Se dall’infortunio deriva la morte dell’assicurato, i superstiti avranno diritto ad una rendita calcolata con le stesse modalità e percentuali stabilite per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, nonché di un assegno funerario, inoltre potranno beneficiare del Fondo vittime gravi infortuni.

L’iscrizione avviene attraverso il pagamento di un premio assicurativo annuo, da effettuare entro il 31 gennaio, pari a 12,91 euro, il quale sarà a carico dello Stato se il soggetto da tutelare possiede un reddito inferiore a quello stabilito dalla legge.

Le vittime del dovere. Per “vittime del dovere” si intendono “i magistrati ordinari, i militari dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza, del Corpo degli agenti di custodia, il personale del Corpo forestale dello Stato, i funzionari di pubblica sicurezza, il personale del Corpo di polizia femminile, il personale civile della Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena, i vigili del fuoco, gli appartenenti alle Forze armate dello Stato in servizio di ordine pubblico o di soccorso ed in genere, gli altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subìto un’invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi: nel contrasto ad ogni tipo di criminalità; nello svolgimento di servizi di ordine pubblico; nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari; in operazioni di soccorso; in attività di tutela della pubblica incolumità; a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità. Ad essi sono equiparati coloro che abbiano contratto infermità.

permanentemente invalidanti o siano deceduti, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative.

La materia è disciplinata dalla L. n. 266 del 2005, la quale è volta ad ampliare il campo applicativo delle prestazioni previste dalla L. 302 del 1990 a favore delle vittime della criminalità e del terrorismo ed è volta ad elargire un beneficio economico alle vittime, a prescindere dal vincolo assicurativo.

Per beneficiare delle prestazioni occorre che l’evento lesivo ovvero la morte siano occorsi a soggetti qualificati, specifici, individuati dall’art. 1, co. 563 della L. n. 266/2005 e sia avvenuto svolgendo attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto.

I benefici previsti dalla legge a loro favore sono diversi ed essi non sono disciplinati in modo organico.

Non si tratta tuttavia di benefici erogati per “causa di servizio”, ossia quando l’invalidità o inabilità sia dipesa da un rischio professionale per cui l’art. 6 della L. n. 222 del 1984 prevede un assegno privilegiato di invalidità o la pensione privilegiata di inabilità, riconosciuti quando l’evento lesivo sia avvenuto in rapporto causale diretto con le finalità di servizio, non cumulabili con altre prestazioni a carattere continuativo assistenziali o previdenziali.

Infortunio sul lavoro: tutela contro i raggi X e sostanze radioattive

I rischi assicurati. I rischi assicurati sono connessi al possesso, a qualunque titolo, di apparecchi radiologici o di sostanza radioattive naturali di uso.

Gli apparecchi radiologici considerati sono quelli di diagnostica, comprese le unità terapeutiche, componenti isotopi, radioattivi indivisibili.

Le sostanze radioattive in uso sono distinte in:

  • sostanze radioattive naturali
  • sostanza radioattive artificiali sciolte

Campo di applicazione. L’obbligo assicurativo all’INAIL grava sugli enti e sui privati in possesso a qualunque titolo, di apparecchi radiologici. Sono obbligatoriamente assicurati tutti i medici e gli altri soggetti tutelati contro le malattie e lesioni causate da raggi x e dalle sostanze radioattive.

Denuncia all’INAIL. La denuncia di malattia o di lesione deve essere presentata entro 5 giorni dalla visita del medico che per primo ha visitato l’ammalato. In caso di morte o pericolo di morte, la denuncia va presentata entro le 24 ore.

Eventi tutelati. Oggetto dell’assicurazione sono tutti i casi di malattia o lesione da radiazioni da cui sia derivata la morte o un’inabilità permanente assoluta o parziale (in misura superiore al 10%. Il periodo massimo di indennizzabilità è di 10 anni dalla data di cessazione dell’esposizione al rischio.

Obblighi del datore di lavoro, Dirigenti e preposti. I Datori di Lavoro i Dirigenti ed i Preposti devono attuare le cautele di protezione e di sicurezza previste dal D.Lgs.230/95 e sue applicazioni.

I Datori di Lavoro prima dell’inizio dell’attività debbono acquisire da un Esperto Qualificato una relazione scritta contenente le valutazioni e le indicazioni di radioprotezione inerenti alle attività stesse. La relazione costituisce il documento di cui all’art. 4 comma 2 del D.Lgs. 626/94 per gli aspetti concernenti il rischio da radiazioni ionizzanti.

Devono provvedere affinché gli ambienti in cui sussiste il rischio da RX vengano individuati, delimitati, segnalati, classificati in zone e che l’accesso sia regolamentato.

Provvedere affinché i lavoratori interessati siano classificati dall’Esperto Qualificato.

Predisporre norme interne di protezione e sicurezza adeguate al rischio e curare che siano consultabile nei luoghi frequentati dai lavoratori ed in particolare nelle zone controllate.

Fornire ai lavoratori, ove necessari, i mezzi di sorveglianza dosimetrica e di protezione in relazione ai rischi cui sono esposti.

Rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici; delle norme di protezione; delle conseguenze derivanti dalla mancata osservazione delle prescrizioni; delle modalità di esecuzione del lavoro e delle norme interne.

Provvedere affinché i singoli lavoratori osservino le norme interne, usino i mezzi di cui sopra ed osservino le modalità di esecuzione del lavoro.

Provvedere affinché siano indicate mediante appositi contrassegni, le sorgenti di radiazioni ionizzanti, fatta eccezione per quelle non sigillate in corso di manipolazione

Fornire ai lavoratori i risultati relativi alla sorveglianza dosimetrica che lo riguardano direttamente

Per gli obblighi di cui sopra, escluso quelli relativi al comportamento degli operatori, i Datori di Lavoro i Dirigenti ed i Preposti devono avvalersi degli Esperti Qualificati e per gli aspetti medici dei Medici Autorizzati e Competenti

Obblighi del lavoratore

  • osservare le disposizioni impartite dal datore di lavoro o dai suoi incaricati, ai fini della protezione individuale e collettiva e della sicurezza.
  • usare secondo le specifiche istruzioni i dispositivi di sicurezza, i mezzi di protezione
  • usare i mezzi di sorveglianza dosimetrica predisposti o forniti dal datore di lavoro
  • segnalare immediatamente le deficienze dei dispositivi e dei mezzi di sicurezza, di protezione e di sorveglianza dosimetrica, nonché le eventuali condizioni di pericolo cui vengono a conoscenza.
  • non rimuovere ne modificare i dispositivi, e gli altri mezzi di sicurezza, di segnalazione, di protezione e di misurazione.
  • non compiere operazioni o manovre che possono compromettere la protezione e la sicurezza;
  • sottoporsi alla sorveglianza medica

I lavoratori che svolgono, per più datori di lavoro, attività che li espongono al rischio da radiazioni ionizzanti, devono rendere edotto ciascun datore di lavoro delle attività svolte presso gli altri.

Disposizioni particolari per le lavoratrici. Le donne gestanti non possono svolgere attività in zone classificate o, comunque, ad attività che potrebbero esporre il nascituro ad una dose che ecceda 1 mSv durante il periodo della gravidanza.

È fatto obbligo alle lavoratrici di notificare al datore di lavoro il proprio stato di gestazione, non appena accertato.

È altresì vietato adibire le donne che allattano ad attività comportanti un rischio di contaminazione.

Interruzione del lavoro. L’interruzione del lavoro è considerata periodo lavorativi a tutti gli effetti, anche in deroga a norme particolari eventualmente vigenti. Se il soggetto interessato presenta lesioni che, pur non determinando inabilità permanente assoluta, non permettono la continuazione della specifica attività, il datore di lavoro deve adibirlo ad analoghe funzioni sino a raggiungimento dei limiti di età.

Prestazioni economiche. Quando dalla malattia o dalla lesione deriva un’inabilità permanente ala lavoro in misura superiore al 10%, viene corrisposta una rendita rapportata al grado di inabilità sulla base di aliquote di contribuzione:

  • per inabilità di grado dall’11% al 64%, aliquota crescente dal 50% al 98%
  • per inabilità di grado dal 65% al 100%, aliquota pari al 100%

Le revisioni al grado di inabilità non sono soggette a termine.

Danno biologico. Alle lesioni o alle malattie professionali si applica il sistema indennitario del danno biologico.

Secondo l’art. 13, comma 1 del D.Lgs. n. 38/2000 il danno biologico è definito come la lesione all’integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico legale, della persona. Le prestazioni per il risarcimento sono determinate in misura indipendente dalla capacità di produzione del reddito del danneggiato.

Infortunio sul lavoro: adempimenti

Accesso alle prestazioni INAIL. Per consentire l’accesso alle prestazioni INAIL, occorre che il lavoratore, datore di lavoro e medico competente pongano in essere descritti nella tabella che segue.

Soggetto obbligato Adempimento
Lavoratore a)      informare immediatamente il datore di lavoro di qualsiasi infortunio (1)

b)      sottoporsi, salvo giustificato motivo, alle cure mediche e chirurgiche ritenute necessarie dall’INAIL; l’ingiustificato rifiuto comporta una penalizzazione delle prestazioni economiche (2)

c)       rendersi reperibile nelle fasce orarie di reperibilità se previste dai CCNL (settori privati)

Datore di lavoro a)      denunciare all’INAIL l’infortunio con prognosi superiore a 3 giorni; 2 giorni da quello da quello di ricezione del certificato medico; 24 ore dall’evento in caso di morte o pericolo di morte

b)      denunciare l’infortunio all’autorità locale di pubblica sicurezza, caso di infortunio mortale o con prognosi superiore a 30 giorni

c)       provvedere ai soccorsi d’urgenza e al trasporto dell’infortunato

d)      consentire l’accesso in azienda agli ispettori

Medico a)      visitare il lavoratore infortunato e rilasciare il certificato medico

b)      trasmettere detto certificato all’INAIL per via telematica

1)Se l’obbligo non viene rispettato e il datore di lavoro, non avendo conoscenza dell’infortunio, non presenta nei termini la denuncia all’INAIL, il lavoratore perde il diritto alle indennità di legge per i giorni antecedenti a quello in cui il datore di lavoro ha avuto notizia dell’infortunio.

2)In caso di simulazione dell’infortunio il lavoratore perde il diritto ad ogni prestazione, fermo restando le pene previste dalla legge.

Vedi anche: GUIDA AGLI INFORTUNI SUL LAVORO, ALLE MALATTIE PROFESSIONALI E ALLA TUTELA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO

Infortunio sul lavoro: diritti dei lavoratori

Conservazione del posto di lavoro. Al verificarsi dell’infortunio o della malattia professionale, il datore di lavoro è tenuto a garantire al lavoratore la conservazione del posto di lavoro per il tempo previsto dai CCNL (periodo di comporto), sempre che non si tratti di eventi ascrivibili a colpa del datore di lavoro.

Se l’infermità è causata da nocività o dall’ambiente di lavoro o da comportamenti di cui il datore di lavoro è responsabile, il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore per il superamento del periodo di comporto. Mentre può recedere il rapporto di lavoro per giustificato motivo oggettivo vale a dire per sopravvenuta impossibilità della prestazione, previo obbligo di ricercare altre mansioni compatibili con lo stato di salute del lavoratore.

Retribuzione. Durante l’assenza il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore il trattamento economico integrativo dell’indennità INAIL nella misura stabilita dalla legge e dai CCNL.

I CCNL. Il periodo di conservazione del posto di lavoro, la retribuzione spettante e l’eventuale anticipo da parte del datore di lavoro dell’indennità a carico dell’INAIL, è regolato dai CCNL a cui si fa rinvio.

Fasce orarie di reperibilità dipendenti pubblici.  A seguito del DM del 17 ottobre 2017 n. 206, il lavoratore dipendete con un rapporto di lavoro pubblico, assente dal lavoro per infortunio o malattia professionale,  è obbligato al rispetto della fasce orarie di reperibilità previste per le assenze per malattia (tutti i giorni 9/13-15/18).

Fasce orarie di reperibilità dipendenti privati. In via generale anche il lavoratore dipendete di settori privati non soggetto all’obbligo di reperibilità nelle fasce orarie previste per le assenze per malattia (tutti i giorni 10/12-15/18).

Su questo punto la giurisprudenza purtroppo non è uniforme, infatti alcune sentenze della Cassazione (5414/1998, 1452/1999, 1247/2002) avevano espressamente affermato che diversamente dal dipendente assente per malattia, il lavoratore non presente sul lavoro a causa di un infortunio non ha l’obbligo di rispettare le fasce orarie previste per le di visite di controllo medico.

Sempre la Cassazione nel 2002 con una nuova sentenza della Cassazione la n. 15773  dichiarava legittimi i provvedimenti disciplinari comminati ad un lavoratore assente per infortunio sul lavoro, risultato irreperibile alle visite di controllo, disposte dal datore di lavoro.

Le motivazioni addotte da quest’ultima sentenza non sono condivisibili perché giustificano un atto illegittimo che non tiene conto della diversità del concetto di inabilità per malattia e per infortunio in virtù della quale la normativa in materia di controlli differisce totalmente.

Il Testo Unico 1124/65 definisce infatti l’infortunio come un evento “…da cui derivi una inabilità temporanea assoluta che importi l’astensione dal lavoro per più di tre giorni…” mentre l’assenza per malattia è riferita ad una generica “incapacità temporanea al lavoro”.

Le distinzioni in questo caso sono palesi. L’inabilità assoluta è una condizione che implica uno status diverso rispetto all’incapacità lavorativa tanto è vero che è diverso anche lo stesso Ente preposto ad accertarne l’indennizzabilità e la durata (l’INAIL). Nel caso della malattia generica  infatti essa viene certificata dal medico di famiglia (Servizio Sanitario nazionale) e successivamente indennizzata dall’INPS.

Ma ancor più paradossale è, a nostro avviso, la situazione del lavoratore che “si deve rendere disponibile per l’accertamento del suo stato di salute”, accettando inutili controlli da parte del datore di lavoro ovvero di colui che, nella maggior parte dei casi, ne ha determinato, con comportamenti omissivi e/o negligenti, l’infortunio stesso.

Ne consegue, che in caso di provvedimenti disciplinari ovvero di riduzione della parte economica a carico del datore di lavoro, è opportuno recarsi agli uffici vertenze della CGIL.

Trasmissione del certificato. A decorrere dal 22 marzo 2016 ogni certificato di infortunio o di malattia professionale deve essere trasmesso esclusivamente per via telematica direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio, contestualmente alla sua applicazione.

Registro infortuni. Dal 1à dicembre 2015 è abolito l’obbligo di tenuta del registro infortuni.

Vedi anche: GUIDA AGLI INFORTUNI SUL LAVORO, ALLE MALATTIE PROFESSIONALI E ALLA TUTELA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO

INAIL: obblighi e responsabilità del datore di lavoro

Denuncia degli assicurati. Il datore di lavoro deve comunicare all’INAIL generalità, qualifiche e codice fiscale dei lavoratori assicurati il cui rapporto di lavoro sia iniziato cessato nel precedente periodo assicurativo.

E’ anche obbligato a comunicare alla sede INAIL, entro 30 giorni dal verificarsi, tutte le variazioni del rapporto assicurativo, tra cui il rischio delle lavorazioni che comportano dirette conseguenze sul premio.

Misure di sicurezza. Il datore di lavoro è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie a tutela l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori previste dalla normativa in materia di sicurezza e igiene del lavoro.

Per essere esentato da responsabilità in ordine ad un infortunio, il datore di lavoro deve dimostrare di avere:

  • messo a disposizione dei lavoratori gli strumenti idonei a prevenire ogni sinistro
  • sorvegliato d preso le opportune misure antinfortunistiche

Pertanto, il datore di lavoro è sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore quando omette di adottare misure protettive, oppure non accerta e vigila che il lavoratore effettivamente utilizzi tali misure.

Il risarcimento dei danni e la responsabilità civile. La mancata cura da parte del datore di lavoro degli obblighi di sicurezza può essere rilevante anche sotto l’aspetto del diritto al risarcimento in favore del lavoratore.

Il Codice Civile impone al datore di lavoro di adottare (nell’esercizio della propria attività di impresa) tutte le misure che – considerate le specifiche caratteristiche dell’attività lavorativa – sono (secondo l’esperienza e la tecnica) necessarie per evitare danni all’integrità fisica e psicologica del lavoratore.

In caso di malattia professionale o infortunio, quindi, al lavoratore spetterà una somma a titolo di risarcimento del danno che comprenderà:

  • il danno patrimoniale: ovverosia tutti i danni che consistono in una perdita economica (come le spese sostenute per le cure, le perizie, gli eventuali mancati guadagni ecc.)
  • il danno non patrimoniale: ovverosia, in primo luogo, il danno alla salute (fisica e psicologica).

La responsabilità per omicidio colposo e lesioni. Il D.Lgs. n. 81/2008 stabilisce una lunga serie di obblighi che sono finalizzati a rimuovere i pericoli per la salute e l’integrità fisica dei lavoratori nel momento in cui svolgono la loro attività alle dipendenze del datore di lavoro.

Quando si verifica un infortunio sul lavoro oppure un lavoratore contrae una malattia professionale e contemporaneamente risulta che il datore di lavoro non ha adempiuto agli obblighi di sicurezza e che la malattia o l’infortunio si sono verificati proprio a causa dell’inosservanza di questi obblighi, il datore di lavoro (insieme agli altri soggetti che ha eventualmente delegato a seguire la sicurezza) può andare incontro alle pene previste dalla legge penale per i reati di omicidio colposo o di lesioni colpose.

Questi reati, peraltro, prevedono delle aggravanti (cioè degli aumenti della pena che viene poi stabilita dal Giudice) quanto appunto il fatto si è verificato in seguito alla violazione delle regole in materia di prevenzione degli infortuni.

INAIL: premio assicurativo

Il premio INAIL rappresenta il corrispettivo dovuto dal datore di lavoro all’Istituto.

Esso è calcolato in base al rischio assunto dal datore di lavoro con l’esercizio della specifica attività: il calcolo del premio si effettua moltiplicando le retribuzioni imponibili corrisposte ai lavoratori per il tasso applicato dall’INAIL alla specifica lavorazione, con un’addizionale dell’1%.

Denuncia della retribuzioni. Il datore di lavoro deve trasmette in via telematica all’INAIL la dichiarazione delle retribuzioni relative all’anno precedente, entro il 28 febbraio (29 se bisestile) di ogni anno.

Busta paga del lavoratore. Nella busta paga del lavoratore deve essere indicato il numero della posizione assicurativa territoriale (PAT) INAIL.

Il lavoratore non ha alcuna trattenuta in busta paga per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.

Omissioni evasione contributiva. Il sistema sanzionatorio prevede due diverse tipologie di sanzioni: quelle civili, che variano a seconda del debito, e le sanzioni penali.

Al fine di stabilire l’entità delle sanzioni applicabili, la giurisprudenza distingue due diverse ipotesi:

Omissione contributiva: si verifica ogniqualvolta vi sia un ritardato pagamento dei contributi, risultante dalle registrazioni e dalle documentazioni obbligatorie regolarmente denunciate dal datore di lavoro: in tali casi, le sanzioni previste sono di minore entità;

Evasione contributiva: ravvisabile ogniqualvolta le predette registrazioni o le denunce contributive mensili siano state del tutto omesse o occultate dal datore di lavoro (si pensi al fenomeno del cd. “lavoro nero”): in tali casi, le sanzioni civili irrogate per l’omesso versamento dei contributi non possono essere inferiori a €. 3.000 per ciascun lavoratore, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa.

Per quanto concerne la sanzioni penali, si configura il reato di omesso versamento ogniqualvolta il datore di lavoro non abbia provveduto al versamento dei contributi omessi entro il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione, ovvero qualora lo stesso abbia corrisposto il pagamento delle retribuzioni “in nero”: il reato in questione peraltro, non viene meno nel caso in cui il datore di lavoro abbia demandato a terzi (quali il proprio commercialista o altri professionisti) l’incarico di provvedere al versamento dei contributi, poiché la responsabilità di tale versamento grava in ogni caso su quest’ultimo.

Obbligo assicurativo INAIL

Il Rapporto assicurativo intercorre tra:

  • assicuratore, costituito dall’INAIL
  • assicurati, in generale di datori di lavoro sui quali gravano i costi dell’assicurazione (pagamento dei premi)
  • assicurati, cioè i lavoratori soggetti a rischio di infortunio o di malattia professionale.

Le attività lavorative rischiose. L’evoluzione dei processi lavorativi e la costante introduzione di tecnologie sempre più avanzate ha imposto l’estensione dell’obbligo assicurativo INAIL a quasi tutte le attività della produzione e dei servizi.

La legge, nell’individuare le attività rischiose, le suddivide in due grandi gruppi: quelle svolte mediante l’uso di macchine, apparecchi o impianti ed altre che sono tassativamente elencate.

Vi sono altre attività lavorative che, per loro natura, esprimono un elevato grado di pericolosità anche senza l’uso di macchine, apparecchi ed impianti.

Anche per queste attività, tassativamente elencate dalla legge e di seguito riportate, è obbligatoria l’assicurazione INAIL.

I lavoratori assicurati. Il lavoratore è il soggetto tutelato dall’assicurazione in quanto è il destinatario delle prestazioni previste al momento del verificarsi dell’infortunio sul lavoro o del manifestarsi della malattia professionale.

Sono soggetti assicurati in linea generale:

  • essere adibito ad una delle lavorazioni che la legge definisce rischiose
  • coloro che prestano attività lavorativa
  • in modo permanente o avventizio
  • percepire una retribuzione, in qualunque forma, anche i natura
  • svolgere un’attività alle dipendenze e sotto la direzione altrui
  • prestare un’opera manuale

Sono altresì assicurati i lavoratori parasubordinati e i socio lavoratori di cooperativa

Soggetti non assicurati. Essendo obbligatorio assicurare anche attività a scarso rischio di infortunio, sono pochi i casi di lavoratori non soggetti all’assicurazione INAIL, fra questi i Vigili del Fuoco per i quali  il Testo Unico sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali stabilisce espressamente l’esclusione della tutela Inail, ma è comunque possibile avanzare la richiesta di riconoscimento di “causa di servizio” all’Amministrazione di appartenenza.

La legge n. 214/2011, pur avendo disposto l’abrogazione degli istituti relativi all’accertamento della dipendenza delle infermità da causa di servizio, ha salvaguardato i dipendenti appartenenti al comparto sicurezza e difesa del soccorso pubblico, ovvero i militari, la polizia di stato, i vigili del fuoco, ecc. che, qualora subiscano un danno a causa del lavoro, possono continuare a richiedere il riconoscimento della causa di servizio.

 

Assistenti contrari. Gli assistenti contrari sono i dipendenti che i datori di lavoro, committenti di opere che comportano lavorazioni soggette all’obbligo assicurativo, inviano presso l’appaltatore per controllare l’esecuzione dell’appalto.  Questi lavoratori, per le loro funzioni di controllo nel luogo ove si svolgono le lavorazioni appaltate, devono essere assicurati all’INAIL.

Collaborazioni coordinate e continuative. I collaboratori che svolgono attività protette indicate dalla legge per i lavoratori dipendenti, sono obbligatoriamente iscritti all’INAIL.

Sono escluse le prestazioni rese da liberi professionisti iscritti ad albi nell’ambito della professione esercitata.

Con riguardo alle prestazioni erogate dall’INAIL, si applicano gli istituti giuridici previsti per i lavoratori dipendenti.

L’unica specificità riguarda la determinazione della base di calcolo dell’indennità di inabilità temporanea assoluta e della rendita (diretta o a superstiti).

Per il calcolo della rendita si seguono questi criteri:

  • nel caso di collaboratori con compenso fisso, continuativo o accertabile, si considera il corrispettivo effettivo, fermo il rispetto del minimale e massimale di rendita
  • nel caso di collaboratori con compenso non fisso, continuativo o accertabile, devono essere applicate le disposizioni in materia di retribuzione a conguaglio, prendendo in considerazione il minimale della rendita.

Lavoro a chiamata (lavoratori intermittenti). L’obbligo assicurativo per i lavoratori assunti con contratto di lavoro a chiamata (intermittente) viene assolto, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi per l’applicazione dell’assicurazione obbligatoria INAIL.

L’indennità di disponibilità paga il premio INAIL, ma non contribuisce alla determinazione della base di calcolo delle prestazioni spettanti ai lavoratori infortunati.

In tale ipotesi, vale il criterio applicato ai lavoratori ai lavoratori che prestano opera saltuariamente. Quindi, hai fini del calcolo delle prestazioni erogate dall’INAIL, si tiene conto della retribuzione media giornaliera percepita nei periodi di effettiva prestazione anche quando debba essere applicata in periodi in cui la prestazione non è effettuata.

Somministrazione lavoro. L’obbligo di effettuare le denunce di infortunio sul lavoro e di malattia professionale ricade sul somministratore. Di conseguenza il lavoratore deve comunicare immediatamente l’infortunio – o denunciare la malattia professionale – all’agenzia stessa, alla quale dovrà essere trasmessa la certificazione medica.

Studenti. L’INAIL ha chiarito che gli alunni e gli studenti dei corsi professionali beneficiano della tutela antinfortunistica se svolgono esercitazioni pratiche. Ciò vale anche per corsi di alfabetizzazione automatica e di lingua straniera, attuati con l’ausilio di video terminali per le prove pratiche.

Tirocinanti. Il soggetto promotore il tirocinio è tenuto a garantire, salvo diverse disposizioni nella convenzione con il soggetto ospitante, la copertura assicurativa dei tirocinanti contro gli infortuni presso l’INAIL, oltre che per responsabilità civile verso terzi con idonea compagnia assicurativa.

INAIL: obbligo assicurativo

Il Rapporto assicurativo intercorre tra:

  • assicuratore, costituito dall’INAIL
  • assicurati, in generale di datori di lavoro sui quali gravano i costi dell’assicurazione (pagamento dei premi)
  • assicurati, cioè i lavoratori soggetti a rischio di infortunio o di malattia professionale.

Le attività lavorative rischiose. L’evoluzione dei processi lavorativi e la costante introduzione di tecnologie sempre più avanzate ha imposto l’estensione dell’obbligo assicurativo INAIL a quasi tutte le attività della produzione e dei servizi.

La legge, nell’individuare le attività rischiose, le suddivide in due grandi gruppi: quelle svolte mediante l’uso di macchine, apparecchi o impianti ed altre che sono tassativamente elencate.

Vi sono altre attività lavorative che, per loro natura, esprimono un elevato grado di pericolosità anche senza l’uso di macchine, apparecchi ed impianti.

Anche per queste attività, tassativamente elencate dalla legge e di seguito riportate, è obbligatoria l’assicurazione INAIL.

I lavoratori assicurati. Il lavoratore è il soggetto tutelato dall’assicurazione in quanto è il destinatario delle prestazioni previste al momento del verificarsi dell’infortunio sul lavoro o del manifestarsi della malattia professionale.

Sono soggetti assicurati in linea generale:

  • essere adibito ad una delle lavorazioni che la legge definisce rischiose
  • coloro che prestano attività lavorativa
  • in modo permanente o avventizio
  • percepire una retribuzione, in qualunque forma, anche i natura
  • svolgere un’attività alle dipendenze e sotto la direzione altrui
  • prestare un’opera manuale

Sono altresì assicurati i lavoratori parasubordinati e i socio lavoratori di cooperativa

Soggetti non assicurati. Essendo obbligatorio assicurare anche attività a scarso rischio di infortunio, sono pochi i casi di lavoratori non soggetti all’assicurazione INAIL, fra questi i Vigili del Fuoco per i quali  il Testo Unico sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali stabilisce espressamente l’esclusione della tutela Inail, ma è comunque possibile avanzare la richiesta di riconoscimento di “causa di servizio” all’Amministrazione di appartenenza.

La legge n. 214/2011, pur avendo disposto l’abrogazione degli istituti relativi all’accertamento della dipendenza delle infermità da causa di servizio, ha salvaguardato i dipendenti appartenenti al comparto sicurezza e difesa del soccorso pubblico, ovvero i militari, la polizia di stato, i vigili del fuoco, ecc. che, qualora subiscano un danno a causa del lavoro, possono continuare a richiedere il riconoscimento della causa di servizio.

Assistenti contrari. Gli assistenti contrari sono i dipendenti che i datori di lavoro, committenti di opere che comportano lavorazioni soggette all’obbligo assicurativo, inviano presso l’appaltatore per controllare l’esecuzione dell’appalto.  Questi lavoratori, per le loro funzioni di controllo nel luogo ove si svolgono le lavorazioni appaltate, devono essere assicurati all’INAIL.

Collaborazioni coordinate e continuative. I collaboratori che svolgono attività protette indicate dalla legge per i lavoratori dipendenti, sono obbligatoriamente iscritti all’INAIL.

Sono escluse le prestazioni rese da liberi professionisti iscritti ad albi nell’ambito della professione esercitata.

Con riguardo alle prestazioni erogate dall’INAIL, si applicano gli istituti giuridici previsti per i lavoratori dipendenti.

L’unica specificità riguarda la determinazione della base di calcolo dell’indennità di inabilità temporanea assoluta e della rendita (diretta o a superstiti).

Per il calcolo della rendita si seguono questi criteri:

  • nel caso di collaboratori con compenso fisso, continuativo o accertabile, si considera il corrispettivo effettivo, fermo il rispetto del minimale e massimale di rendita
  • nel caso di collaboratori con compenso non fisso, continuativo o accertabile, devono essere applicate le disposizioni in materia di retribuzione a conguaglio, prendendo in considerazione il minimale della rendita.

Lavoro a chiamata (lavoratori intermittenti). L’obbligo assicurativo per i lavoratori assunti con contratto di lavoro a chiamata (intermittente) viene assolto, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi per l’applicazione dell’assicurazione obbligatoria INAIL.

L’indennità di disponibilità paga il premio INAIL, ma non contribuisce alla determinazione della base di calcolo delle prestazioni spettanti ai lavoratori infortunati.

In tale ipotesi, vale il criterio applicato ai lavoratori ai lavoratori che prestano opera saltuariamente. Quindi, hai fini del calcolo delle prestazioni erogate dall’INAIL, si tiene conto della retribuzione media giornaliera percepita nei periodi di effettiva prestazione anche quando debba essere applicata in periodi in cui la prestazione non è effettuata.

Somministrazione lavoro. L’obbligo di effettuare le denunce di infortunio sul lavoro e di malattia professionale ricade sul somministratore. Di conseguenza il lavoratore deve comunicare immediatamente l’infortunio – o denunciare la malattia professionale – all’agenzia stessa, alla quale dovrà essere trasmessa la certificazione medica.

Studenti. L’INAIL ha chiarito che gli alunni e gli studenti dei corsi professionali beneficiano della tutela antinfortunistica se svolgono esercitazioni pratiche. Ciò vale anche per corsi di alfabetizzazione automatica e di lingua straniera, attuati con l’ausilio di video terminali per le prove pratiche.

Tirocinanti. Il soggetto promotore il tirocinio è tenuto a garantire, salvo diverse disposizioni nella convenzione con il soggetto ospitante, la copertura assicurativa dei tirocinanti contro gli infortuni presso l’INAIL, oltre che per responsabilità civile verso terzi con idonea compagnia assicurativa.