Formazione: ingresso stranieri

È consentito l’ingresso in territorio nazionale, per motivi di studio,ai cittadini stranieri che intendono:

1) seguire corsi universitari;

2) seguire corsi superiori di studio o d’istruzione tecnico-professionale, a tempo pieno e di durata determinata, purché maggiorenni,e verificata la coerenza dei corsi da seguire in Italia con la formazione acquisita nel Paese di provenienza, accertate le disponibilità economiche, nonchè la validità dell’iscrizione o pre-iscrizione al corso da seguire in Italia;

3) svolgere, purché maggiori di anni quattordici, corsi di studio presso istituti e scuole secondarie nazionali statali o paritarie o presso istituzioni accademiche, nell’ambito di programmi di scambi e di iniziative culturali approvati dal Ministero degli affari esteri, dal Ministero dell’istruzione,

dell’università e della ricerca o dal Ministero per i beni e le attività culturali.

Lo straniero in possesso dei requisiti previsti per il rilascio del visto di studio che intende frequentare corsi di formazione professionali organizzati da enti di formazione accreditati, finalizzati al riconoscimento di una qualifica o, comunque, alla certificazione delle competenze acquisite, di durata non superiore a 24 mesi, può essere autorizzato all’ingresso in Italia nei limiti stabiliti annualmente

Permessi per la formazione continua

Sono congedi di formazione per tutto l’arco della vita lavorativa, per accrescere conoscenze e competenze professionali.

Ne hanno diritto le lavoratrici e i lavoratori, occupati e non occupati.

La formazione può corrispondere a un’autonoma scelta del lavoratore o essere predisposta dall’azienda, attraverso i piani formativi aziendali o territoriali concordati tra le parti sociali.

CCNL. I contratti collettivi definiscono criteri, modalità e monte ore I contratti, inoltre, potranno anche prevedere quote di riduzione dell’orario di lavoro per progetti di formazione delle lavoratrici e dei lavoratori, finanziati dalle Regioni, utilizzando una quota annua del Fondo per l’occupazione.

Questi progetti di formazione possono anche essere presentati direttamente dai lavoratori.

Gli stage o tirocini  formativi sono utilizzati per realizzare, per mezzo di processi formativi, momenti di alternanza fra studio e lavoro. Gli stage formativi non comportano l’instaurazione di un  rapporto di lavoro subordinato.

I datori di lavoro stipulano accordi con i soggetti promotori per l’avviamento dei tirocini entro determinati limiti numerici, fino ad un massimo del 10% del numero complessivo dei dipendenti per le aziende con più di 20 dipendenti assunti a tempo determinato.
La durata degli stage varia a seconda dei destinatari, cioè se sono il grado di studio e se sono lavoratori inoccupati. Si va da un minimo di 4 mesi per studenti che frequentano la scuola secondaria ad un massimo di 24 mesi per i portatori di handicap.

Obbligo formativo

L’obbligo di frequenza di attività formativa sussiste per i minori – compresi gli stranieri- fino al compimento del 18° anno di età, e viene espletato attraverso tre diversi percorsi o moduli formativi:

  • mediante il sistema di istruzione scolastica, con prosecuzione degli studi nella scuola secondaria superiore
  • attraverso il sistema della formazione professionale regionale
  • con lo svolgimento dell’apprendistato mediante la frequenza dei relativi corsi

Percorsi integrati. I percorsi integrati di istruzione e formazione consentono  di conseguire contemporaneamente il diploma e una qualifica regionale.

Sono possibili  di due tipi:

  • percorso con integrazione curricolare alla fine del quale si consegue un diploma di istruzione secondaria superiore e una qualifica professionale
  • percorso con arricchimento curricolare dopo il quale si consegue il diploma di istruzione secondaria e la certificazione del crediti spendibili nella formazione professionale

I sistemi non sono a schema rigido nel senso che è consentito ai giovani di passare da un sistema all’altro, a scelta già effettuata, con il riconoscimento dei crediti formativi o di istruzione.

Alternanza scuola lavoro. L’alternanza scuola lavoro rappresenta una delle modalità di realizzazione dei corsi del secondo ciclo scolastico.

Il percorso scuola lavoro si può realizzare anche all’estero.

Vi hanno accesso, a domanda, gli studenti cha hanno compiuto 16 anni di età e fino a 18 anni, al posto del processo formativo tramite percorsi di apprendistato.

La durata. I percorsi di alternanza scuola lavoro hanno una durata complessiva, nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi, di almeno 400 ore e, nei licei, di almeno 200 ore nel triennio.

Dossier formativo

Strumento di programmazione e valutazione del percorso formativo del singolo o del gruppo di cui uno fa parte. Il dossier formativo è caratterizzato da tre parti:

  • definizione del piano formativo in cui sono individuati gli obiettivi declinati in funzione delle aree e dei campi di apprendimento e degli indirizzi prioritari ovvero quelli corrispondenti a bisogni individuali
  • la periodica e sistematica attività di verifica e di acquisizione della documentazione relative alle attività di formazione continua svolte dai professioni accreditati ECM
  • valutazione periodica (triennale) dell’andamento dei risultati del percorso da parte degli organi tecnico professionali preposti alle verifiche delle attività.

Competenze trasversali

E’ l’espressione usata per denominare un vasto insieme di abilità  della persona, implicate in numerosi tipi di compiti lavorativi, dai più elementari ai più  complessi, ed esplicate in situazioni operative tra loro diverse. In altre parole, ci si riferisce  ad abilità di carattere generale, a largo spettro, relative ai processi di pensiero e cognizione, alle modalità di comportamento nei contesti sociali e di lavoro, alle modalità e capacità di riflettere e di usare strategie di apprendimento e di auto-correzione della condotta. Tali abilità connotano il modo di impostare e di regolare la personale esperienza di lavoro e si specificano ulteriormente e progressivamente nel corso dell’apprendimento  on the job e della storia lavorativa della persona.

Formazione di base

Per formazione di base o prima formazione si intende il processo di apprendimento nella fase che precede l’ingresso nel lavoro.  In ambito pedagogico è un processo complesso di trasferimento di contenuti e metodi per fare acquisire alle persone livelli intellettuali, culturali, emotivi maggiori.
Nel settore sanitario la formazione di base ha l’obiettivo di assicurare allo studente un’adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali.

Formazione post base in ambito sanitario

Attività formativa che viene fatta dopo il conseguimento del titolo  abilitante all’esercizio di una professione. In ambito sanitario, dopo  la laurea sono previsti:
 ·         la Laurea Magistrale: ha l’obiettivo di fornire allo studente una  formazione di livello avanzato per l’esercizio di attività di elevata  qualificazione in ambiti specifici
·         il Diploma di Specializzazione: ha l’obiettivo di fornire allo studente conoscenze ed abilità di elevata qualificazione in ambiti specifici
·         il Dottorato di Ricerca: ha l’obiettivo di fornire allo studente le competenze necessarie per esercitare presso università, enti pubblici e privati attività di ricerca di alta qualificazione

Formazione sul campo (FSC)

Strumento di formazione svolto in uno specifico ambito lavorativo che costituisce apprendimento di esperienza diretta finalizzata a trasferire non solo abilità e informazioni, ma anche norme di comportamento e atteggiamenti non scritti.
Alcune tipologie accreditabili sono:
·         trainingon the job
·         gruppi di miglioramento
·         attività di ricerca
·         audit clinico e/o assistenziale
·         riunioni permanenti di aggiornamento professionale

Formazione RLS

La formazione di un RLS, cioè del Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza, è stabilita e normata dall’articolo 37, comma 1, del D.lgs. 81/08, il quale afferma che, oltre ai tutti i lavoratori, che devono ricevere un’adeguata formazione sui principi di sicurezza e salute sul posto di lavoro, in particolare il RLS deve ricevere, sotto responsabilità del datore di lavoro, una specifica formazione, relativamente ai rischi specifici presenti negli ambiti della sua azienda.
Questa formazione dovrà avere come scopo, oltre a quello di informare sui rischi presenti, anche quello di permettere al RLS di avere le conoscenze adatte alle attività di controllo e prevenzione dei rischi, al fine di minimizzarli prima che si verifichino.
A specificare i contenuti di tale formazione sono sia il contratto di lavoro nazionale stipulato con le parti sociali, sia l’art.37 del Testo Unico sulla Sicurezza, il quale stabilisce i requisiti minimi di ogni corso, il quale dovrà prevedere il trattamento dei seguenti argomenti:

  • elementi giuridici, sia nazionali che europei,
  • tecniche di analisi, definizione e valutazione dei rischi,
  • tecniche comunicative,
  • normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare i soggetti coinvolti e i loro obblighi.

La durata del corso di formazione è stabilita in 32 ore di base, in cui vengono affrontate le materie sopra elencate, e altre 12 ore incentrate, invece, sui rischi specifici legati ai luoghi di lavoro dove opera il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza.
Questo tipo di formazione non può comportare alcun tipo di onere economico per i lavoratori, i quali hanno diritto di ricevere tale formazione periodicamente.
I CCNL possono prevedere un numero di ore superiore di formazione.

Credito Formativo

Valore riconosciuto all’interno di percorsi formativi e/o professionali per l’inserimento nel sistema dell’Istruzione e Formazione Professionale. Al termine di un percorso che prevede una qualifica specifica si ottiene anche un certo numero di crediti formativi. Al riconoscimento del credito formativo ed alla relativa attribuzione di valore provvede la struttura educativa o formativa che gestisce l’attività che si intende frequentare.
Consente all’individuo di transitare tra sistemi della Formazione, dell’Istruzione, del lavoro senza disperdere le competenze acquisite, ma capitalizzandole in vista di una loro ricomposizione all’interno di una professionalità compiuta nella logica della formazione lungo tutto l’arco della vita.